<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170</id><updated>2012-01-07T01:51:33.856+01:00</updated><category term='ues'/><title type='text'>Libera Arezzo, associazione contro le Mafie</title><subtitle type='html'>"la mafia è una montagna di merda.." 
P.Impastato</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>179</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1155532183260377570</id><published>2009-03-30T18:33:00.002+02:00</published><updated>2009-03-30T18:36:13.516+02:00</updated><title type='text'>'Liberiamoci dalle spine' con i campi di lavoro antimafia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SdD042sS2vI/AAAAAAAAAe4/iibv6W_cI30/s1600-h/spine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 318px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SdD042sS2vI/AAAAAAAAAe4/iibv6W_cI30/s320/spine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319020417515707122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storie di terre liberate e sequestrate alla mafia dove oggi dei volontari coltivano e raccolgono prodotti finalmente sani, senza il marchio tossico ed indelebile della criminalità organizzata. "Liberarci dalle spine" è il titolo dell'iniziativa su questo tema in programma martedì 31 marzo presso l'aula magna dell'Istituto Piero Della Francesca in via 25 aprile, dalle 9.30 in poi. A guidare il dibattito sarà Francesco Romizi, responsabile Legalità Arci Arezzo e Coordinatore Libera Arezzo, ed interverranno Luciano Tagliaferri, Dirigente Scolastico I.I.S. Piero della Francesca, Mirella Ricci, Vicepresidente della Provincia di Arezzo, Vincenzo Striano, Presidente Arci Regionale Toscana, Federico Gelli, Vicepresidente della Regione Toscana, e Maurizio Pascucci, Coordinatore del progetto "Liberarci dalle Spine". All'iniziativa parteciperà con un contributo musicale anche Luca Lanzi della Casa del Vento e durante la mattinata sarà presentato il video sui campi di lavoro antimafia 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1155532183260377570?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1155532183260377570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1155532183260377570&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1155532183260377570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1155532183260377570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2009/03/liberiamoci-dalle-spine-con-i-campi-di.html' title='&apos;Liberiamoci dalle spine&apos; con i campi di lavoro antimafia'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SdD042sS2vI/AAAAAAAAAe4/iibv6W_cI30/s72-c/spine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-986406036581353727</id><published>2008-10-17T14:28:00.002+02:00</published><updated>2008-10-17T14:29:15.366+02:00</updated><title type='text'>MAFIA: SEQUESTRO BENI DA 200 MLN EURO A IMPRENDITORE MESSINA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPiFBfaGz6I/AAAAAAAAAew/vKCj58mbW5Y/s1600-h/macchina+rossa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258098825612414882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPiFBfaGz6I/AAAAAAAAAew/vKCj58mbW5Y/s320/macchina+rossa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;MESSINA - Beni per oltre 200 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia ad un imprenditore del Messinese, Mario Giuseppe Scinardo, 43 anni. Si tratta di uno dei più grossi sequestri patrimoniali eseguiti nell'ambito di inchieste sulla mafia. Scinardo, originario di Capizzi, un paese in provincia di Messina, è accusato di associazione mafiosa e di far parte della cosca dei Rampulla di Mistretta. L'inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina e Catania. Oltre 100 uomini dei centri Dia di Catania e Messina sono impegnati nell'operazione. Il patrimonio sequestrato risulta costituito da numerose società e ditte individuali con volumi d'affari plurimilionari, da oltre 250 immobili, tra cui appezzamenti di terreno, ville e locali commerciali, ma anche da aziende agrituristiche e vinicole, da impianti di calcestruzzi e da circa 90 mezzi tra camion, escavatori, mezzi agricoli ed automobili di grossa cilindrata. Il provvedimento di sequestro di beni per un valore di 200 milioni di euro è dei giudici del tribunale di Catania, che hanno accolto la richiesta avanzata dalla Direzione investigativa antimafia di Messina. L'indagine in un primo momento è stata coordinata dalla Dda di Messina e poi è stata trasmessa per competenza a quella etnea. Secondo gli investigatori, l'imprenditore al quale sono riconducibili i beni sequestrati, Mario Giuseppe Scinardo, 43 anni, sarebbe molto vicino alla famiglia mafiosa dei Rampulla di Mistretta (Messina), tanto che in alcune attività commerciali sarebbero pure inseriti come soci occulti. Scinardo è accusato di associazione mafiosa, e gli inquirenti ritengono che in alcune occasioni avrebbe messo a disposizione le sue proprietà per dare rifugio a boss latitanti o per ospitare riunioni di capimafia. Il sequestro fa riferimento a beni non solo intestati a Mario Giuseppe Scinardo, ma anche alla moglie Nellina Letizia Deni, e al fratello Salvatore Scinardo.SCINARDO AVEVA DOCUMENTO RISERVATO DELLA DIADurante la conferenza stampa a Catania, sul sequestro di beni per oltre 200 milioni di euro all' imprenditore Mario Giuseppe Scinardo, 43 anni, è stato reso noto che durante una perquisizione è stata trovata copia di una richiesta fatta dalla Dia alla Regione in cui si chiedeva di quali contributi avesse beneficiato l'imprenditore."Questo purtroppo è un fatto certamente inquietante e preoccupante e può essere indicativo della capacità di infiltrazione nelle istituzioni, specie regionali, da parte della mafia", ha affermato il procuratore della Repubblica a Catania Vincenzo D'Agata parlando con i giornalisti che gli chiedevano del ritrovamento del documento. "Non vorrei che su questo punto si anticipassero conclusioni - ha aggiunto - perché certamente quello che emerge è un fatto assolutamente irregolare, in relazione al quale è necessario effettuare degli approfondimenti, che ovviamente saranno diretti ad individuare eventuali profili di rilevanza penale con la conseguente individuazione dei responsabili".Il procuratore della Repubblica di Messina Guido Lo Forte, rispondendo alle domande dei giornalisti, al termine della conferenza stampa, ha detto: "Si tratta di un documento che costituisce oggetto di indagini da parte della Procura di Catania, in relazione al quale non posso dire assolutamente nulla".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-986406036581353727?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/986406036581353727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=986406036581353727&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/986406036581353727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/986406036581353727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/10/mafia-sequestro-beni-da-200-mln-euro.html' title='MAFIA: SEQUESTRO BENI DA 200 MLN EURO A IMPRENDITORE MESSINA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPiFBfaGz6I/AAAAAAAAAew/vKCj58mbW5Y/s72-c/macchina+rossa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3576090579818882460</id><published>2008-10-16T12:29:00.002+02:00</published><updated>2008-10-16T12:30:00.456+02:00</updated><title type='text'>LEGALITA': UN'OPERA D'ARTE PER NON DIMENTICARE VIA DEI GEORGOFILI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPcXmF2OejI/AAAAAAAAAeo/p8N7krmLiWQ/s1600-h/georgofili%2520215-10-2008.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257697033150429746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPcXmF2OejI/AAAAAAAAAeo/p8N7krmLiWQ/s320/georgofili%2520215-10-2008.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Studenti fiorentini e della Syracuse insieme per non dimenticare via dei Georgofili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sarà realizzata nelle prossime settimane dagli studenti della Syracuse University di Firenze e dagli studenti di cinque licei e istituti d'arte della città, sarà esposta per la prima volta il 19 dicembre nell'ambito della prossima Festa della Legalità organizzata dalla Regione Toscana, ma l'auspicio è che in seguito possa essere collocata in via dei Georgofili per ricordare la strage mafiosa del 1993.&lt;br /&gt;È l'opera d'arte che rappresenta il nuovo importante frutto del lavoro sul terreno della cultura della legalità degli studenti toscani e che è stata presentata presso la sede della Syracuse.&lt;br /&gt;Presente tra gli altri anche il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli. «Si tratta di un altro straordinario risultato dell'impegno che da anni studenti, insegnanti, associazioni, istituzioni stanno portando avanti nella nostra regione per diffondere e consolidare la cultura della legalità – ha spiegato Gelli – E anche di un nuovo importante traguardo nella collaborazione con la Syracuse, felicemente avviata con la presenza dei ragazzi e delle ragazze americane nei campi di lavoro antimafia della Sicilia".&lt;br /&gt;"Se ce n'era bisogno, un'ulteriore dimostrazione di quanto possa essere importante per tutti noi la presenza delle università americane nella nostra regione. E allo stesso modo, di quante e quali strade, non ultima appunto quella della creatività artistica, possano essere percorse sulla strada dell'impegno per la legalità». &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3576090579818882460?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3576090579818882460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3576090579818882460&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3576090579818882460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3576090579818882460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/10/legalita-unopera-darte-per-non.html' title='LEGALITA&apos;: UN&apos;OPERA D&apos;ARTE PER NON DIMENTICARE VIA DEI GEORGOFILI'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPcXmF2OejI/AAAAAAAAAeo/p8N7krmLiWQ/s72-c/georgofili%2520215-10-2008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-4954011225088053891</id><published>2008-10-16T11:17:00.003+02:00</published><updated>2008-10-16T11:18:24.805+02:00</updated><title type='text'>Lotta contro la 'Ndrangheta: arrestato il boss Antonio Pelle, latitante dallo scorso anno</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPcGywPgEaI/AAAAAAAAAeg/2dOy5c9X8H0/s1600-h/a916ec52c980ef32f8082e02fb756ca7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257678558991487394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPcGywPgEaI/AAAAAAAAAeg/2dOy5c9X8H0/s320/a916ec52c980ef32f8082e02fb756ca7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Preso il capo della cosca Pelle-Vottari: è stato intercettato nella Locride, nascosto in un bunker &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La polizia ha arrestato il boss della 'ndrangheta Antonio Pelle, 46 anni, latitante dal 2007 e capo della cosca Pelle-Vottari di San Luca (Reggio Calabria). Pelle è stato bloccato nella Locride, nel corso di un servizio mirato, dal personale della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della polizia di Stato.&lt;br /&gt;Era nascosto in un bunker, nelle campagne di Ardore, un centro della Locride. La cosca Pelle-Vottari è contrapposta da anni al gruppo Nirta-Strangio nella cosiddetta "faida di San Luca". Scontro che è culminato il giorno di ferragosto del 2007 nella strage di Duisburg, in Germania, con l'uccisione di sei presunti affiliati della cosca Pelle-Vottari. L'operazione che ha portato all'arresto del latitante è stata coordinata dal dirigente della squadra mobile di Reggio Calabria, Renato Cortese.&lt;br /&gt;Il nascondiglio di Pelle, secondo quanto riferito dagli investigatori, era sotterraneo e dotato di ogni confort. Antonio Pelle era latitante dall'agosto del 2007, quando si sottrasse all'arresto nell'ambito dell'operazione Fehida, fatta dalla polizia nell'ambito delle indagini sulla faida di San Luca e sulla strage di Duisburg. Secondo gli investigatori, Pelle, comunque, era già irreperibile per sottrarsi ad un'eventuale vendetta da parte della cosca avversaria.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-4954011225088053891?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/4954011225088053891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=4954011225088053891&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4954011225088053891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4954011225088053891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/10/lotta-contro-la-ndrangheta-arrestato-il.html' title='Lotta contro la &apos;Ndrangheta: arrestato il boss Antonio Pelle, latitante dallo scorso anno'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SPcGywPgEaI/AAAAAAAAAeg/2dOy5c9X8H0/s72-c/a916ec52c980ef32f8082e02fb756ca7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-7249837362752565392</id><published>2008-09-19T09:19:00.003+02:00</published><updated>2008-09-19T09:21:39.265+02:00</updated><title type='text'>MASSACRO NEL CASERTANO, 7 MORTI E UN FERITO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SNNS9m8wsNI/AAAAAAAAAUY/DNKCEc9mD_s/s1600-h/in119yhiX_20080919.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247629209197654226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SNNS9m8wsNI/AAAAAAAAAUY/DNKCEc9mD_s/s320/in119yhiX_20080919.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I bossoli trovati a terra sono la conferma, a tarda notte: l'agguato di Baia Verde e la sparatoria di Castelvolturno di ieri sera nel Casertano potrebbero avere la stessa matrice, quella della camorra.Una strage che si conclude con sette morti e un ferito gravissimo. Una sequenza di fatti agghiaccianti: i sicari colpiscono a Baia Verde, uccidono un italiano, Antonio Celiento, 53 anni, ritenuto affiliato al clan degli Schiavone. Venti minuti dopo - ''al secondo goal del Napoli'', riferisce qualcuno dei presenti - poco lontano, al km 43 della Domitiana, si uccide di nuovo: restano a terra tre ghanesi, un liberiano e un cittadino del Togo. Poi stamattina e' morto nell'ospedale di Pozzuoli (Napoli), dove era stato ricoverato in gravissime condizioni, il sesto immigrato di origine africana (un cittadino liberiano).Sul posto vengono trovati 84 bossoli, sono state utilizzate una pistola 9x21 e una mitraglietta 7.62; corrispondono a quelli trovati a Baia Verde, dove il corpo della prima vittima e' stato crivellato con 20 colpi. Il riconoscimento avviene grazie alle persone che accorrono sul posto. Momenti di fortissima tensione: una folla di extracomunitari aggredisce le forze dell'ordine. Calci, pugni, spintoni, si ribalta un cassonetto dell'immondizia, insulti, maledizioni al grido di ''italiani tutti bastardi''. Qualcuno collabora anche, pero': testimoni raccontano alla polizia di aver visto un'auto dotata di lampeggiante, con quattro persone a bordo: i sicari avrebbero indossato dei giubbotti con la scritta carabinieri. In nottata viene ritrovata un'auto bruciata, fra Nola e Villa Literno, quasi irriconoscibile. Obiettivo del commando erano certamente i tre uomini all'interno di un negozio - ''Ob Ob exotic fashions'' c'e' scritto all'ingresso - al civico 1083: rivoli di sangue scorrono fra le macchine da cucire di una piccola sartoria a soqquadro, piena di stoffe e cotone colorato. Restano sotto i colpi anche un giovane a bordo di un'auto - non ha avuto neanche il tempo di levarsi la cintura di sicurezza - e un altro africano freddato a pochi passi dalla vettura. Sul posto arriva il coordinatore della DDa di Napoli Franco Roberti; la firma della camorra, nella terra dei Casalesi, e' praticamente evidente, per gli inquirenti. Cento metri piu' in la' inizia il comune di Napoli: la strage e' avvenuta in un territorio popolato da extracomunitari - per lo piu' nigeriani e ghanesi - che portano avanti una fiorente attivita' di spaccio. Un rifiuto alla camorra, magari di fronte alla pretesa di una tangente supplementare, potrebbe aver innescato l'attrito fra extracomunitari e criminalita' organizzata. Un mese fa c'era stato un primo avvertimento, raccontano gli investigatori: al vicequestore Luigi del Gaudio vengono in mente gli spari contro l'abitazione di un nigeriano conosciuto come Teddy. Tutto quello che e' accaduto fra ieri sera e stanotte, pero', nel Casertano, a molti sembra inedito; la strage di San Gennaro, nella terra di Gomorra, non ha precedenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-7249837362752565392?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/7249837362752565392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=7249837362752565392&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7249837362752565392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7249837362752565392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/09/massacro-nel-casertano-7-morti-e-un.html' title='MASSACRO NEL CASERTANO, 7 MORTI E UN FERITO'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SNNS9m8wsNI/AAAAAAAAAUY/DNKCEc9mD_s/s72-c/in119yhiX_20080919.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1391704752559158076</id><published>2008-09-19T09:19:00.001+02:00</published><updated>2008-09-19T09:20:39.546+02:00</updated><title type='text'>ARRESTATO BOSS PELLE, DECISE STRAGE DI NATALE A S. LUCA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SNNStbWLd3I/AAAAAAAAAUQ/ljbeFIoz0gE/s1600-h/b917666385282689662e94bfe20f6900.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247628931205134194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SNNStbWLd3I/AAAAAAAAAUQ/ljbeFIoz0gE/s320/b917666385282689662e94bfe20f6900.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Francesco Pelle, il boss della cosca calabrese ritenuta responsabile della faida che ha portato alle stragi di San Luca e di Duisburg, e' stato arrestato la scorsa notte dai carabinieri in una clinica di Pavia, dove era ricoverato sotto falso nome. Pelle, 32 anni, detto 'Ciccio Pakistan', era latitante dal 30 agosto dello scorso anno perche' ritenuto il mandante della strage di Natale a San Luca. Nell'agguato, compiuto il 25 dicembre 2006, rimase uccisa Maria Strangio, moglie di Giovanni Luca Nirta, ritenuto uno dei capi dell'omonima cosca, e tre persone, tra le quali un bambino di cinque anni, rimasero ferite. Il delitto, secondo l'accusa, fu deciso da Francesco Pelle per vendicare un tentativo di omicidio subito il 31 luglio 2006 nel quale perse l'uso delle gambe. Il boss, per il ricovero alla Fondazione Maugeri, istituto a carattere scientifico ubicato appena fuori la citta', aveva presentato la fotocopia di una carta d'identita' intestata a un uomo di origine calabrese, realmente esistente, e anch'egli paraplegico dopo un incidente stradale. Era ricoverato nel reparto di neuroriabilitazione in una stanza spaziosa, singola con bagno, televisione e un divanetto. Qui lo hanno prelevato i carabinieri, mentre navigava in Rete da un computer portatile: lo hanno accompagnato fuori dalla clinica su una carrozzella e portato nel centro clinico del carcere di Opera (Milano). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1391704752559158076?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1391704752559158076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1391704752559158076&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1391704752559158076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1391704752559158076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/09/arrestato-boss-pelle-decise-strage-di.html' title='ARRESTATO BOSS PELLE, DECISE STRAGE DI NATALE A S. LUCA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SNNStbWLd3I/AAAAAAAAAUQ/ljbeFIoz0gE/s72-c/b917666385282689662e94bfe20f6900.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8671764300624845162</id><published>2008-06-04T20:50:00.001+02:00</published><updated>2008-06-04T20:50:56.654+02:00</updated><title type='text'>ECOMAFIA 2008, 83 REATI AL GIORNO</title><content type='html'>Ogni giorno 83 reati contro l' ambiente. Maglia nera alla Campania stabile al primo posto nella classifica dell'illegalita' ambientale, seguita dalla Calabria: e' in queste due regioni che si concentra il 30% degli illeciti registrati in tutta Italia. In totale, nel 2007 gli eco-reati sono aumentati del 27,3% rispetto al 2006; il giro d'affari e' di 18,4 miliardi di euro; in aumento gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti. Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2000 metri. Presa d'assalto anche l'agricoltura. Questa la fotografia scattata nel rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente presentato a Roma. In particolare Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la "multifunzionalita'" del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall'agricoltura al racket degli animali. I clan dell'ecomafia salgono a 239 (36 in piu' rispetto allo scorso anno). Da qui la necessita' per Legambiente di rinnovare l'appello "di introdurre i delitti contro l'ambiente nel nostro Codice penale" ha detto il presidente dell'associazione,Vittorio Cogliati Dezza ricordando che ci sono gia' proposte condivise ma che ora serve "volonta' politica e tempo". Ecco il quadro dell'illegalita' contro l'ambiente: ILLECITI: in totale quelli accertati dalle forze dell'ordine nel 2007 sono 30.124, il 27,3% in piu' rispetto al 2006; le persone denunciate 22.069, con un incremento del 9,7%; i sequestri effettuati 9.074 (piu' 19% rispetto al 2006);&lt;br /&gt;REGIONI: la Campania occupa stabilmente il primo posto seguita dalla Calabria al terzo posto si trova la Puglia, seguita dal Lazio e dalla Sicilia. La prima regione del Nord come numero di infrazioni e' la Liguria;&lt;br /&gt;RIFIUTI: i reati accertati nel 2007 sono oltre 4800, il 36% dei quali commessi nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Sempre in testa la Campania, dove lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, spesso di provenienza extraregionale, si e' sommato alla catastrofica gestione commissariale di quelli urbani. Un balzo in avanti colloca, invece, il Veneto al 2/o posto (era 6/o lo scorso anno). La Puglia mantiene il 3/o posto e il foggiano si conferma una terra dove si scaricano illegalmente nei terreni agricoli i rifiuti prodotti dal centro nord, scorie spesso spacciate per compost;&lt;br /&gt;FATTURATO: 18,4 miliardi di euro (quasi un quinto del business totale annuo delle mafie) pur contraendosi rispetto all'anno precedente di circa 4,4 miliardi di euro in seguito all'attivita' di prevenzione e repressione;&lt;br /&gt;INCHIESTE: il 2007 detiene il record di inchieste contro i trafficanti di veleni. Grazie all'applicazione dell'art.260 del Codice dell'Ambiente, che introduce il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono 96 le indagini condotte nel 2007 e nei primi due mesi del 2008 (a oggi le inchieste sono 103) e dal gennaio 2002 al marzo 2008 sono state 600 le ordinanze di custodia cautelare emesse, 2.196 le persone denunciate, 520 le aziende coinvolte;&lt;br /&gt;CEMENTO: sul fronte del ciclo illegale del cemento, cresce il numero d'infrazioni accertate dalle forze dell'ordine (7.978, il 13% in piu' rispetto al 2006), quello delle persone denunciate (10.074) e dei sequestri (2.240). Per l'abusivismo edilizio, le stime del Cresme parlano per il 2007 di 28.000 case costruite illegalmente contro le 30.000 del 2006 e le 32.000 del 2005;&lt;br /&gt;INCENDI BOSCHIVI: oltre 10 mila incendi, 225 mila ettari di boschi e foreste andati in fumo, 18 persone uccise dalle fiamme, 7 milioni e mezzo di tonnellate di Co2 rilasciate nell'aria;&lt;br /&gt;AGRICOLTURA: secondo le stime della Confederazione Italiana Agricoltura, il giro d'affari delle cosche nel settore agricolo si attesta sui 15 miliardi di euro, con oltre cento reati al giorno, e un agricoltore su 3 subirebbe gli effetti dell'illegalita';&lt;br /&gt; ARCHEOMAFIA: furti in leggero calo, dai 1212 casi del 2006 ai 1085 del 2007, con una flessione del 10,5%. Il Lazio, con 166 furti subiti, supera il Piemonte, tradizionalmente in testa;&lt;br /&gt;RACKET ANIMALI: stabile il mercato stimato dalla Lav nel 2007 sui 3 miliardi di euro circa, tra corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffici di fauna esotica e protetta, macellazione clandestina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8671764300624845162?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8671764300624845162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8671764300624845162&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8671764300624845162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8671764300624845162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/06/ecomafia-2008-83-reati-al-giorno.html' title='ECOMAFIA 2008, 83 REATI AL GIORNO'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1224324078089682510</id><published>2008-06-04T15:26:00.000+02:00</published><updated>2008-06-04T15:27:54.565+02:00</updated><title type='text'>Ecomafie, cresce il business contro l'ambiente</title><content type='html'>Una montagna di rifiuti alta quasi 2 mila metri, con una base di 3 ettari. È quella che sorgerebbe in Italia se si accatastassero tutti i rifiuti scomparsi. O meglio, smaltiti senza che nessuno sappia dove sono finiti. Il Rapporto 2008 sulle Ecomafie pubblicato da Legambiente fotografa un' Italia dove la mondezza è sempre di più uno dei principali business della criminalità organizzata. E non solo in Campania. Napoli e dintorni, come è facile immaginare, mantengono il primato nazionale, ma quello dei rifiuti è un affare che hanno fiutato un pò ovunque.Nel 2007 sono quasi cinque mila i reati accertati per violazione alla normativa sui rifiuti. In Campania, Calabria, Puglia e Sicilia si concentra il 36 per cento delle infrazioni, ma è il Veneto la regione che nell' ultimo anno è passata dal sesto al secondo posto nel ciclo dei rifiuti: si sposta così verso il Nord il baricentro dei traffici, non solo come zona di procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente nelle regioni centrali e meridionali d'Italia, ma anche come sito finale di stoccaggio.A crescere però non è solo il ciclo illegale dei rifiuti, aumentano più in generale i reati contro l' ambiente: scavi, abusivismo edilizio, incendi boschivi e truffe in agricoltura. In totale, si stima che il giro d' affari del 2007 si sia attestato su 18 miliardi e 400 milioni di euro (quasi un quinto del business totale annuo delle mafie), quattro miliardi di euro in più rispetto all' anno precedente.Alla luce di questo quadro inquietante, Legambiente rilancia la proposta di introdurre questo tipo di reati nel Codice penale, «per punire in maniera congrua chi avvelena l' aria che respiriamo, inquina l' acqua, saccheggia il territorio, minaccia la nostra salute, penalizza le imprese pulite».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1224324078089682510?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1224324078089682510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1224324078089682510&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1224324078089682510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1224324078089682510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/06/ecomafie-cresce-il-business-contro.html' title='Ecomafie, cresce il business contro l&apos;ambiente'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5368705966084066500</id><published>2008-05-21T19:16:00.000+02:00</published><updated>2008-05-21T19:17:14.176+02:00</updated><title type='text'>Commento di Don Luigi Ciotti alla foto pubblicata sullo sgombero dei rom di Ponticelli. Articolo apparso sull' Unità del 16 maggio 2008</title><content type='html'>Cara signora, ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l'altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie. Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un'espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese – reti da materasso a fare da sponda – una scritta: "ferrovecchi".Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa. Conosco il suo popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti. Nel nostro paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza. E' un'esigenza sacrosanta, la sicurezza. Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo. E' il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo. Per tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi. Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà. Ma anche quella punizione, la peggiore per un uomo – essendo la libertà il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene – doveva servire per reintegrare nella comunità, per riaccogliere. Il segno della civiltà è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando. Sta franando di fronte alle paure della gente. Paure provocate dall'insicurezza economica – che riguarda un numero sempre maggiore di persone – e dalla presenza nelle nostre città di volti e storie che l'insicurezza economica la vivono già tragicamente come povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore. Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un'immagine. E' come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati "di troppo", e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un'informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così. Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime. Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose. La storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare, se viene meno la giustizia e la razionalità, alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell'idea: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l'hanno provato sulla loro pelle.Lo ripeto, non si tratta di "giustificare" il crimine, ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità, è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato. E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d'illegalità che non suscitano uguale allarme sociale perché "depenalizzate" nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta. Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità organizzata, che distolgono così l'attenzione delle forze dell'ordine e continuano più indisturbati nei loro affari. Vorrei però anche darLe un segno di speranza. Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel "sociale", nella politica, nella amministrazione delle città, si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che un'altra sicurezza è possibile. Che dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.La legalità, che è necessaria, deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale. Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un "reato d'immigrazione clandestina" nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.Un'ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po' le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda – anche per essere stati figli e nipoti di migranti – continuano a nutrire. La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine. E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s'impegnano per un mondo più giusto e più umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi Ciotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;presidente del Gruppo Abele e di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5368705966084066500?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5368705966084066500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5368705966084066500&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5368705966084066500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5368705966084066500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/05/commento-di-don-luigi-ciotti-alla-foto.html' title='Commento di Don Luigi Ciotti alla foto pubblicata sullo sgombero dei rom di Ponticelli. Articolo apparso sull&apos; Unità del 16 maggio 2008'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3774433940525382423</id><published>2008-05-18T19:47:00.000+02:00</published><updated>2008-05-18T19:48:18.403+02:00</updated><title type='text'>Campi di lavoro e studio sulle terre confiscate alla ‘ndrangheta</title><content type='html'>Progetto “Campi del Sole”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campi di lavoro e studio sulle terre confiscate alla ‘ndrangheta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BANDO DI PARTECIPAZIONE RIVOLTO AI GIOVANI DI AREZZO E PROVINCIA&lt;br /&gt;                                                                      &lt;br /&gt;Luglio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ARCI – Comitato Territoriale Reggio Calabria - e il Consorzio “Terre del Sole” organizzano, nell’ambito del progetto “Campi del Sole”,  un campo di lavoro sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza formativo/lavorativa è destinata ai ragazzi ed alle ragazze di età dai 16 ai 30 anni residenti in Toscana e darà loro la possibilità di partecipare attivamente alla vita del Consorzio “Terre del Sole”, che, nel territorio comunale di  Melito Porto Salvo Contrada Placanica, gestisce appezzamenti confiscati alla ‘ndrangheta. La partecipazione attiva alla vita del Consorzio “Terra del Sole” determinerà diversi impegni nel corso della giornata. Si spazierà dal lavoro diretto sui terreni, alla partecipazione, ai laboratori ed agli incontri di educazione alla legalità democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le attività riguarderanno la sistemazione e la messa a dimora delle piantine di ortaggi, la gestione e la sistemazione dell’agrumeto, opere di recinzione del terreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scheda Tecnica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Date: 30/06/08 – 14/07/08 &lt;br /&gt;Luogo: contrada Placanica, Comune di Melito Porto Salvo (RC)&lt;br /&gt;Unità: 16 volontari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il campo di lavoro sono previsti momenti di incontro con strutture che stanno vivendo esperienze similari del Consorzio “ Terre del Sole” ed altri momenti seminariali a cui daranno il proprio contributo numerose personalità del mondo delle istituzioni, della politica, dell’economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saranno organizzate anche alcune visite in luoghi simbolo della ‘ndrangheta a Reggio Calabria e nella sua provincia, che sicuramente forniranno ai ragazzi toscani interessanti spunti di riflessione sulle tematiche connesse alla legalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza formativa  è dedicata all’impegno del movimento calabrese in favore delle lotte  per l’affermazione di diritti sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono previsti degli appuntamenti per la selezione dei partecipanti e incontri formativi prima della partenza per i campi. In questi momenti di formazione si affronteranno alcune tematiche di educazione alla legalità, con un’attenzione particolare alla legislazione dei beni confiscati e alcune esperienze significative del loro riutilizzo e del movimento contadino siciliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Sportello “Banca Dati” della Regione Toscana fornirà materiale specifico, bibliografie, appendici e approfondimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="_Toc104714666"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="_Toc104714656"&gt;Il Consorzio “Terre del Sole”&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consorzio “Terre del Sole” è composto da sette cooperative sociali, tre di tipo A e quattro di tipo B. Queste cooperative svolgono attività sociali e in particolar modo puntano all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.&lt;br /&gt;Obiettivo prioritario del Consorzio “Terre del Sole” è quello di realizzare una fattoria sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiettivi del progetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo principale è diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico che, possa efficacemente contrapporsi alla cultura del privilegio e del ricatto che contraddistingue i fenomeni mafiosi nel nostro Paese dimostrando che, anche in Calabria, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e sul rispetto della persona.&lt;br /&gt;Il protagonismo dei volontari contribuirà alle attività di animazione territoriale fondamentale per il potenziamento delle relazioni e della rete sul territorio.&lt;br /&gt;L’obiettivo principale è quello di promuovere sviluppo associativo dell’Arci nelle comunità locali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="_Toc104714670"&gt;Programma delle attività&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata tipo sarà suddivisa in 3 sessioni:&lt;br /&gt;·        Lavoro nei campi;&lt;br /&gt;·        Il territorio, la memoria e l’impegno;&lt;br /&gt;·        Animazione territoriale e socialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="_Toc104714671"&gt;Località Melito Porto Salvo (RC)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="_Toc104714672"&gt;Lavoro nei campi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terreno è composto complessivamente da dieci ettari di cui tre ettari destinati alla  messa in dimora di ortaggi e da due ettari di agrumeto.&lt;br /&gt;Il lavoro agricolo sui campi avverrà durante il mattino e consisterà nella messa a dimora di ortaggi.&lt;br /&gt;Inoltre vi è la presenza di due edifici di cui una villa dove viveva la famiglia Iamonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="_Toc104714673"&gt;Il territorio, la memoria e l’impegno&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il lavoro agricolo, nel pomeriggio, con i soci della cooperativa si prevedono sessioni di studio ed informazione/formazione sui temi della lotta alla mafia e la partecipazione a laboratori ed incontri di educazione alla legalità, nei quali coniugare riflessioni teoriche e testimonianze significative di resistenza alla mafia nei vari contesti territoriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontri previsti e programmati con:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Musolino (Prefetto di Reggio Calabria); Paolo Beni (Presidente Nazionale Arci)  Giuseppe Meduri ( presidente Arci Calabria), Giuseppe Fanti (presidente ARCI Comitato Territoriale di Reggio Calabria), Nuccio Quattrone (presidente Lega Coop); On. Maria Grazia Laganà in Fortugno; Avv. Giuseppe Morabito (presidente della Provincia di Reggio Calabria); Santi Giuffrè (Questore di Reggio Calabria); Alestra (Comandante Provinciale dei Carabinieri);dott. Giuseppe Iaria (Sindaco del Comune di Melito Porto Salvo); Magistrati; Docenti Universitari; Operatori Terzo Settore, (……….)Libera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="_Toc104714674"&gt;Animazione territoriale e socialità&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono previste alcune serate che vedranno impegnati i volontari nell’organizzazione della rassegna “Cinema sotto le stelle” nelle piazze principali di Melito Porto Salvo e di piccole feste nei centri giovanili del territorio, con l’obiettivo di socializzare con i giovani del luogo e con la cittadinanza in generale.&lt;br /&gt;E’ prevista inoltre un’escursione con i soci del Consorzio “terre del Sole” in una delle seguenti località: Pentidattilo, Museo Nazionale della Magna Grecia, città di Reggio Calabria, città di Melito porto Salvo, comune di Scilla, comune di Bagnara Calabra, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programmazione dei campi di lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;periodo&lt;br /&gt;località&lt;br /&gt;Attività agricole&lt;br /&gt;Dal 30/06/2008 al 14/07/2008&lt;br /&gt;Melito Porto Salvo&lt;br /&gt;Coltivazione di ortaggi;&lt;br /&gt;recinzione terreno;&lt;br /&gt;sistemazione vialetti interni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condizioni economiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La quota di adesione, per ogni partecipante, è di € 150, (€10 al giorno) come contributo parte per il vitto, l’alloggio, l’assicurazione contro gli infortuni e per la responsabilità civile verso terzi,  la formazione e preparazione preliminare e spese varie, servizi assicurati dagli organizzatori del progetto.&lt;br /&gt; Ogni singola quota, dovrà essere versata 15 giorni prima dell’inizio del campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verranno richiesti contributi economici ad Enti Locali, Associazioni, Organizzazioni Sindacali, Enti vari per sostenere i costi relativi ai trasporti locali, promozione di eventi culturali, incontri con testimonial , valorizzazione del progetto e interventi logistici.&lt;br /&gt;Le spese di viaggio sono a carico del singolo  volontario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Regione Toscana rimborserà ai volontari le spese di viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione e preparazione&lt;br /&gt;L’Arci promuoverà prima della partenza tre momenti formativi e di conoscenza in modo che i volontari possano avere le dovute informazioni.&lt;br /&gt;La presenza alle giornate di formazione previste è obbligatoria condiziona l’ammissibilità di partecipazione al campo prescelto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le iscrizioni&lt;br /&gt;Possono essere effettuate dal  9 aprile fino al 30 maggio 2008 compilando il modulo apposito allegato e inviandolo via e- mail a &lt;a href="mailto:romizi@arci.it"&gt;romizi@arci.it&lt;/a&gt; oppure a &lt;a href="mailto:dpanessa@provincia.arezzo.it"&gt;dpanessa@provincia.arezzo.it&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per avere ulteriori informazioni contattare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Romizi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel: 339 8642573 , mail &lt;a href="mailto:romizi@arci.it"&gt;romizi@arci.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donato Panessa&lt;br /&gt;Servizio Politiche Sociali e Giovanili - Provincia di ArezzoTel. 0575.3998216 - Fax 0575.3998226&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:dpanessa@provincia.arezzo.it"&gt;dpanessa@provincia.arezzo.it&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La validità dell’iscrizione è vincolata alla sottoscrizione del “patto di adesione”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3774433940525382423?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3774433940525382423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3774433940525382423&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3774433940525382423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3774433940525382423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/05/campi-di-lavoro-e-studio-sulle-terre.html' title='Campi di lavoro e studio sulle terre confiscate alla ‘ndrangheta'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3930481430796587338</id><published>2008-05-08T11:27:00.000+02:00</published><updated>2008-05-08T11:28:13.621+02:00</updated><title type='text'>Riciclavano denaro di Cosa Nostra</title><content type='html'>In manette a Palermo Francesco e Ignazio Zummo, padre e figlionel 2006 condannati per favoreggiamento ed associazione mafiosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riciclavano denaro di Cosa Nostraarrestati imprenditori e banchiere&lt;br /&gt;Disposto il sequestro di conti correnti, beni mobili e 13 milioni di euro in contantiL'accusa: "Hanno occultato denaro ritenuto proveniente da attività illecite"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrestati all'alba a Palermo due noti imprenditori ed un alto funzionario di istituto di credito svizzero. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nel capoluogo siciliano e a Milano e rientrano in una inchiesta della procura palermitana sul riciclaggio che sarebbe stato messo in atto da affiliati alla mafia. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto, Roberto Scarpinato, e dai sostituti Antonio Ingroia, Fernando Asaro e Domenico Gozzo, che hanno chiesto ed ottenuto dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, i tre provvedimenti cautelari. I provvedimenti cautelari disposti dal gip di Palermo, ed eseguiti dalla Dia, riguardano gli imprenditori Francesco e Ignazio Zummo, padre e figlio, accusati di intestazione fittizia di beni. Secondo la Procura avrebbero investito grosse somme di denaro in fondi all'estero, in particolare in paradisi fiscali, con la complicità di un dirigente di un istituto di credito svizzero, anche lui arrestato stamani. Di quest'ultimo non è stata resa nota l'identità. Francesco e Ignazio Zummo nel 2006 erano stati condannati con il rito abbreviato rispettivamente a cinque e tre anni di reclusione, per favoreggiamento ed associazione mafiosa. Secondo l'accusa i due sarebbero stati prestanome del costruttore palermitano Vincenzo Piazza. Nei loro confronti è ancora in corso un procedimento davanti ai giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale. Il gip ha inoltre disposto il sequestro di conti correnti e beni mobili. Gli indagati sono accusati, in particolare, di aver "occultato denaro ritenuto proveniente da attività illecite - come spiegano gli inquirenti - riconducibile agli affari di Cosa nostra". Infine, gli uomini della Dda hanno provveduto al sequestro di 13 milioni di euro, in contanti, depositati su un fondo che era stato aperto presso una banca delle Bahamas, ma anche un'imbarcazione d'altura ed altri beni mobili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3930481430796587338?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3930481430796587338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3930481430796587338&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3930481430796587338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3930481430796587338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/05/riciclavano-denaro-di-cosa-nostra.html' title='Riciclavano denaro di Cosa Nostra'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5924746563760498363</id><published>2008-04-17T10:40:00.002+02:00</published><updated>2008-04-17T10:44:41.988+02:00</updated><title type='text'>Estate 2008: campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafie</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SAcN45tlVNI/AAAAAAAAAUI/f6S2_xIu8ww/s1600-h/big_Campo%20di%20volontariato%202007(871).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190132366783632594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SAcN45tlVNI/AAAAAAAAAUI/f6S2_xIu8ww/s320/big_Campo%2520di%2520volontariato%25202007(871).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Per un'estate all'insegna della solidarietà e della legalità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Migliaia di volontarie e volontari provenienti da diverse regioni d’Italia e del mondo scelgono ogni anno di fare un’ esperienza di lavoro, di volontariato e di formazione civile prendendo parte ai campi di lavoro sui terreni confiscati alle mafie e gestiti dalle cooperative sociali di Libera Terra. Segno concreto di una volontà, sempre più diffusa tra i giovani, di voler essere in prima linea e di voler tradurre questo loro impegno in un’azione concreta di solidarietà e di condivisione. L’obiettivo dei campi è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto che contraddistingue i fenomeni mafiosi del nostro Paese dimostrando che è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla pratica della cittadinanza attiva e della solidarietà. In Piemonte, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna i volontari si impegnano, lavorano, si confrontano diventando parte integrante del popolo dell’antimafia.I campi rappresentano un’esperienza estiva che sempre più spesso è solo l’inizio o è già parte di un percorso più ampio che i giovani intraprendono nel cammino della legalità, della consapevolezza e dell’impegno nella lotta alle mafie. I campi vengono suddivisi in diversi momenti: di mattina le attività lavorative per il recupero dei beni confiscati e della loro produttività; insieme agli operatori delle cooperative e delle associazioni si porta avanti la lavorazione dei terreni per contribuire a produrre e successivamente commercializzare prodotti biologici di qualità come pasta, farina, olio, vino, passata di pomodori, marmellata, legumi, e altri prodotti. Accanto al lavoro manuale vengono organizzati dei momenti di formazione e informazione sui temi della legalità, dell’uso sociale dei beni confiscati, delle mafie. La sera infine diventa momento di incontro e confronto tra i volontari e tra i volontari e le comunità locali attraverso iniziative di animazione territoriale e socialità. La giornata del volontario è certamente impegnativa ma, come testimoniato dagli stessi giovani che hanno partecipato negli anni precedenti, segna un momento di crescita e condivisione importante che aiuta a maturare attraverso una presenza concreta, utile ed efficace. Presenza che non è solo un gesto simbolico, ma un tassello in più verso la liberazione dall’ipoteca e dalla sopraffazione che le mafie rappresentano per la cittadinanza e i territori. Essere presenti da tutte le parti d’Italia e anche da tante parti altre nazioni (grazie ai campi internazionali di volontariato) sottolinea con forza l’attenzione di quanti, sempre più, credono nello sviluppo del sistema della gestione de beni confiscati come risorsa per lo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.I campi in programma per l'estate 2008:&lt;a href="http://www.libera.it/dev/leggi.aspx?pg=48"&gt;Calabria&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.libera.it/dev/leggi.aspx?pg=52"&gt;Campania&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.libera.it/dev/leggi.aspx?pg=51"&gt;Piemonte&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.libera.it/dev/leggi.aspx?pg=50"&gt;Puglia&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.libera.it/dev/leggi.aspx?pg=49"&gt;Sardegna&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.libera.it/dev/leggi.aspx?pg=49"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.libera.it/dev/leggi.aspx?pg=53"&gt;Sicilia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per maggiori informazioni contattare l'indirizzo email estateliberi@libera.it o chiamare 06/69770321.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5924746563760498363?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5924746563760498363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5924746563760498363&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5924746563760498363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5924746563760498363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/04/estate-2008-campi-di-lavoro-sui-terreni.html' title='Estate 2008: campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafie'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/SAcN45tlVNI/AAAAAAAAAUI/f6S2_xIu8ww/s72-c/big_Campo%2520di%2520volontariato%25202007(871).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-9159434802514906980</id><published>2008-04-17T10:39:00.001+02:00</published><updated>2008-04-17T10:40:49.163+02:00</updated><title type='text'>Casentino: settimana della pace e della solidarietà</title><content type='html'>Anche quest'anno la Comunità Montana del Casentino propone, in collaborazione con tutti i comuni della valle, la Settimana della Pace e della Solidarietà. In sostanza si tratta di un folto calendario di eventi tra concerti, tavole rotonde, approfondimenti che, a partire dal 19 Aprile fino al 1° Maggio, si svolgeranno nelle piazze e negli auditorium dei nostri comuni. Tutto il Casentino, in questo periodo, vestirà i colori dell'arcobaleno per dar voce alla Pace, alla Solidarietà, ai diritti umani, alla vita. I comuni, le scuole, le associazioni di volontariato e ricreative saranno coinvolte per organizzare momenti di spettacolo, convegni, concorsi, incontri sui temi e sui valori della Pace e della vita. Un impegno istituzionale, dunque, nei confronti di questioni di attualità che riguardano il mondo, quindi noi tutti e molto da vicino. Da segnalare il convegno del 26 Aprile a Pratovecchio dal titolo "Clima ed energie: Le colpe ed i rimedi dell'uomo" al quale parteciperà Luca Lombroso esperto di clima ed energia, divulgatore di buone pratiche ambientali; dal 2003 al 2007 il meteorologo televisivo al Talk Show "Che tempo fa" Condotto da Fabio Fazio su Rai 3; il Forum per la Pace del 27 Aprile a Bibbiena che vedrà come ospiti illustri Stefania Limiti (Giornalista, membro del "Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila"), Fulvio Grimaldi (Giornalista, inviato di guerra ed esperto di ecologia, ha lavorato per la BBC di Londra, per TG1 e TG3 RAI, ha scritto per numerosi quotidiani e periodici italiani. Lavora oggi alla produzione di video documentari su crisi internazionali e guerre in corso) e Don Andrea Gallo (Fondatore della Comunità di S. Benedetto al Porto, si è sempre impegnato nel recupero degli emarginati e per la Pace) e le celebrazioni in occasione della Festa del Lavoro a Stia una giornata di festa che inizia con la marcia della pace e si conclude la sera con la serata emergency. A proposito abbiamo sentito l'Assessore alla Cultura della Comunità Montana del Casentino Sandro Sassoli. Assessore qual è lo scopo della manifestazione?Riteniamo indispensabile mantenere vivo , anche nella nostra valle, il dibattito su tematiche che, al contrario di quanto si possa pensare, ci riguardano tutti e queste tematiche sono appunto quelle della pace, della solidarietà, dell' integrazione. E questo, credo, devono farlo le istituzioni e quindi la gente comune. La pace come gli altri valori, si costruiscono dal basso, si fanno partendo da gesti, simboli, segni. Si crea facendo piccoli passi, aggiungendo tessere ad un grande mosaico. Come diceva Gandhi "Non credere alla possibilità di una pace permanente vuol dire non credere alla santità della natura umana". Insomma la pace non è un'utopia.Quest'anno ci sono interessanti tavole rotonde con personaggi e intellettuali importantiSì, abbiamo lavorato affinché alcuni messaggi fossero portati con allegria ma anche con testimonianze illustri penso ai giornalisti Stefania Limiti e Fulvio Grimaldi che porteranno le loro testimonianze nel Forum per la Pace a Don Andrea Gallo sul recupero degli emarginati o a Luca Lombroso che parlerà di cambiamenti climatici nel convegno sul clima e l'ambiente. Sono soddisfatto degli sforzi fatti perché i messaggi che verranno lanciati rimarranno, sono come dei semi. Ringrazio i comuni per l'impegno profuso, i volontari, il mondo della scuola e l'associazionismo casentinese. Assessore un altro progetto di vallata al quale tutti hanno apportato qualcosaLa mia soddisfazione nasce proprio da questo nuovo clima di collaborazione che si è venuto a creare attorno ad alcuni progetti di vallata promossi nel contesto della comunità montana ma costruiti con forze comuni. L'anteprima della Settimana della pace e della solidarietà si terrà il prossimo 19 Aprile da Stia dove alle Ore 9.45 si terrà una cerimonia di commemorazione per l'eccidio 17 partigiani e alle ore 10.30 al Molin di Bucchio si terrà "Come ti racconto la resistenza" un incontro fra musica e testimonianze che si concluderà con il concerto del gruppo "LA CASA DEL VENTO" e l'intervento di Anna Maria Guidi figlia di un sopravvissuto dell'eccidio di Vallucciole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla settimana della pace parteciperemo pure noi di LiberArezzo e ciò rende tutti noi molto orgogliosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-9159434802514906980?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/9159434802514906980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=9159434802514906980&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/9159434802514906980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/9159434802514906980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/04/casentino-settimana-della-pace-e-della.html' title='Casentino: settimana della pace e della solidarietà'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2974614559947120621</id><published>2008-04-16T15:48:00.000+02:00</published><updated>2008-04-16T15:49:11.347+02:00</updated><title type='text'>Riunione Libera Arezzo 18/04/2008</title><content type='html'>Carissimi\e,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo tanto tempo che non ci sentiamo penso sia importante incontrarci; tra l'altro ci sono tante cose di cui discutere e alcune decisioni da prendere.&lt;br /&gt;Propongo di vederci VENERDI' PROSSIMO ( 18 APRILE) ALLE ORE 18.30 PRESSO L'ARCI DI AREZZO, Corso Italia 205 terzo piano.&lt;br /&gt;Con il seguente ODG:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Settimana della Pace in Casentino, contributo di Libera ( Rossomalpelo, LiberaTerra, Iniziativa con Don Gallo)&lt;br /&gt;- Campi di Lavoro Anti Mafia 2008, di cui vi allego un po' di documentazione&lt;br /&gt;- Iniziativa su legalità e politica&lt;br /&gt;- Iniziativa a Viciomaggio&lt;br /&gt;-Varie ed eventuali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data l'importanza dell'odg e dato che sono alcune settimane che non ci incontriamo, VI PREGO DI CONFERMARMI O MENO LA VOSTRA PARTECIPAZIONE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti Saluti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Romizi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2974614559947120621?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2974614559947120621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2974614559947120621&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2974614559947120621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2974614559947120621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/04/riunione-libera-arezzo-18042008_16.html' title='Riunione Libera Arezzo 18/04/2008'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2569508455057879062</id><published>2008-04-16T15:42:00.000+02:00</published><updated>2008-04-16T15:43:55.739+02:00</updated><title type='text'>Riunione Libera Arezzo 18/04/2008</title><content type='html'>Carissimi\e,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo tanto tempo che non ci sentiamo penso sia importante incontrarci; tra l'altro ci sono tante cose di cui discutere e alcune decisioni da prendere.&lt;br /&gt;Propongo di vederci VENERDI' PROSSIMO ( 18 APRILE) ALLE ORE 18.30 PRESSO L'ARCI DI AREZZO, Corso Italia 205 terzo piano.&lt;br /&gt;Con il seguente ODG:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Settimana della Pace in Casentino, contributo di Libera ( Rossomalpelo, LiberaTerra, Iniziativa con Don Gallo)&lt;br /&gt;- Campi di Lavoro Anti Mafia 2008, di cui vi allego un po' di documentazione&lt;br /&gt;- Iniziativa su legalità e politica&lt;br /&gt;- Iniziativa a Viciomaggio&lt;br /&gt;-Varie ed eventuali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti Saluti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Romizi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2569508455057879062?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2569508455057879062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2569508455057879062&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2569508455057879062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2569508455057879062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/04/riunione-libera-arezzo-18042008.html' title='Riunione Libera Arezzo 18/04/2008'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-92886763780039576</id><published>2008-04-08T12:26:00.001+02:00</published><updated>2008-04-08T12:27:43.265+02:00</updated><title type='text'>MAFIA: AVVOCATO ARRESTATA PER FAVOREGGIAMENTO LATITANTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R_tIhuk6aLI/AAAAAAAAAT4/o9CGZJODzgs/s1600-h/83b9787b3a5ba46218d5d874590e39d1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186819140122994866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R_tIhuk6aLI/AAAAAAAAAT4/o9CGZJODzgs/s320/83b9787b3a5ba46218d5d874590e39d1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Agenti della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato a Palermo un'avvocatessa, Gaetana Maniscalchi, detta Lucia, di 37 anni, perché accusata di favoreggiamento aggravato nei confronti della mafia. La donna è dipendente dell'Ast (Azienda siciliana trasporti), dove ricopre un ruolo dirigenziale. L'arresto rientra nell'inchiesta sui favoreggiatori del boss mafioso latitante Giuseppe Falsone, ritenuto il capo di Cosa nostra ad Agrigento. L'indagine è condotta anche dagli agenti della Squadra mobile di Palermo. Ha portato ad altri due arresti effettuati a Naro, piccolo centro a 16 chilometri da Agrigento. In carcere per associazione mafiosa e favoreggiamento sono finiti Giuseppe Sardino, di 45 anni e il pensionato Vincenzo Vellini, di 75 anni.L'avvocato Maniscalchi è accusata di aver comunicato a Giuseppe Sardino l'esistenza di indagini in corso sul suo conto, nell'ambito delle ricerche sul latitante mafioso Giuseppe Falsone, ricercato dal 1999. I tre provvedimenti cautelari sono stati firmati dal gip Pasqua Seminara, su richiesta dei sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Fernando Asaro e Costantino De Robbio. Secondo gli inquirenti Sardino e Vellini, entrambi arrestati stamani a Naro, avrebbero favorito la latitanza del capomafia agrigentino, ospitandolo anche in alcuni casolari di campagna. La polizia di Stato sta effettuando numerose perquisizioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;ERA STATA CANDIDATA A SINDACO NARO L'avvocato Gaetana Maniscalchi, 37 anni, arrestata oggi con l'accusa di favoreggiamento aggravato nei confronti della mafia, è stata presidente del consiglio comunale di Naro, un paese in provincia di Agrigento, e candidata a sindaco del centrodestra nelle ultime elezioni amministrative del 2004. La Maniscalchi, sostenuta da Forza Italia e An, era stata sconfitta da Maria Grazia Brandara, esponente dell'Udc. Il legale lavorava inoltre, con un contratto a progetto, nell'ufficio di presidenza dell'Ast, l'Azienda siciliana trasporti. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-92886763780039576?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/92886763780039576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=92886763780039576&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/92886763780039576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/92886763780039576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/04/mafia-avvocato-arrestata-per.html' title='MAFIA: AVVOCATO ARRESTATA PER FAVOREGGIAMENTO LATITANTE'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R_tIhuk6aLI/AAAAAAAAAT4/o9CGZJODzgs/s72-c/83b9787b3a5ba46218d5d874590e39d1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-546281876112110375</id><published>2008-03-25T09:31:00.001+01:00</published><updated>2008-03-25T09:33:17.744+01:00</updated><title type='text'>Arresto del latitante Gallico: fermati i fratelli. Nel bunker ritrovati documenti rilevanti</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181594454141331618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R-i4s-k6aKI/AAAAAAAAATw/XVo3X2iBZR8/s320/palmi.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Potrebbe portare a nuovi risvolti investigativi l'arresto del latitante Rocco Gallico. Intanto, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha disposto i fermi di Carmelo e Teresa Gallico, fratelli di Rocco, la cui latitanza dal 2002 si è conclusa oggi con l'arrestato operato dalla polizia di Stato in un bunker ricavato nella villa di famiglia a Palmi, dove il latitante era rientrato per trascorrere la Pasqua con i parenti. L'accusa per i fratelli del latitante è quella di procurata inosservanza di legge. L'arresto di Rocco Gallico, ricercato perchè deve scontare un residuo di pena, in quanto condannato per associazione mafiosa, è stato preceduto da un'intensa attività investigativa diretta dal coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, Salvatore Boemi, e dal sostituto procuratore Roberto Placido Di Palma, che è incaricato di seguire le investigazioni sulle cosche criminali della Piana di Gioia Tauro. L'indagine come detto potrebbe portare ulteriori novità nella lotta alla 'ndrangheta, infatti, secondo alcune indiscrezioni trapelate, la polizia di Stato starebbe esaminando alcuni documenti di particolare valore investigativo trovati nell'abitazione dei Gallico. All'inchiesta è stato anche applicato il sostituto procuratore distrettuale Giuseppe Lombardo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-546281876112110375?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/546281876112110375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=546281876112110375&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/546281876112110375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/546281876112110375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/arresto-del-latitante-gallico-fermati-i.html' title='Arresto del latitante Gallico: fermati i fratelli. Nel bunker ritrovati documenti rilevanti'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R-i4s-k6aKI/AAAAAAAAATw/XVo3X2iBZR8/s72-c/palmi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6188601432558547843</id><published>2008-03-19T15:19:00.001+01:00</published><updated>2008-03-19T15:21:42.737+01:00</updated><title type='text'>Mafia, il fratello di Graziella Campagna: ''Si faccia giustizia''</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R-EhRPsu8eI/AAAAAAAAATo/n3Ncz2o8tHA/s1600-h/campagna_graziella--200x150.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179457626608431586" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R-EhRPsu8eI/AAAAAAAAATo/n3Ncz2o8tHA/s320/campagna_graziella--200x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Stasera attesa la sentenza per Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera.Parla il fratello Pietro: ''Sono certo della colpevolezza dei due imputati, ma siamo in italia...''. La ragazza fu assassinata 23 anni fa a soli 17 anni perché aveva scoperto l'identità di due boss latitanti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Speriamo che si faccia finalmente giustizia...". Lo ha detto all'ADNKRONOS Pietro Campagna, fratello di Graziella Campagna(nella foto), la ragazza uccisa a Messina dopo avere scoperto l'identità di due boss, in attesa della sentenza prevista per questa sera. "Sono certo della colpevolezza dei due imputati - ha detto ancora - ma siccome siamo in Italia mi aspetto di tutto. Io, però, con tutta la mia famiglia, spero che si faccia davvero giustizia"Il processo si celebra a distanza di 23 anni dall'omicidio della commessa diciassettenne di Saponara (Messina), uccisa perché aveva scoperto l'identità di due boss latitanti. I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Messina si sono ritirati nel pomeriggio in camera di consiglio per emettere la sentenza. Il pg della Corte d'Appello di Messina Marcello Minasi, poco meno di un mese fa, aveva chiesto alla Corte la conferma della condanna all'ergastolo per i due uomini accusati di essere gli autori del feroce delitto. Sul banco degli imputati Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera. Secondo l'accusa, i due, che nel 1985 erano latitanti, avrebbero dimenticato in un vestito portato nella lavenderia dove lavorava la ragazza un'agendina che conteneva nomi compromettenti, che facevano emergere la loro vera identità. Quattro anni ciascuno di reclusione sono stati chiesti, invece, per la titolare della lavanderia dove lavorava Graziella, Franca Federico, e per la collega della 17enne uccisa, Agata Cannistrà. Entrambe sono accusate di favoreggiamento aggravato dall'aver agevolato un'associazione mafiosa. Proprio una settimana fa la storia di Graziella Campagna è stata raccontata dalla fiction 'La vita rubata', interpretata da Beppe Fiorello nel ruolo del fratello di Graziella, Pietro Campagna, che fin dalla morte della giovane ha sempre tentato di trovare gli assassini della sorella.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6188601432558547843?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6188601432558547843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6188601432558547843&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6188601432558547843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6188601432558547843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/mafia-il-fratello-di-graziella-campagna.html' title='Mafia, il fratello di Graziella Campagna: &apos;&apos;Si faccia giustizia&apos;&apos;'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R-EhRPsu8eI/AAAAAAAAATo/n3Ncz2o8tHA/s72-c/campagna_graziella--200x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-805355734107560921</id><published>2008-03-17T20:33:00.002+01:00</published><updated>2008-03-17T20:34:14.536+01:00</updated><title type='text'>Il maresciallo fu il vice del capitano «Ultimo». Arrestato anche un poliziotto</title><content type='html'>Arresti domiciliari per il maresciallo dei carabinieri denominato "Arciere" che faceva parte della squadra del capitano "Ultimo" che arresto Totò Riina, e che è ora indagato dalla procura di Torino in un’inchiesta sul furto di opere d’arte e arredi nella palazzina di Stupinigi nel 2004. La misura, eseguita questa mattina, è stata emessa in relazione a quest’ultima indagine, nella quale si ipotizza che qualcuno possa aver lucrato sulla restituzione del bottino, valutato in circa dieci milioni di euro e per il quale l’Ordine Mauriziano aveva stanziato e pagato 250 mila euro destinati a chi avesse fornito un aiuto per recuperare la refurtiva. Il tesoro di Stupinigi fu ritrovato circa un anno più tardi in un campo a Villastellone, in provincia di Torino, e nell’estate scorsa una quindicina di persone di etnia nomade sinti vennero arrestate con l’accusa di essere gli autori del colpo. Nelle settimane scorse, avendo saputo di essere indagato, "Arciere" aveva deciso di restituire al Presidente della Repubblica la medaglia ricevuta per l’operazione che portò all’arresto di Riina, ai polsi del quale proprio "Arciere", che venne successivamente trasferito in Piemonte, strinse le manette.Arrestato anche un poliziottoOltre che per il carabiniere conosciuto come «Arciere», il maresciallo capo Riccardo Ravera, 43 anni, all’epoca dei fatti in servizio al nucleo tutela patrimonio artistico di Torino, l’ordine di custodia cautelare riguarda anche Giuseppe Cavuoti, 46 anni, vicesovrindente della polizia stradale in servizio alla sottosezione di Saluzzo (Cuneo), il quale è finito in carcere. Per entrambi l’accusa è di concorso in estorsione e in falso. Per arrivare al recupero della refurtiva, Ravera e Cavuoti fecero in modo che alcuni nomadi sinti - legati agli autori del furto - ricevessero dall’Ordine Mauriziano (proprietario della Palazzina) 250 mila euro. A materiale recuperato, non indagarono per cercare i colpevoli del furto, che pure aveva destato clamore in tutto il mondo per la sua entità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-805355734107560921?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/805355734107560921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=805355734107560921&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/805355734107560921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/805355734107560921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/il-maresciallo-fu-il-vice-del-capitano.html' title='Il maresciallo fu il vice del capitano «Ultimo». Arrestato anche un poliziotto'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5714844366775053580</id><published>2008-03-17T14:24:00.001+01:00</published><updated>2008-03-17T14:24:46.660+01:00</updated><title type='text'>Palermo: estorsori arrestati, in manette mebri clan Lo Piccolo</title><content type='html'>Nell'ambito dell'operazione 'Addio Pizzo 2', coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo, sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile di Palermo esponenti del clan 'Lo Piccolò. I 21 provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati resi possibili, oltre che dalle testimonianze dei taglieggiati, anche dai 'pizzinìritrovati nella villa di Giardinello dove sono stati arrestati il 5 novembre scorso Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Sono stati individuati anche esecutori e organizzatori del grave attentato incendiario nel quale fu devastato, nel luglio 2007, il capannone dell'imprenditore Rodolfo Guajana, che denunciò subito il gesto degli estortori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5714844366775053580?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5714844366775053580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5714844366775053580&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5714844366775053580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5714844366775053580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/palermo-estorsori-arrestati-in-manette.html' title='Palermo: estorsori arrestati, in manette mebri clan Lo Piccolo'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5044726714375508450</id><published>2008-03-15T14:48:00.003+01:00</published><updated>2008-03-15T14:50:27.108+01:00</updated><title type='text'>Mafia: giornata memoria, Don ciotti, insieme per cambiamento</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9vUBfsu8dI/AAAAAAAAATg/sh9Wl87bN9E/s1600-h/palco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177965318746599890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9vUBfsu8dI/AAAAAAAAATg/sh9Wl87bN9E/s320/palco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Il cambiamento necessario per la lotta alla mafia ha bisogno del 'noi', del lavorare tutti per prendersi cura delle fragilità che sono intorno a noi e segnare percorsi nuovi". &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, che oggi a Bari ha presentato la XIII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafia, che si svolgerà domani in città alla presenza, tra gli altri, del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e del ministro degli esteri, Massimo D'Alema. Parlando dello sforzo comune necessario per realizzare davvero la lotta alla mafia, don Ciotti si è rivolto agli imprenditori: "siate portatori sani di legalità dentro le vostre aziende - ha detto - per essere costruttori di opportunità per le persone: è questa l'economia sana, la scelta che possiamo fare insieme". "Saranno qui a Bari centinaia di famigliari delle vittime di mafia ma anche di coloro che hanno perso la vita in altre forme di violenza - ha detto ancora - provenienti da tutta Italia e che hanno trovato la forza di uscire dal dolore e rimettersi in gioco, diventare punto di riferimento della grande rete di Libera". "Insieme a loro - ha proseguito - ci saranno ragazzi di 30 nazioni dell'Unione Europea e non, perché la risposta alla globalizzazione del crimine è la globalizzazione di chi lo combatte".(&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5044726714375508450?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5044726714375508450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5044726714375508450&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5044726714375508450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5044726714375508450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/mafia-giornata-memoria-don-ciotti_15.html' title='Mafia: giornata memoria, Don ciotti, insieme per cambiamento'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9vUBfsu8dI/AAAAAAAAATg/sh9Wl87bN9E/s72-c/palco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-681215420931809396</id><published>2008-03-15T14:46:00.002+01:00</published><updated>2008-03-15T14:48:00.550+01:00</updated><title type='text'>Cento passi verso il 15 marzo: "Palermo ricorda Eddie Cosina"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9vTgfsu8cI/AAAAAAAAATY/kRnlkOOeviA/s1600-h/all_thumb_borsellino1(706).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177964751810916802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9vTgfsu8cI/AAAAAAAAATY/kRnlkOOeviA/s320/all_thumb_borsellino1(706).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il 14 Marzo 2008 alle ore 9.30 la famiglia di Eddie Cosina, vittima di mafia friulana, incontrerà insieme ad una scolaresca di Trieste della Scuola Media "Stuparich" gli allievi della Scuola Media "Cesareo" di Palermo.L'iniziativa, in ricordo del sacrificio del poliziotto di Muggia (Trieste) ucciso insieme al magistrato Paolo Borsellino nel 1992, è organizzata da Libera Palermo e da Libera Friuli Venezia Giulia nell'aula magna dell'istituto posto nella borgata "Guadagna", il quartiere che ha dato i natali al pentito Scarantino che confessato di aver partecipato in prima persona alla strage di Via D'Amelio.L'incontro, a poche ore dalla partenza dei pulman da Palermo per Bari, si inserisce nella programmazione dei "Centopassi verso la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime di mafia" e rappresenta un momento di confronto, da Nord a Sud, sull'importanza del ricordo delle vittime innocenti della violenza di mafiosa per la costruzione di una società più giusta e libera.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-681215420931809396?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/681215420931809396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=681215420931809396&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/681215420931809396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/681215420931809396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/cento-passi-verso-il-15-marzo-palermo.html' title='Cento passi verso il 15 marzo: &quot;Palermo ricorda Eddie Cosina&quot;'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9vTgfsu8cI/AAAAAAAAATY/kRnlkOOeviA/s72-c/all_thumb_borsellino1(706).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8389573049050058892</id><published>2008-03-15T09:33:00.002+01:00</published><updated>2008-03-15T09:36:07.493+01:00</updated><title type='text'>Mafia: giornata memoria, Don ciotti, insieme per cambiamento</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9uKT_su8bI/AAAAAAAAATQ/8zu5LkuspWY/s1600-h/don+ciotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177884272713724338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9uKT_su8bI/AAAAAAAAATQ/8zu5LkuspWY/s320/don+ciotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Il cambiamento necessario per la lotta alla mafia ha bisogno del 'noi', del lavorare tutti per prendersi cura delle fragilità che sono intorno a noi e segnare percorsi nuovi". Lo ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, che oggi a Bari ha presentato la XIII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafia, che si svolgerà domani in città alla presenza, tra gli altri, del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e del ministro degli esteri, Massimo D'Alema. Parlando dello sforzo comune necessario per realizzare davvero la lotta alla mafia, don Ciotti si è rivolto agli imprenditori: "siate portatori sani di legalità dentro le vostre aziende - ha detto - per essere costruttori di opportunità per le persone: è questa l'economia sana, la scelta che possiamo fare insieme". "Saranno qui a Bari centinaia di famigliari delle vittime di mafia ma anche di coloro che hanno perso la vita in altre forme di violenza - ha detto ancora - provenienti da tutta Italia e che hanno trovato la forza di uscire dal dolore e rimettersi in gioco, diventare punto di riferimento della grande rete di Libera". "Insieme a loro - ha proseguito - ci saranno ragazzi di 30 nazioni dell'Unione Europea e non, perché la risposta alla globalizzazione del crimine è la globalizzazione di chi lo combatte".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8389573049050058892?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8389573049050058892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8389573049050058892&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8389573049050058892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8389573049050058892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/mafia-giornata-memoria-don-ciotti.html' title='Mafia: giornata memoria, Don ciotti, insieme per cambiamento'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9uKT_su8bI/AAAAAAAAATQ/8zu5LkuspWY/s72-c/don+ciotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2452056781890392962</id><published>2008-03-13T14:23:00.002+01:00</published><updated>2008-03-13T14:24:27.545+01:00</updated><title type='text'>E' TROPPO GRASSO PER LA CELLA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9kq7vsu8aI/AAAAAAAAATI/CNM3oskPdV8/s1600-h/8047_1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177216452543836578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9kq7vsu8aI/AAAAAAAAATI/CNM3oskPdV8/s320/8047_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Curioso episodio quello che vede protagonista un presunto mafioso. Il tribunale del Riesame di Palermo ha disposto la scarcerazione per il 36enne Salvatore Ferranti a causa della sua obesità. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’uomo, indagato per associazione mafiosa ad uno dei clan fedeli ai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, pesa 210 chili, e per questo i suoi avvocati Raffaele Bonsignore e Giuseppe Giambanco hanno chiesto ed ottenuto dal tribunale la sua liberazione e la commutazione della pena detentiva in arresti domiciliari. La Procura, che aveva espresso parere contrario, non ha però fatto appello e la decisione non è più impugnabile in Cassazione. I giudici hanno deciso di concedergli il beneficio perchè nessuna delle strutture in cui era stato rinchiuso era in grado di assicurargli un trattamento che tutelasse e rispettasse la sua dignità umana. In uno dei carceri dove è stato detenuto non c’era una bilancia su cui pesarlo, in un’altra non riusciva a passare dalla porta, in un’altra ancora la sua presenza aveva obbligato la direzione ad assegnargli un agente di polizia penitenziaria che doveva occuparsi, notte e giorno, di aiutare Ferranti nelle sue necessità giornaliere, fisiologiche e di movimento. Non è la prima volta che l'obesità apre le celle a un detenuto: due anni fa Aristide Angelillo, 42 anni, napoletano, che pesava ben 270 chili, era stato rimesso in libertà. Nove mesi prima, nel carcere di Parma, era morto un 32enne che pesava 260 chili. Secondo i giudici del Riesame “le condizioni di salute di Ferranti non hanno trovato una degna sistemazione che abbia reso compatibile con la detenzione la grave obesità da cui l'indagato è affetto”.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2452056781890392962?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2452056781890392962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2452056781890392962&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2452056781890392962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2452056781890392962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/e-troppo-grasso-per-la-cella.html' title='E&apos; TROPPO GRASSO PER LA CELLA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9kq7vsu8aI/AAAAAAAAATI/CNM3oskPdV8/s72-c/8047_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-7636047832408798077</id><published>2008-03-11T19:41:00.003+01:00</published><updated>2008-03-11T19:42:36.798+01:00</updated><title type='text'>Il programma del 15 marzo a Bari</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9bSa_su8ZI/AAAAAAAAATA/O_45RsiMlD8/s1600-h/thumb_21_03_DSC02509(117).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176556182926455186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9bSa_su8ZI/AAAAAAAAATA/O_45RsiMlD8/s320/thumb_21_03_DSC02509(117).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;XIII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico si svolgerà il 15 marzo 2008 a Bari (data anticipata di una settimana rispetto al tradizionale e ufficiale 21 marzo, coincidente con il prossimo venerdì santo). La giornata con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Città di Bari ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie – su quelle pugliesi, circa quaranta, è calato il silenzio - e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. La Giornata della Memoria e dell’Impegno è dedicata a tutte le vittime, proprio tutte.&lt;br /&gt;Dai nomi più famosi a quei semplici cittadini, magistrati, giornalisti, operatori delle forze dell’ordine, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Il programma delle giornate:Venerdì - 14 marzo 2008Ore 11.00 Conferenza stampa di presentazione convenzione Libera Terra e Unipol presso il Comune di BariSaranno presenti Luigi Ciotti e Pierluigi Stefanini (Presidente Unipol)ore 11.00 Assemblea di Avviso Pubblico a Bitontoore 14.00 presso la Fiera del Levante di Bari assemblea di chiusura di &lt;a href="http://www.libera.it/news.aspx?s=5&amp;amp;id=500"&gt;FLARE (Freedom Legality And Rights in Europe)&lt;/a&gt;ore 16.00 Incontro dei familiari delle vittime con le delegazioni internazionali del programma FLARE, con le scuole e le istituzioni.ore 18.00 Veglia di preghiera in Cattedrale in ricordo delle vittime delle mafieore 21.00 Fiera del Levante Bari “Poliziotta per amore”Monologo teatrale scritto da Nando Dalla Chiesa e interpretato da Beatrice LuzziSabato - 15 marzo 2008ore 9.00 Raduno dei partecipanti a Punta Perottiore 10.00 Inizio del corteo con la lettura dei nomi delle vittimeore 12.00 Arrivo del corteo in Piazza della Libertà. Saluti dei familiari e delle autoritàore 15.00 - 17.30Workshop• “Minori e mafie”• “I ragazzi d’Italia si incontrano”• “L’Europa contro le mafie”• “Mafie e corruzione: strumenti di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni”ore 18.00 Concerto finale e partenza dei partecipanti15 marzo - animazione delle piazze nel pomeriggioPiazza del FerrareseSpettacolo “Moda Nostra” di Casa Comune Area Teatro (di Augusta) Animazione a curade La Farandula (di Bari)Piazza della LibertàAnimazione di strada e giocoleria del presidio Peppino Impastato - MoncalieriGruppo percussioni del Senegal del presidio Rita Atria - ChieriPiazza Garibaldi ore 14.30Spettacolo “Speranze” su Peppino Impastato del Presidio Harry Loman - Torinoore 16.30Spettacolo di Alessandro Langiu “Crack’s Epoc”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-7636047832408798077?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/7636047832408798077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=7636047832408798077&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7636047832408798077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7636047832408798077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/il-programma-del-15-marzo-bari.html' title='Il programma del 15 marzo a Bari'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9bSa_su8ZI/AAAAAAAAATA/O_45RsiMlD8/s72-c/thumb_21_03_DSC02509(117).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3877040376304397962</id><published>2008-03-11T18:49:00.001+01:00</published><updated>2008-03-11T18:51:01.432+01:00</updated><title type='text'>Romizi, Libera: "Soddisfazione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Crocetta"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9bGb_su8YI/AAAAAAAAAS4/4a3c4bW9AKA/s1600-h/romizi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176543005966791042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9bGb_su8YI/AAAAAAAAAS4/4a3c4bW9AKA/s320/romizi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dichiarazione di Francesco Romizi , Responsabile di Libera Arezzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; Intendo salutare e ringraziare pubblicamente, a nome dell'Associazione Libera Arezzo, il Sindaco di Bucine Sauro Testi e tutta l'amministrazione comunale per il conferimento a Rosario Crocetta, Sindaco di Gela, della cittadinanza onoraria.Tale conferimento avverrà domani pomeriggio presso il Consiglio Comunale di Bucine e sarà dato per l' impegno di Rosario in favore della legalità e della trasparenza; per aver contribuito, in maniera chiara ed inequivocabile, a sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica, non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale, alla lotta a Cosa Nostra e al racket; per il suo impegno in favore dell'affermazione piena dei diritti civili e della laicità dello Stato.&lt;br /&gt;Rosario Crocetta è un grande amico dell'associazione Libera e assieme a noi, anche in Provincia di Arezzo, ha contribuito a numerose iniziative e a numerosi appuntamenti volti alla promozione della cultura della legalità democratica. Siamo orgogliosi di sapere che Rosario presto sarà cittadino onorario di una città della nostra Provincia; nella speranza che possa continuare la sua battaglia in Sicilia e in Italia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3877040376304397962?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3877040376304397962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3877040376304397962&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3877040376304397962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3877040376304397962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/romizi-libera-soddisfazione-per-il.html' title='Romizi, Libera: &quot;Soddisfazione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Crocetta&quot;'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9bGb_su8YI/AAAAAAAAAS4/4a3c4bW9AKA/s72-c/romizi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2779890519679309978</id><published>2008-03-11T18:48:00.000+01:00</published><updated>2008-03-11T18:49:39.886+01:00</updated><title type='text'>Otto anni per scrivere una sentenza, boss liberi</title><content type='html'>IL CASO. Gela, il giudice che li ha condannati:"Adesso non ho tempo". Inutili i richiami del Csm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due mafiosi condannati otto anni fa a 24 anni di reclusione ciascuno, la moglie del boss Piddu Madonia condannata a 8 anni di reclusione e altri quattro favoreggiatori di Cosa nostra condannati a pene minori, sono liberi da 6 anni perché il giudice che emise la sentenza, Edi Pinatto non ne ha ancora scritto le motivazioni. È un record, s'intende negativo, della giustizia italiana che ancora oggi rimane tale e che fa gridare allo scandalo il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che si è rivolto al ministero della Giustizia: "Non si può - dice - consentire che in uno Stato democratico basato sul diritto, lo Stato condanni ed un magistrato, a distanza di quasi otto anni non depositi una sentenza per cui un intero clan mafioso è in libertà e gira tranquillo per la mia città". Edi Pinatto, 42 anni, da sette, da quando ha lasciato Gela, è pubblico ministero alla procura di Milano. La sua stanza è al quinto piano, la numero 512 e lui è quasi sempre presente, non si è mai assentato eppure, nonostante siano trascorsi esattamente 7 anni, 8 mesi e 18 giorni, non è riuscito a scrivere le motivazioni di quella condanna. "Perché vuole sapere di questa sentenza? Io non posso parlare di cose di lavoro con i giornalisti", è la sua prima reazione. E quando obiettiamo che non si tratta di rivelare segreti relativi ad inchieste in corso e che chiediamo di sapere perché tanto ritardo, Pinatto abbassa il volume della radio che trasmette brani di musica jazz e risponde serafico: "Guardi, io non posso proprio dire nulla, se vuole ne parliamo dopo, quando finirò di scrivere la sentenza". Ma intanto sa che quei due mafiosi condannati, così come la moglie del boss Piddu Madonia, sono liberi? "Sì lo so, ma non è la prima volta, non sono il solo a metterci tanto tempo. Le scriverò fra alcuni mesi, appena smaltirò questi fascicoli che lei vede sul mio tavolo, e solo allora potremmo parlarne. Adesso mi lasci lavorare". La storia di questo processo, uno dei più lunghi della storia giudiziaria italiana, comincia nel dicembre del 1998, quando i carabinieri del Ros arrestano una cinquantina di mafiosi in tutta la Sicilia, tutti favoreggiatori e uomini di Bernardo Provenzano. Tra questi Giuseppe Lombardo, Carmelo Barbieri, Maria Stella Madonia e Giovanna Santoro, rispettivamente sorella e moglie del boss della Cupola, Piddu Madonia da anni in carcere dove sta scontando una serie di ergastoli. Il troncone nisseno, per competenza, passa al tribunale di Gela ed Edi Pinatto presiede la sezione che processerà i quattro imputati eccellenti, considerati esponenti di primo piano di Cosa nostra. Il 22 maggio del 2000, in tempi brevissimi, arriva la sentenza di primo grado. Edi Pinatto condanna Lombardo e Barbieri a 24 anni di reclusione ciascuno, Maria Stella Madonia a 10, Giovanna Santoro ad 8 ed altri a pene minori. Il magistrato avrebbe dovuto pubblicare i motivi della sentenza tre mesi dopo il pronunciamento. Non lo ha ancora fatto. Così nel 2002 tutti i condannati sono stati scarcerati per scadenza dei termini di custodia cautelare. Pinatto nel frattempo aveva ottenuto il trasferimento dal Tribunale di Gela alla procura di Milano dove attualmente lavora. Ma anche a Milano Edi Pinatto si è fatto la fama di "giudice lento" tanto da essere stato sollecitato dal capo del suo ufficio che gli ha contestato, per iscritto, il suo "basso rendimento" nelle inchieste milanesi di cui è titolare. Il presidente del Tribunale di Gela, Raimondo Genco ha segnalato da tempo la vicenda della sentenza fantasma al Csm ed al ministero della Giustizia. Convocato dal Csm nel giugno del 2004, Pinatto tentò di giustificarsi in qualche modo: "È certamente un caso scandaloso - ammise - ma non è il solo, ve ne sono altri". In quell'occasione Pinatto venne "condannato" dal Csm a due anni di perdita di anzianità. Ma delle motivazioni, anche in seguito, nessuna traccia. Due anni dopo venne nuovamente convocato per lo stesso motivo. "La pervicacia dell'omissione dell'incolpato - disse il rappresentante dell'accusa al Csm - è anche denegata giustizia" e una "stasi incredibile". L'accusa chiese alla sezione disciplinare del Csm di erogare la massima sanzione prima della rimozione, ma Pinatto se la cavò con altri due mesi di perdita di anzianità. Tutti i suoi colleghi pensavano che avrebbe provveduto, invece tutto è fermo, come otto anni fa. E i mafiosi? "Stanno qua, girano tranquilli per la città e - dice un investigatore di Gela - continuano a fare i mafiosi".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2779890519679309978?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2779890519679309978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2779890519679309978&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2779890519679309978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2779890519679309978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/otto-anni-per-scrivere-una-sentenza.html' title='Otto anni per scrivere una sentenza, boss liberi'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5967312478423885818</id><published>2008-03-11T14:02:00.002+01:00</published><updated>2008-03-11T14:06:22.964+01:00</updated><title type='text'>Tv, dopo polemiche e due rinvii ieri sera è andata in onda la fiction sul caso Campagna</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9aDbvsu8XI/AAAAAAAAASw/G7F7VuDwykE/s1600-h/lapr_12432037_15530.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176469334392762738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9aDbvsu8XI/AAAAAAAAASw/G7F7VuDwykE/s320/lapr_12432037_15530.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Su RaiUno "La vita rubata", con Beppe FiorelloStoria di una ragazza innocente uccisa dalla mafia&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pietro Campagna con Beppe Fiorello&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dice Pietro Campagna, con gli occhi lucidi: "Questo film farà venire una coscienza anche ai mafiosi". Dopo un appello al presidente della Repubblica Napolitano, due rinvii, e un terzo chiesto dai magistrati di Messina, arriva lunedì su RaiUno La vita rubata di Graziano Diana, il film con Beppe Fiorello che ricostruisce la storia di Graziella Campagna, uccisa dalla mafia il 12 dicembre 1985. Aveva 17 anni, lavorava in una lavanderia: due clienti si presentano come l'ingegner Cannata e il geometra Lombardo, di Palermo. In realtà sono Gerlando Alberti junior (nipote di Gerlando Alberti senior, 'u paccarè, il furbo, braccio destro di Pippo Calò) e Giovanni Sutera, latitanti mafiosi. Da anni abitano in una villetta a Villafranca Tirrena, a due passi dalla caserma dei carabinieri. Graziella trova in una giacca documenti, forse un'agendina; segnerà la sua fine. La sera del 12 dicembre non sale sulla corriera che la riporta a casa. Due giorni dopo, il cadavere viene trovato a Forte Campone, uccisa con cinque colpi di lupara. Il fratello Pietro Campagna è carabiniere, non si è mai arreso, nonostante i depistaggi, l'indifferenza: sono passati 23 anni e il processo d'appello contro Alberti jr. e Sutera condannati in primo grado a trent'anni, ma poi scarcerati per decorrenza termini, si sta svolgendo a Messina: per il 18 è prevista la sentenza. "L'omicidio di Graziella è una bestemmia" dice Graziano Diana "Prima di scrivere il film, ho fatto un viaggio in Sicilia per conoscere Pietro e sono stato con lui a Forte Campone. Lì ho capito che questa storia andava raccontata".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del caso si occupa Chi l'ha visto?, poi Carlo Lucarelli; l'avvocato Fabio Repici è al fianco della famiglia. Ora il film (interpretato da Larissa Volpentesta nel ruolo di Graziella, Guia Jelo, Federica De Cola, Carlo Mazzarella) andrà in onda: "Non mi sembra vero" dice Pietro Campagna "La prima volta che è stato sospeso, mia madre mi ha detto: "Anche col film se la sono presa, che gli ha fatto di male questa bambina?". Volevano che la storia rimanesse sepolta. Due giorni fa i magistrati di Messina hanno inviato una lettera per rimandare il film ma in questi anni non hanno mai puntato il dito contro gli insabbiamenti. Se c'è stato un primo processo dobbiamo ringraziare Chi l'ha visto?". Per il consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo "la Rai ha fatto davvero servizio pubblico. È sbagliato pensare che un film o un'inchiesta possano influenzare giudizi in corso. Il film mostra una realtà che questo Paese ha voluto spesso dimenticare". Beppe Fiorello ha seguito Pietro come un'ombra: "Vorrei avere la sua forza. La vita rubata è la storia d'amore di una famiglia unita. Le riprese si sono svolte anche a Letojanni, dove vive mia madre, abbiamo girato a pochi metri dal cimitero dove riposa papà... Un succedersi di emozioni. La vita rubata è un omaggio a Graziella, al coraggio di Pietro e dei siciliani che non ci stanno più a essere considerati omertosi e mafiosi". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5967312478423885818?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5967312478423885818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5967312478423885818&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5967312478423885818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5967312478423885818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/tv-dopo-polemiche-e-due-rinvii-ieri.html' title='Tv, dopo polemiche e due rinvii ieri sera è andata in onda la fiction sul caso Campagna'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9aDbvsu8XI/AAAAAAAAASw/G7F7VuDwykE/s72-c/lapr_12432037_15530.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8856965361724946164</id><published>2008-03-10T20:40:00.002+01:00</published><updated>2008-03-11T14:10:10.342+01:00</updated><title type='text'>IL Sindaco di Gela Rosario Crocetta il 12 marzo diventerà cittadino onorario di Bucine</title><content type='html'>Il comune di Bucine, comunica che il giorno MERCOLEDI 12 MARZO alle ore18.00 nella seduta del&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglio Comunale aperto sarà conferita laCittadinanza Onoraria della Città di Bucine a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROSARIO CROCETTA SINDACO DI GELA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il suo impegno in favore della legalità e della trasparenza;per aver contribuito, in maniera chiara ed inequivocabile, asensibilizzare l'opinione pubblica e la politica, non solo a livelloregionale ma anche a livello nazionale, alla lotta a Cosa Nostra e alracket; per il suo impegno in favore dell'affermazione piena dei diritti civili e della laicità dello stato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8856965361724946164?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8856965361724946164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8856965361724946164&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8856965361724946164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8856965361724946164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/mercoledi-12-marzo-ore-1800-nella.html' title='IL Sindaco di Gela Rosario Crocetta il 12 marzo diventerà cittadino onorario di Bucine'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5513024141016881530</id><published>2008-03-09T21:59:00.002+01:00</published><updated>2008-03-09T22:01:21.412+01:00</updated><title type='text'>Rifiuti: benvenuti all'inferno</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9RP-Psu8WI/AAAAAAAAASo/uj7zbK7MeL0/s1600-h/Rifiuti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175849802540183906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9RP-Psu8WI/AAAAAAAAASo/uj7zbK7MeL0/s320/Rifiuti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La presenza in Campania di oltre 2.500 discariche, presenti da decenni, zeppe di rifiuti tossici industriali d’ogni genere evidenziano il dramma che gli abitanti di questa terra vivono e che assume sempre più le sembianze di una vera e propria apocalisse. Discariche su tutto il territorio, in particolare nelle zone della Terra dei Fuochi, nei comuni di Giugliano in Campania, Qualiano, Villaricca e del Triangolo della Morte, in quelli di Acerra, Marigliano, Nola, dove sono confluiti, grazie ad accordi intercorsi tra imprenditori senza scrupoli ed emissari della camorra, i rifiuti industriali del nord Italia. La regione trasformata, grazie alla compiacenza di una classe politica ed amministrativa, nazionale ed autoctona, inadempiente, incapace, a volte corrotta e collusa, nella più grande pattumiera a cielo aperto del sud Europa. Questo è l’aspetto più spinoso da affrontare sul territorio, i cumuli di monnezza e le tonnellate di metri cubi di percolato nerastro e velenoso che hanno infiltrato la falda acquifera risultano, ironia della sorte, essere un problema di secondo piano a fronte dello sversamento per anni sul terreno, nei fiumi, nei tombini aperti col piede di porco e quindi nelle fogne, nei campi di tonnellate di amianto, cobalto, alluminio, arsenico, milioni di quintali di sostanze tossiche e proibite. Le bonifiche, promesse e mai avvenute ed il passare del tempo hanno devastato, collassandolo, un territorio di pregiatissimo valore agricolo che prima viveva di primizie, di falanghina e turismo e sfiancato le popolazioni costrette a fare i conti con la diossina, i metalli pesanti, i fenoli e i pcb, con conseguenze imprevedibili e disastrose per loro la salute. Poche, ma autorevoli voci hanno denunciato con forza questo pericolo. Una di queste è quella del dott.Antonio Marfella, medico napoletano che esercita la sua professione presso l’istituto napoletano per i tumori Pascale. Il dott.Marfella, si è interessato dei pericoli derivanti dall’elevata percentuale di presenza nell’aria, ma anche negli alimenti, della diossina, sostanza che svolge un ruolo non secondario nell’insorgere di varie patologie: disturbi endocrini, disfunzioni del metabolismo, endometriosi, fino all’Alzheimer e al cancro. Per dare corpo e consistenza alla sua denuncia, il dottor Marfella si è sottoposto, a sue spese, ai test che rilevano i livelli di diossina nel corpo umano. Si è dunque rivolto al Consorzio Interuniversi-tario Nazionale La Chimica per l’Ambiente, che ha sede a Porto Marghera, e, per le controanalisi, ai Pacific Rim Laboratories, in Canada. Gli strumenti hanno riscontrato 74 pico-grammi di diossina per grammo, oltre 7 volte il livello base di riferimento in città industriali, che è di 10 pico-grammi per grammo. Per dare un’idea precisa del fenomeno ed una valida proporzione comparativa, basta ricordare i numeri della sciagura di Seveso. Il territorio fu suddiviso in due zone: la zona “A”, molto contaminata, e la zona “B”, poco contaminata. In zona “B” fu misurata una concentrazione massima di 39 pico-grammi, in zona “A” furono raggiunti e spesso superati i 50 pico-grammi, sempre per grammo di terreno. Al Dottor Marfella, come detto, sono stati rilevati 74 pico-grammi di diossina per grammo. Ed il dato sconvolgente di questa preoccupante situazione è quello che risalta nei valori delle analisi del dott. Marfella, che vive e lavora nel centro storico della città di Napoli. Questi valori risultano ben più alti rispetto a quelli che gli stessi laboratori hanno riscontrato negli organismi di Giampiero Angeli, che risiede a Castelvolturno, in pieno litorale Domitio, a mezzo chilometro dal luogo in cui, come numerose inchiesta hanno nel tempo accertato, sono stati illegalmente sversati e sepolti i fanghi tossici provenienti dagli impianti industriali di Porto Marghera e di Mario Cannavacciuolo, di Acerra, zona avvelenata dagli sversamenti abusivi di diossina effettuati dalla Pellini e dagli scarichi incontrollati della Enichem. Agli altri due uomini cavia che si sono sottoposti all’indagine, sono stati riscontrati 45 pico-grammi per grammo nel primo caso, 47 pico-grammi nel secondo caso. Gli esperti della Protezione Civile suddivisero I comuni campani per classi di rischio e la città di Napoli fu inserita nella fascia ad allarme meno elevato per l’evidente motivo che chi vive in città, non coabita con discariche illegali, come chi risieda ad Acerra, a Giugliano, a Villaricca o a Castelvolturno. Come si spiega, quindi, l’apparente contraddizione che si evidenzia dai risultati delle analisi?E’ lo stesso Marfella che fa chiarezza: “Stiamo parlando di una sostanza liposolubile e persistente, assunta per il 90% tramite la catena alimentare. Napoli si approvvigiona di frutta e verdura esattamente in quelle zone, un tempo agricole, prescelte dalle ecomafie per sversare i rifiuti o dove sono state aperte discariche legali e mal gestite”. E ancora: “Che la diossina ci arrivi direttamente in tavola, lo si poteva immaginare. Le mie analisi non fanno che dare sostegno a questa ipotesi”. “Urgono - conclude - interventi radicali”, in quanto “l’emergenza non è ormai solo di chi vive ad un passo dagli sversatoi, ma anche di chi consuma i prodotti coltivati nei campi limitrofi alle discariche illegali, a quelle mai bonificate e a quelle utilizzate dalle ecomafie”.Emblematico e preoccupante rilevare che, a tutt’oggi, non un solo laboratorio è presente sul territorio per testare la diossina nell’ambiente e nell’uomo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5513024141016881530?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5513024141016881530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5513024141016881530&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5513024141016881530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5513024141016881530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/rifiuti-benvenuti-allinferno.html' title='Rifiuti: benvenuti all&apos;inferno'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9RP-Psu8WI/AAAAAAAAASo/uj7zbK7MeL0/s72-c/Rifiuti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5181723063667659241</id><published>2008-03-09T13:56:00.001+01:00</published><updated>2008-03-09T13:58:02.445+01:00</updated><title type='text'>AGRORINASCE AFFIDA ALLA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI AVERSA LA PROGETTAZIONE DEL RECUPERO DELLA VILLA CONFISCATA A WALTER SCHIAVONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9Peyfsu8VI/AAAAAAAAASg/BK0gWQqIlLg/s1600-h/villaSchiavone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175725355862782290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9Peyfsu8VI/AAAAAAAAASg/BK0gWQqIlLg/s320/villaSchiavone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La villa confiscata al boss Walter Schiavone&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Agrorinasce e la Facoltà di Architettura di Aversa iniziano un importante rapporto di collaborazione per il recupero ad un uso sociale della villa confiscata al boss camorrista Walter Schiavone, destinata a diventare sede del “Centro Sportivo riabilitativo e per disabili”: alla Facoltà di Architettura, attraverso il Dipartimento Cultura del Progetto, è stata affidata la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori di recupero della villa.«Si tratta di un accordo molto importante per tutto il territorio – afferma il direttore generale Giovanni Allucci – che è stato possibile grazie al finanziamento concesso dalla Regione Campania, Assessorato allo Sport, Turismo e Tempo Libero. È un accordo che permette di raggiungere un duplice obiettivo: concretizzare in tempi relativamente rapidi la realizzazione di una importante struttura sociale, utile a tutta l'area aversana, ed, allo stesso tempo, sensibilizzare l'opinione pubblica, in particolare i giovani dell'area, e le Amministrazioni Comunali sul recupero sociale dei beni confiscati alla camorra». Un forte impegno attende Agrorinasce e la Facoltà di Architettura, anche in considerazione sia dei notevoli danni che presenta la struttura, sia delle stesse dimensioni della villa confiscata, che sorge su un'area di 3.400 mq circa, con un immobile di tre livelli per complessivi 850 mq ed una piccola piscina esterna&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5181723063667659241?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5181723063667659241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5181723063667659241&amp;isPopup=true' title='53 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5181723063667659241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5181723063667659241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/agrorinasce-affida-alla-facolt-di.html' title='AGRORINASCE AFFIDA ALLA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI AVERSA LA PROGETTAZIONE DEL RECUPERO DELLA VILLA CONFISCATA A WALTER SCHIAVONE'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9Peyfsu8VI/AAAAAAAAASg/BK0gWQqIlLg/s72-c/villaSchiavone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>53</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5478425251670703915</id><published>2008-03-09T13:55:00.002+01:00</published><updated>2008-03-09T13:56:29.008+01:00</updated><title type='text'>FINANZIATA DALLA REGIONE CAMPANIA LA “CASA DON DIANA” IN UN BENE CONFISCATOALLA CAMORRA A CASAL DI PRINCIPE</title><content type='html'>La villa confiscata al boss Egidio Coppola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Regione Campania finanzia il progetto presentato dal Comune di Casal di Principe, Agrorinasce e ASL CE2 della “Casa Don Diana: Centro di Pronta e temporanea accoglienza per i minori in affido” in una villa confiscata alla camorra in Casal di Principe che faceva riferimento al patrimonio di Egidio Coppola.«È un sogno che diventa realtà – afferma il direttore generale di Agrorinasce Giovanni Allucci – Per il decennale della morte di Don Peppe Diana avevamo predisposto questo progetto insieme all'Amministrazione Comunale di Casal di Principe, con il contributo dell'ASL CE2 e con il consenso di tutti i Comuni soci di Agrorinasce, pensando proprio a Don Peppe ed al suo impegno a favore dei minori e della legalità. Questo progetto è il risultato di straordinaria sinergia tra Agrorinasce, Amministrazione Comunale di Casal di Principe e ASL CE2. La Regione Campania e l'Assessora Incostante hanno creduto in pieno alla validità della nostra proposta».Il progetto, per un importo pari a 200.000,00 euro, è stato finanziato grazie ai fondi della legge regionale sui beni confiscati, gestito dall'Assessorato agli enti locali ed alla sicurezza urbana dell'Assessora Maria Fortuna Incostante. «Ogni anno - sottolinea il direttore Allucci - ben 350 bambini nella sola area aversana, che vivono un disagio familiare e sono in attesa di una famiglia per un affido temporaneo, hanno bisogno di tale struttura sociale. Le caratteristiche infrastrutturali del futuro Centro per i minori sono state definite di concerto con l'ASL CE2». «Ma in questo momento – conclude il direttore Allucci – il nostro pensiero va innanzitutto ai familiari di Don Peppe, alla Diocesi di Casale ed a tutte le persone che hanno creduto in lui e che in quest'ultimo anno hanno lavorato e partecipato al decennale della Sua scomparsa. Non vediamo l'ora di poter avviare i lavori ed inaugurare al più presto la struttura, ciò costituirà il nostro pensiero fisso per tutto il 2005».Agrorinasce, presieduta dalla dr.ssa Immacolata Fedele, vice prefetto aggiunto dell'Ufficio Territoriale di Governo di Caserta, continua il suo impegno nel rafforzamento della legalità e nel recupero ad uso sociale dei beni confiscati.Già tre i beni confiscati utilizzati ed in corso di utilizzazione, oltre alla citata Casa Don Diana, ci sono “L'Università per la legalità e lo sviluppo” – al cui interno sono localizzati gli uffici di Agrorinasce, lo sportello informagiovani e la biblioteca comunale – ed il recupero della villa confiscata a Walter Schiavone destinata a Centro Sportivo riabilitativo e per i disabili, la cui progettazione, in corso di ultimazione, è stata affidata alla Facoltà di Architettura di Aversa. «Nel futuro – conclude il direttore Allucci - ci saranno senz'altro altri progetti significativi di riutilizzo di beni confiscati, anche in Comuni limitrofi a quelli di Agrorinasce, con intese in parte già definite con il Ministero dell'Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – e che coinvolgeranno la Regione Campania».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5478425251670703915?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5478425251670703915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5478425251670703915&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5478425251670703915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5478425251670703915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/finanziata-dalla-regione-campania-la.html' title='FINANZIATA DALLA REGIONE CAMPANIA LA “CASA DON DIANA” IN UN BENE CONFISCATOALLA CAMORRA A CASAL DI PRINCIPE'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1120864558237263997</id><published>2008-03-07T16:08:00.000+01:00</published><updated>2008-03-07T16:09:12.657+01:00</updated><title type='text'>venerdì 14 marzo TEATRO PIETRO ARETINO via Bicchieraia -Arezzo</title><content type='html'>Compagnia Teatri d'Imbarco&lt;br /&gt;ha il piacere di invitarLa&lt;br /&gt;venerdì 14 marzo&lt;br /&gt;TEATRO PIETRO ARETINO&lt;br /&gt;via Bicchieraia -Arezzo&lt;br /&gt;ORE 21,00 Spettacolo teatrale&lt;br /&gt;Beatrice Visibelli&lt;br /&gt;in&lt;br /&gt;UN MATRIMONIO QUASI FELICE&lt;br /&gt;testo e regia Nicola Zavagli&lt;br /&gt;con&lt;br /&gt;Giovanni Esposito, Vania Rotondi&lt;br /&gt;e&lt;br /&gt;Giulia Attucci, Marco Cappuccini, Duccio Viani, Chiara Martignoni&lt;br /&gt;Fabio Farina, Massimiliano Padelli, Valentina Testoni&lt;br /&gt;Una donna alle prese con un'implacabile pressione debitoria. Una commedia ad alta temperatura morale. Un emozionante thriller dell'anima&lt;br /&gt;Lo spettacolo fa parte del progetto della Regione Toscana&lt;br /&gt;"VIVERE A RATE- FAMIGLIE A RISCHIO USURA"&lt;br /&gt;a cura di Teatri d'Imbarco&lt;br /&gt;in collaborazione con Fondazione Toscana Prevenzione Usura,&lt;br /&gt;Mediateca Regionale Toscana -Film Commission&lt;br /&gt;e con il Patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione&lt;br /&gt;Il progetto è ospitato al Teatro Pietro Aretino&lt;br /&gt;grazie al sostegno del Comune di Arezzo-Ass.to alla cultura&lt;br /&gt;Invitiamo il pubblico a partecipare anche alle altre iniziative del progetto&lt;br /&gt;ore 15,30 proiezione del film "VITE STROZZATE"&lt;br /&gt;di Ricky Tognazzi, con Luca Zingaretti e Sabrina Ferilli&lt;br /&gt;ore 17,30 convegno sul tema " DEBITI FAMIGLIARI"- Un'occasione di dibattito e riflessione sui temi del sovraindebitamento delle famiglie, rischio usura, uso consapevole del denaro.&lt;br /&gt;Durante l'incontro sarà distribuito gratuitamente il libro VITA A CREDITO agile strumento d'informazione sulla cultura della legalità.&lt;br /&gt;Interverranno&lt;br /&gt;Camillo Brezzi, Ass.re alla Cultura, Comune di Arezzo&lt;br /&gt;Francesco Romizi, Coordinatore Provinciale per Libera-Associazioni,, Nomi e Numero contro le mafie e per Arci Arezzo&lt;br /&gt;Alfio Laurenzi, Fisac Cgil Arezzo&lt;br /&gt;Silvio Bonomo, Fiba Cisl Arezzo&lt;br /&gt;Andrea dalla Verde, Caritas Arezzo&lt;br /&gt;Responsabili Centro di Ascolto per la Prevenzione dell'Usura-Misericordia di Arezzo&lt;br /&gt;Coordinatore Nicola Zavagli,Direttore Artistico Teatri d'Imbarco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Informazioni e prenotazioni329-4187925&lt;a href="mailto:info@teatridimbarco.it"&gt;info@teatridimbarco.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1120864558237263997?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1120864558237263997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1120864558237263997&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1120864558237263997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1120864558237263997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/venerd-14-marzo-teatro-pietro-aretino.html' title='venerdì 14 marzo TEATRO PIETRO ARETINO via Bicchieraia -Arezzo'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8682875644727174446</id><published>2008-03-07T13:21:00.001+01:00</published><updated>2008-03-07T13:23:39.361+01:00</updated><title type='text'>CAMORRA: I ROS ARRESTANO AFFILIATI AL CLAN RUSSO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9Ezufsu8TI/AAAAAAAAASQ/L9uNNISTKns/s1600-h/20020527161329_10-113-232-16.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174974320701534514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9Ezufsu8TI/AAAAAAAAASQ/L9uNNISTKns/s320/20020527161329_10-113-232-16.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel corso di una maxi operazione dei Carabinieri del Ros nella provincia di Napoli sono stati arrestati tre affiliati al clan Russo, organizzazione dell'area nolana. Sequestrati anche beni mobili e immobili nell'intero territorio nazionale, del valore di 300 milioni di euro, riconducibili al clan. Gli arrestati, tra cui il figlio del capo clan (Salvatore Russo, inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi) sono indagati per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e porto abusivo di armi, aggravati dalle modalità mafiose. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8682875644727174446?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8682875644727174446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8682875644727174446&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8682875644727174446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8682875644727174446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/camorra-i-ros-arrestano-affiliati-al.html' title='CAMORRA: I ROS ARRESTANO AFFILIATI AL CLAN RUSSO'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9Ezufsu8TI/AAAAAAAAASQ/L9uNNISTKns/s72-c/20020527161329_10-113-232-16.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8339002683684798149</id><published>2008-03-07T13:20:00.002+01:00</published><updated>2008-03-07T13:21:20.043+01:00</updated><title type='text'>Camorra, colpito clan Russo, 1 arresto,sequestri per 300 milioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9EzKPsu8SI/AAAAAAAAASI/7yUFNgsZXYg/s1600-h/258171561-italian-carabinieri-patrol-the-umberto-galleryin-the-southern-city-of.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174973697931276578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9EzKPsu8SI/AAAAAAAAASI/7yUFNgsZXYg/s320/258171561-italian-carabinieri-patrol-the-umberto-galleryin-the-southern-city-of.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I carabinieri hanno arrestato oggi un presunto affiliato al &lt;a href="http://it.notizie.yahoo.com/approfondimenti/mafia-camorra.html"&gt;clan&lt;/a&gt; camorristico Russo e sequestrato beni per un valore complessivo di 300 milioni di &lt;a href="http://it.notizie.yahoo.com/approfondimenti/euro.html"&gt;euro&lt;/a&gt; che era nella disponibilità dell'organizzazione attiva nella provincia di Napoli. Lo hanno detto oggi fonti investigative e giudiziarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I magistrati della Dda napoletana hanno disposto tre ordinanze di custodia cautelare, due delle quali verso persone già in carcere, mentre la terza ha portato all'arresto di Domenico Russo, omonimo del capo clan Salvatore Russo, che resta latitante.&lt;br /&gt;I capi d'accusa sono associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e porto abusivo di armi aggravati da modalità mafiose, hanno detto le fonti.&lt;br /&gt;L'inchiesta ha portato alla scoperta delle attività di reinvestimento dei capitali provenienti da attività illecite e, di conseguenza, al sequestro di un patrimonio, intestato anche a prestanomi, costituito da aziende edili, supermarket e altre attività commerciali, appartamenti e conti bancari &lt;a href="http://it.notizie.yahoo.com/cronaca-mondo.html"&gt;esteri&lt;/a&gt;, per un totale di 300 milioni di euro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8339002683684798149?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8339002683684798149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8339002683684798149&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8339002683684798149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8339002683684798149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/camorra-colpito-clan-russo-1.html' title='Camorra, colpito clan Russo, 1 arresto,sequestri per 300 milioni'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R9EzKPsu8SI/AAAAAAAAASI/7yUFNgsZXYg/s72-c/258171561-italian-carabinieri-patrol-the-umberto-galleryin-the-southern-city-of.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-4445315779053107521</id><published>2008-03-05T13:12:00.003+01:00</published><updated>2008-03-05T13:15:03.650+01:00</updated><title type='text'>"Riprendetevi la vostra medaglia"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R86Ou4IxGOI/AAAAAAAAASA/C5pYVuCPqX0/s1600-h/ravera01g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174229957889562850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R86Ou4IxGOI/AAAAAAAAASA/C5pYVuCPqX0/s320/ravera01g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R86OWIIxGNI/AAAAAAAAAR4/C20ZEPhXvfQ/s1600-h/ravera01g.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'uomo che arrestò Riina è indagato per estorsione:"Voglio andare da Napolitano"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il maresciallo «Arciere», che partecipò all'arresto di Totò Riina &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Voglio personalmente restituire la medaglia di bronzo del Quirinale al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e anche l’encomio solenne, al Comando Generale dei carabinieri». Due paginette scritte con il pennarello nero; frasi brevi, lungamente meditate. Dove traspare commozione e anche tutta la rabbia del maresciallo dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio ambientale, Riccardo Ravera, ora indagato dai pm di Torino per concorso in estorsione, assieme a un poliziotto della Stradale, Giuseppe Cavuoti. Nome in codice «Arciere», il maresciallo fu il vice del capitano «Ultimo». Già. Perché l’uomo che oggi vuole strapparsi dal petto la medaglia, mise le manette ai polsi di Totò Riina, la mattina del 15 gennaio 1993, a Palermo. I suoi guai partono da lontano, nella notte del 19 febbraio 2004 quando, dalla palazzina di caccia di Stupinigi, furono rubati decine di mobili antichi. Un vero tesoro, valevano milioni di euro. Un anno dopo, furono ritrovati in un prato. Intatti. E tutta una gang di antiquari-ladroni finì in cella. Merito soprattutto di «Arciere» e del suo collega agente, pure lui destinatario di un encomio solenne, da parte del ministero degli Interni. Complessa indagine, tra stranezze e colpi di scena: l’Ordine Mauriziano aveva denunciato il furto di 38 mobili d’arte. «Arciere» ne fece ritrovare 42. Curiosa differenza, mentre a Stupinigi stavano indagando un po’ tutti, squadra mobile, Digos, Servizi segreti, Ros. E pure gli investigatori privati delle assicurazioni. Dal Mauriziano furono pagati per il riscatto 250 mila euro, con buona pace di molti, perché il valore del bottino era molto superiore. Da qui, parte l’indagine-bis. Un lungo lavoro sul filo del rasoio, quello di «Arciere». Che il procuratore capo della Repubblica di Torino, Marcello Maddalena, in una lettera del 5 dicembre 2005, inviata all’allora comandante generale dell’Arma, generale Luciano Gottardo, definì così: «... Il particolare impegno del maresciallo Ravera... che ha manifestato e dato prova di particolare capacità investigativa, di tenacia, professionalità e di correttezza, dote assolutamente essenziale in un’indagine come questa, avvalendosi della rete confidenziale da lui posseduta e gestita, poneva anche problemi di deontologia e di giusta cautela, nel trattare e valutare gli elementi acquisiti per siffatta via... ». Il vice di «Ultimo» (attualmente in servizio a Roma, al Noe, nucleo operativo ecologico) è amareggiato ma deciso a lottare: «Aspetto sereno le conclusioni dell’inchiesta. Posso solo dire, oggi, che ogni passo fu concordato e condiviso con il comando. Ho moglie e due figli, il mio stipendio è di 1500 euro al mese, ma il maresciallo Ravera, di soldi sporchi, non ne ha mai presi. Neanche un solo cent». Una carriera tormentata, la sua. Dopo la cattura di Riina, la squadra guidata da «Ultimo», non ebbe poi una grande fortuna. Nel ‘99 fu smantellata e tutti i suoi componenti, «Arciere», appunto, «Vichingo», «Nello», «Omar», «Ombra» e «Pirata», furono tutti trasferiti da Palermo. Qualcuno si congedò. E Ravera? Eccolo, alla fine, nella stazione dei carabinieri di Pinerolo, dopo una breve parentesi nei Ros. Tra i protagonisti dell’operazione «Cartagine», contro i narcos della mafia venne di nuovo allontanato. Destino amaro. Contro il suo trasferimento a Pinerolo, si mosse persino la procura di Torino che tentò - invano - di bloccarlo. Ci fu solo un inutile scambio di lettere, ma l’Arma fu irremovibile. Il suo avvocato di fiducia, Loredana Gemelli, è polemica: «Da mesi chiedo che il maresciallo sia interrogato. In cambio, solo silenzio. Le accuse sono false, mosse da un clima velenoso, da rivalità, invidie. Dimostreremo la sua totale innocenza». Echi di polemiche ormai lontane: «Ma il mio vero nome non doveva essere diffuso. Ragioni di sicurezza, di difesa della mia famiglia. Invece, all’improvviso, scopro dai media di essere indagato. Nome e cognome, una vita e una carriera infangate, forse per sempre. In un giorno mio padre è invecchiato di dieci anni». &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-4445315779053107521?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/4445315779053107521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=4445315779053107521&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4445315779053107521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4445315779053107521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/riprendetevi-la-vostra-medaglia.html' title='&quot;Riprendetevi la vostra medaglia&quot;'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R86Ou4IxGOI/AAAAAAAAASA/C5pYVuCPqX0/s72-c/ravera01g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6753901914568106997</id><published>2008-03-04T12:20:00.001+01:00</published><updated>2008-03-04T12:23:03.372+01:00</updated><title type='text'>'Ndrangheta, duro colpo alle cosche.Sequestrati beni per 150 milioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80w4zEcjjI/AAAAAAAAARw/rhXSQx-d-VQ/s1600-h/carabinieri01g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173845299258232370" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80w4zEcjjI/AAAAAAAAARw/rhXSQx-d-VQ/s320/carabinieri01g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel mirino, le famiglie coinvolte per la strage di Duisburg dove furono uccise 6 persone&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In corso, da parte dei carabinieri, tra la provincia di Reggio Calabria e la Lombardia, un sequestro di beni per un valore di 150 milioni di euro contro le cosche della ’ndrangheta di San Luca. Nel mirino le famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, protagoniste della faida culminata, nel giorno di Ferragosto 2007, nella strage di Duisburg, in Germania,dove furono uccise sei persone.Sequestri da Reggio alla LombardiaIl controllo territoriale su San Luca delle famiglie Nirta-Strangio da una parte e Pelle-Vottari dall’altra veniva esercitato anche attraverso il possesso materiale di numerosi immobili. Di fatto il paese preaspromontano era in mano alle cosche. È quanto si è appreso in ambienti investigativi dopo l’operazione condotta stamani dai carabinieri. In Lombardia, secondo quanto si è appreso, sono state sequestrate alcune aziende e attività commerciali, ma il grosso dei beni immobili era proprio a San Luca. Il sequestro di stamani giunge dopo oltre un anno di indagini, cominciate dai carabinieri in seguito alla strage di Natale del 2006 nella quale fu uccisa Maria Strangio, moglie di uno dei presunti boss, Giovanni Luca Nirta, ed altre tre persone, tra le quali un bambino, rimasero ferite.Scovato un bunker all'interno di un'abitazioneUn bunker è stato trovato dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria nel corso dell’attività di sequestro dei beni. Si trovava al piano terra dell’abitazione di Giuseppe Pelle, figlio del boss Antonio «Gambazza» che i militari stanno cercando strenuamente da settimane. Si ritiene sia un covo «caldo» come gli altri quattro trovati nella locride e che sono stati attribuiti al capo cosca. Era dotato di un sistema con telecomando, elemento comune in molti bunker di boss della ’ndrangheta. Confiscata anche una casa parrocchialeTra i beni sequestrati alle cosche della ’ndrangheta nella locride c’è anche una casa parrocchiale in uso a don Pino Strangio. Secondo gli inquirenti, l’immobile di cui fa parte la prebenda sarebbe riconducibile alle disponibilità di Giuseppe Nirta (68 anni) anche se intestato ad un’altra persona (Palma Giorgi). Don Pino Strangio è il rettore del santuario della Madonna di Polsi, ritenuto il luogo di incontro degli ’ndranghetisti, e parente lontano di una delle vittime della strage di Ferragosto a Duisburg.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6753901914568106997?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6753901914568106997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6753901914568106997&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6753901914568106997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6753901914568106997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/ndrangheta-duro-colpo-alle.html' title='&apos;Ndrangheta, duro colpo alle cosche.Sequestrati beni per 150 milioni'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80w4zEcjjI/AAAAAAAAARw/rhXSQx-d-VQ/s72-c/carabinieri01g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8915889670723862733</id><published>2008-03-04T11:20:00.002+01:00</published><updated>2008-03-04T11:21:28.140+01:00</updated><title type='text'>La 'ndrangheta fra tribù e Internet</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80iejEcjiI/AAAAAAAAARo/uw3zjN1SKbI/s1600-h/forgione_bb_198_158.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173829455123877410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80iejEcjiI/AAAAAAAAARo/uw3zjN1SKbI/s320/forgione_bb_198_158.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;di Francesco Forgione, &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Presidente commissione Antimafia&lt;br /&gt;Ha messo in moto enormi traffici nel mercato globalizzato ma è in continua lotta per il controllo di piccoli territori.&lt;br /&gt;Continuiamo a pubblicare ampi stralci della relazione annuale della "Commissione parlamentare Antimafia" dedicata alla n'drangheta. Un vero e proprio affresco di analisi, storie e fatti, per comprendere la natura della più potente organizzazione criminale italiana.&lt;br /&gt;Tra gli anni '80 e '90 la tempesta dei collaboratori di giustizia travolse Cosa Nostra, la camorra, la Sacra Corona Unita e le altre mafie pugliesi. Solo la ‘ndrangheta attraversò questa bufera quasi indenne o comunque limitando fortemente i danni: i pentiti furono pochi, e pochissimi quelli con posizioni di vertice nei sodalizi criminali. La ragione di ciò è nello schema familiare della ‘ndrina: se la cosca è costituita in primo luogo dai membri della famiglia, la scelta di collaborazione con la giustizia (in generale non facile) può diventare straordinariamente lacerante e pressoché insopportabile. Lo ‘ndranghetista che decida di collaborare è infatti tenuto in primo luogo ad accusare i propri familiari, il padre, il fratello, il figlio, trovandosi a dover infrangere un tabù ancora più potente di quello costituito dall'obbligo di fedeltà mafiosa sancito nelle cerimonie di affiliazione e innalzamento. Sul lungo periodo il modello organizzativo della ‘ndrangheta si è dunque rivelato più agile, più flessibile, più efficace di quello gerarchico, monolitico e rigido di Cosa Nostra, rispetto al quale l'aggressione del vertice del sodalizio ha costituito finora un'efficace strategia di indebolimento e di disarticolazione. Strategia inattuabile contro la ‘ndrangheta per l'inesistenza, anche dopo la pace del 1991 (quella che seguì alla sanguinosa guerra fra i De Stefano e gli Imerti-Condello che in poco più di cinque anni lasciò per le strade della Calabria molte centinaia di morti) e la conseguente introduzione di una struttura centrale di coordinamento e composizione dei conflitti.&lt;br /&gt;I mafiosi calabresi sono considerati dai cartelli colombiani come i più affidabili per la loro capacità di gestione degli affari criminali, per la loro disponibilità di basi d'appoggio in tutta Italia, in tutta Europa e in tutto il mondo. Oggi dunque la ‘ndrangheta ha una sostanziale esclusiva per l'importazione in Europa di cocaina colombiana ed è alla ‘ndrangheta che le altre mafie italiane, Cosa Nostra inclusa, devono rivolgersi per gli approvvigionamenti di questo stupefacente. (...) Inizialmente gli ‘ndranghetisti arrivarono nelle regioni del centro e del nord non per scelta ma perché inviati al confino di Polizia. In quegli anni si riteneva che per contrastare il potere criminale nelle regioni del sud fosse necessario recidere i legami del mafioso con il suo ambiente d'origine. Lo strumento era quello del soggiorno obbligato che imponeva al sospetto mafioso di risiedere per un determinato numero di anni - dai 3 ai 5 - fuori dal suo comune di nascita o di residenza. Ma l'idea di recidere i legami con il territorio (adatta a un'epoca pre-moderna) non poteva funzionare in un periodo storico in cui rapidissimo era già lo sviluppo dei trasporti e delle telecomunicazioni. Ferrovie, autostrade, aerei e lo sviluppo della telefonia consentirono sostanzialmente di annullare l'effetto dei provvedimenti di soggiorno obbligato. (...) Così, trapiantare pezzi delle famiglie mafiose al centro-nord, dapprima fu una necessità, poi diventò una scelta strategica che coinvolse alcune fra le famiglie più prestigiose della ‘ndrangheta, le quali intuirono le enormi possibilità operative di una simile proiezione (che divenne vera e propria occupazione, in alcuni casi) verso le ricche e sicure terre del centro e del nord Italia. Il piano di colonizzazione della ‘ndrangheta fu inconsapevolmente favorito dalle scelte di politica sociale ed urbanistica degli amministratori settentrionali che concentrarono i lavoratori meridionali nelle periferie delle grandi città, in veri e propri ghetti, dove fu facile per gli esponenti delle ‘ndrine ricreare il clima, i rituali e le gerarchie esistenti nei paesi d'origine. In alcune realtà il controllo della ‘ndrangheta divenne asfissiante. L'esempio più clamoroso è quello di Bardonecchia dove il condizionamento del mercato del lavoro e lo stesso consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni mafiose. Altri comuni dell'hinterland milanese come Corsico e Buccinasco, ancora oggi, sono pesantemente condizionati dalla ‘ndrangheta. In estrema sintesi e conclusivamente sul punto si può dire che la ‘ndrangheta è l'unica organizzazione mafiosa ad avere due sedi; quella principale in Calabria, l'altra nei comuni del centro-nord Italia oppure nei principali paesi stranieri che sono cruciali per i traffici internazionali di stupefacenti. Un'organizzazione mafiosa che trova il modo di affrontare le sfide e i cambiamenti imposti dalla modernità globale, nel modo più sorprendente e inatteso: rimanere uguale a se stessa. In Calabria come nel resto del mondo. (...) Negli ultimi anni numerosissime indagini hanno messo in luce queste caratteristiche della ‘ndrangheta e hanno mostrato come essa sia oramai l'organizzazione più ramificata e radicata territorialmente nelle regioni del centro-nord e in molti paesi stranieri di tutti i continenti. (...) Nel 2004 l'operazione convenzionalmente denominata "Decollo" concludeva una complessa indagine transnazionale durata alcuni anni che aveva interessato diverse regioni italiane: Lombardia, Calabria, Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Liguria, Piemonte e Toscana; e poi paesi stranieri come Colombia, Australia, Olanda, Spagna e Francia. Le famiglie Mancuso di Limbadi e Pesce di Rosarno furono accusate di aver immesso sul mercato "ingentissimi quantitativi di cocaina tra il Sud America (Colombia e Venezuela), l'Europa (Italia, Francia, Spagna, Olanda e Germania), l'Africa (Togo) e l'Australia, riciclandone quindi i proventi con le più diversificate tecniche di trasferimento e di dissimulazione." La droga era nascosta all'interno di containers che trasportavano carichi di marmo, plastica, cuoio, scatole di tonno, materiale di import-export tra Sud America ed Europa. Una partita di droga di 434 kg di cocaina era arrivata al porto di Gioia Tauro nel marzo del 2000, un'altra di 250 kg sempre di cocaina proveniente da Cartagena in Colombia era arrivata a Gioia Tauro nel gennaio del 2004. Tra le due date, d'inizio e di conclusioni delle indagini, una miriade di altri episodi. Una parte del riciclaggio dei proventi avveniva in Australia. (...) Il contagio delle ‘ndrine da Limbadi e Rosarno all'Australia, da San Luca a Duisburg, come molecole criminali che schizzano, si diffondono e si riproducono nel mondo. Una mafia liquida, che si infiltra dappertutto, riproducendo, in luoghi lontanissimi da quelli in cui è nata, il medesimo antico, elementare ed efficace modello organizzativo. Alla maniera delle grandi catene di fast food, offre in tutto il mondo, in posti fra loro diversissimi, l'identico, riconoscibile, affidabile marchio e lo stesso prodotto criminale. Alla maniera di Al Qaeda con un'analoga struttura tentacolare priva di una direzione strategica ma caratterizzata da una sorta di intelligenza organica, di una vitalità che è quella delle neoplasie, e munita di una ragione sociale di enorme, temibile affidabilità. Il segreto per la ‘ndrangheta è questo. Tutto nella tensione fra un qui remoto e rurale e arcaico e un altrove globalizzato, postmoderno e tecnologico. Tutto nella dialettica fra la dimensione familiare del nucleo di base, e la diffusione mondiale della rete operativa. La capacità di far coesistere con inattesa efficacia una dimensione tribale con un'attitudine moderna e globalizzata è stata fino ad oggi la ragione della corsa al rialzo delle azioni della ‘ndrangheta nella borsa mondiale delle associazioni criminali. Proprio questa tensione, questo fattore di successo potrebbe rivelarsi però, in prospettiva, un fattore di disgregazione. Le ‘ndrine infatti sono, individualmente considerate, troppo piccole per reggere gli enormi traffici che hanno messo in moto. Sono in continua competizione fra loro e, paradossalmente, la loro diffusione planetaria si accompagna a un'intensificata ossessione per il controllo (militare, politico, amministrativo, affaristico) dei circoscritti territori di rispettiva competenza. Una febbre di crescita, una situazione instabile ed entropica che comincia a produrre gravi scricchiolii e potrebbe generare una crisi di sistema. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8915889670723862733?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8915889670723862733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8915889670723862733&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8915889670723862733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8915889670723862733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/la-ndrangheta-fra-trib-e-internet.html' title='La &apos;ndrangheta fra tribù e Internet'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80iejEcjiI/AAAAAAAAARo/uw3zjN1SKbI/s72-c/forgione_bb_198_158.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3129933709329303254</id><published>2008-03-04T11:18:00.003+01:00</published><updated>2008-03-04T11:20:08.432+01:00</updated><title type='text'>Come le 'ndrine sono diventate potenti clan</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80h8jEcjhI/AAAAAAAAARg/WDIi0Wm9rK0/s1600-h/forgione_bb_198_158.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173828871008325138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80h8jEcjhI/AAAAAAAAARg/WDIi0Wm9rK0/s320/forgione_bb_198_158.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Le origini del legame fra 'ndrangheta e politica risale addirittura al 1869. Ma se ne sa ancora troppo poco.&lt;br /&gt;Continuiamo a pubblicare stralci significativi della relazione annuale della "Commissione parlamentare Antimafia" dedicata alla n'drangheta, presentata nei giorni scorsi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; Un vero e proprio affresco di analisi, storie e fatti, per comprendere la natura e l'importanza della più potente organizzazione criminale italiana. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Le origini del legame fra 'ndrangheta e politica risale addirittura al 1869. Ma se ne sa ancora troppo poco Continuiamo a pubblicare stralci significativi della relazione annuale della "Commissione parlamentare Antimafia" dedicata alla n'drangheta, presentata nei giorni scorsi. Un vero e proprio affresco di analisi, storie e fatti, per comprendere la natura e l'importanza della più potente organizzazione criminale italiana Francesco Forgione* &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;1. Le origini 1869. Quell'anno gli elettori della città di Reggio Calabria furono chiamati a votare per due volte. Le elezioni amministrative erano state annullate e si dovettero rifare. L'attiva presenza in campagna elettorale e durante le votazioni di elementi mafiosi aveva alterato il risultato della competizione. In quelle giornate si erano registrati anche fatti di sangue. Tra le altre persone colpite, anche un medico, sfregiato al volto in pieno giorno. Il fatto, per quei tempi era enorme e aveva suscitato scalpore e scandalo nell'opinione pubblica. Il prefetto di Reggio Calabria, che si era recato personalmente dalla vittima per verificare le circostanze dell'accaduto, era convinto, come scrisse in una relazione, che "lo sfregio" fosse stato fatto "per grane elettorali". I giornali locali scrissero apertamente di mafiosi che giravano impunemente per le vie della città e denunciarono il fatto che i partiti fossero "obbligati a far transazioni con gente di equivoca rispettabilità". Siamo nel lontanissimo 1869, potremmo essere ai nostri giorni. Uno dei lati meno conosciuti della ‘ndrangheta è proprio il suo rapporto con la politica che, com'è accaduto per Cosa nostra e la camorra, è molto antico anche se è stato meno visibile e a lungo ritenuto inesistente o sottovalutato nella sua dimensione ed importanza. Essa si è inserita nelle litigiosissime lotte per il potere che in Calabria per un lunghissimo periodo storico - dalla metà dell'Ottocento in poi - si sono caratterizzate come uno scontro furibondo tra famiglie contrapposte che si contendevano i voti usando tutti i mezzi, non esclusi i metodi violenti e mafiosi. Ad inizio decennio, nel 1861, il prefetto di Reggio Calabria aveva notato un'attività di camorristi. Chiamava così i delinquenti dell'epoca non avendo altro nome per definirli. La scoperta del termine ‘ndrangheta è molto più recente e per trovarne le prime tracce dobbiamo arrivare alla metà del secolo scorso. La ‘ndrangheta è l'organizzazione mafiosa meno conosciuta e meno indagata. Uno dei suoi punti di forza risiede esattamente in questa scarsa conoscenza e debole attività investigativa che le ha consentito di agire indisturbata senza subire le attenzioni riservate storicamente da parte degli inquirenti alla mafia siciliana. Per anni e anni essa è stata considerata un'organizzazione criminale secondaria, una mafia minore, una mafia di serie B. Non a caso tutte le proposte fatte a partire dagli anni sessanta da parlamentari calabresi, da sindaci, da varie organizzazioni di estendere la competenza della commissione parlamentare antimafia anche in Calabria oltre che in Sicilia sono sempre cadute nel nulla. Si arrivò ad estendere la competenza superando il vincolo territoriale che la relegava alla Sicilia molto tardi, nella X Legislatura con la Commissione antimafia presieduta dal senatore Gerardo Chiaromonte. Molti ritenevano che il fenomeno mafioso calabrese fosse espressione degli ultimi decenni e fosse nato durante il boom economico degli anni '60 che aveva portato grandi cambiamenti anche in Calabria determinando un'accelerazione anche dei processi criminali e mafiosi. Era un grosso abbaglio. Quello che allora apparve a molti come un fenomeno nuovo e originale era in realtà la manifestazione più recente e più evidente di un fenomeno molto antico. La ‘ndrangheta, insomma, non era nata negli anni sessanta del secolo scorso, come molti scrissero e dissero. La sua nascita avviene sotto forma di società segreta e non è dubbio che il modello di società segreta più vicino, più simile, più aderente alla realtà, ai valori, alle esigenze della delinquenza organizzata, fosse rappresentato dalla massoneria e dalle società segrete che fiorirono nella prima metà dell'Ottocento, importate in Calabria dai francesi di Gioacchino Murat, con programmi anticlericali, giacobini e pre-risorgimentali. Tale caratteristica è molto importante per la comprensione del fenomeno e della sua evoluzione sino ai nostri giorni. Essa aveva sicuramente una duplice funzione: la prima, difensiva, per assicurare invisibilità rispetto al potere ufficiale, alla repressione poliziesca e giudiziaria; la seconda, offensiva, per meglio realizzare l'inserimento nei circuiti del potere, nella società e nello Stato. Una siffatta caratteristica, mutuata dalla massoneria del tempo, conservò intatta la sua forza coesiva e il suo vincolo omertoso, rendendola unica, pur nelle sue continue trasformazioni, nel panorama delle organizzazioni criminali. La ‘ndrangheta - "picciotteria" è il termine usato fino all'inizio del nuovo secolo - è già presente in molti comuni della Calabria post-unitaria, ma lo Stato di allora non ne coglie l'importanza e la pericolosità. Molti, però, non si accorsero della sua attività solo perché non ne era conosciuto il nome, mentre le azioni che segnavano il suo progredire venivano attribuite a formazioni criminali di varia denominazione che non venivano ricomprese in un'associazione riconoscibile con un nome, un'identità, un'organizzazione comune. Erano in pochi a vedere come invece quei fatti potevano essere attribuiti a un fenomeno che stava prendendo sempre più piede e andava radicandosi. Si estendeva anche grazie ad un sapiente uso dei codici e dei rituali, di modalità simboliche e immaginifiche che avevano il potere di affascinare i giovani, di attrarli nell'orbita ‘ndranghetista, di educarli alla legge dell'omertà e alla convinzione che ci fossero altre leggi più importanti di quelle dello Stato e che tutto ciò fosse appannaggio di una società speciale, composta da "veri" uomini: gli uomini d'onore. Sorgono così le ‘ndrine a carattere famigliare e si diffondono nelle città e nei villaggi più sperduti. Ogni ‘ndrina comanda in forma monopolistica nel suo territorio ed è autonoma dalle altre ‘ndrine operanti nei territori vicini. Il modello organizzativo della ‘ndrangheta si fonda sul "locale", presente sul territorio laddove esiste un aggregato di almeno 40 uomini d'onore, con un' organizzazione gerarchica che affida il ruolo di "capo società" a chi possiede il grado di "sgarrista", regolando la vita interna su rigide e vincolanti regole: assoluta fedeltà e assoluta omertà. Il mondo esterno, separato da quello della ‘ndrina, era composto da soggetti definiti "contrasti", categoria inferiore destinataria di disprezzo e dagli uomini dello Stato, gratificati dal giudizio "d'infamità". Nella ‘ndrangheta sono sempre esistiti accordi tra famiglie di diversi comuni ed è anche capitato che "capobastone" influenti e prestigiosi estendessero la loro influenza nei territori vicini a quello dov'era insediata la propria famiglia, ma non si è mai arrivati ad un centro di comando unico. Per trovare qualcosa di simile dobbiamo arrivare agli accordi successivi alla guerra di mafia tra il 1985 e il 1991. Le differenze rispetto alle altre mafie Il modello organizzativo è profondamente differente dalle altre organizzazioni mafiose: si basa sulla forza dei vincoli familiari e sull'affidabilità garantita da questi legami, un formidabile cemento che unisce e vincola gli ‘ndranghetisti uno all'altro e ne impedisce defezioni e delazioni. Lo si vede quando esplose il fenomeno dei collaboratori di giustizia. La ‘ndrangheta ha avuto sicuramente un numero meno rilevante di collaboratori e fra essi nessuno era un capo famiglia. Né ci sono mai stati collaboratori dello spessore criminale di quelli siciliani o campani. La struttura familiare e i suoi codici morali hanno impedito a molti ‘ndranghetisti di parlare. Tra l'altro, il fatto che le ‘ndrine fossero autonome l'una dalle altre ha fatto sì che le poche collaborazioni colpissero la famiglia di appartenenza lasciando intatte le altre, anche le più vicine al loro territorio. Su questo aspetto è utile un approfondimento. Le collaborazioni di un certo spessore degli anni '90 sono rimaste in linea di massima casi isolati. Tuttavia le ultime audizioni effettuate in Commissione colgono i segni di una possibile inversione di tendenza. Secondo Mario Spagnuolo, Procuratore aggiunto della D.D.A. di Catanzaro, "negli ultimi 4 anni, si è riscontrato un aumento esponenziale (qualitativamente appagante) di collaboratori di giustizia e questo non solo nelle zone in cui tradizionalmente si collabora (il cosentino) ma anche nel crotonese, qualche buon collaboratore di giustizia nel vibonese, ma, soprattutto, sono aumentati i testimoni di giustizia". E questa rappresenta una novità che incide favorevolmente sul rapporto tra lo Stato e colui che mette la propria vita nelle mani della giustizia. Appare inoltre significativo quanto affermato dal direttore della Direzione Anticrimine Centrale della Polizia di Stato, Franco Gratteri: "per quanto riguarda i collaboratori, posso dire che esponenti organici a famiglie del crotonese, persone importanti che hanno commesso azioni illecite, violente e di una certa gravità, hanno scelto o stanno scegliendo di collaborare. Si tratta di un fatto importante, ma da prendere per quello che è e non saprei dove possa portare in futuro". Dalle parole del direttore emerge però tutta la complessità del rapporto tra i collaboratori della ‘ndrangheta e la giustizia e la difficoltà nel trasformare il fenomeno della collaborazione in un dato acquisito e costante dell'azione di contrasto. I dati ci indicano comunque che dal 1994 al 2007, i collaboratori di giustizia in Calabria, pongono la ‘ndrangheta al terzo posto per collaborazioni dopo la camorra e Cosa nostra. Su un totale complessivo di 794 collaboratori di giustizia solo 100 provengono dalla ‘ndrangheta (il 12,6 %), mentre 243 dalla mafia siciliana, 251 dalla camorra, 85 dalla SCU, 115 da altre organizzazioni. In controtendenza invece, risulta essere il dato relativo ai testimoni di giustizia. In particolare, su un totale di 71 testimoni, quelli che hanno reso dichiarazioni su fatti di ‘ndrangheta sono 19 (circa il 27%); su fatti di camorra 26, sulla mafia siciliana 12 (e qui emerge altro dato significativo), 2 sulla Sacra Corona Unita e infine 12 su altre organizzazioni. *Presidente della Commissione Antimafia &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3129933709329303254?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3129933709329303254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3129933709329303254&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3129933709329303254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3129933709329303254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/come-le-ndrine-sono-diventate-potenti.html' title='Come le &apos;ndrine sono diventate potenti clan'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80h8jEcjhI/AAAAAAAAARg/WDIi0Wm9rK0/s72-c/forgione_bb_198_158.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1110082861410386422</id><published>2008-03-04T11:16:00.002+01:00</published><updated>2008-03-04T11:17:37.647+01:00</updated><title type='text'>La 'ndrangheta. Storia di una mafia liquida, potente, pericolosa e ben infiltrata nella società</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80hnTEcjgI/AAAAAAAAARY/Kjf3r5fm4_M/s1600-h/forgione_bb_198_158.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173828505936104962" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80hnTEcjgI/AAAAAAAAARY/Kjf3r5fm4_M/s320/forgione_bb_198_158.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La relazione annuale della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare, un racconto istruttivo e approfondito del peggiore male italiano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;di Francesco Forgione, Presidente della Commissione antimafia &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Sono passate da poco le due della notte fra il 14 e il 15 agosto 2007 a Duisburg, nel Nord Reno Westfalia. Sebastiano Strangio, trentanove anni, cuoco, calabrese originario di San Luca, chiude il suo ristorante e, con due camerieri e tre amici, si accinge a tornare a casa. I sei sono appena entrati nelle macchine, parcheggiate a qualche decina di metri dal ristorante, quando vengono raggiunti e stroncati dal fuoco incrociato di due pistole calibro nove. Nel giro di pochi secondi vengono esplosi ben 54 colpi da esecutori spietati e lucidi. Lo testimoniano, fra l'altro le rosate strette sulle fiancate delle macchine, il fatto che, ad azione in corso, i due esecutori abbiano addirittura cambiato i caricatori delle pistole, e il colpo di grazia inflitto con calma e determinazione a tutte le vittime.&lt;br /&gt;Gli assassini scompaiono dopo aver completato il lavoro con i colpi di grazia. Nelle due macchine rimangono i cadaveri di Sebastiano Strangio, Francesco Giorgi (minorenne), Tommaso Venturi (che proprio quella sera aveva festeggiato i diciotto anni), Francesco e Marco Pergola (20 e 22 anni, fratelli, figli di un ex poliziotto del commissariato di Siderno) e Marco Marmo, principale obiettivo dell'inaudita azione di fuoco perché sospettato di essere stato il custode delle armi utilizzate per uccidere, a San Luca il precedente Natale, Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta. Le vittime fanno in vario modo riferimento al clan Pelle-Vottari, in lotta da oltre quindici anni con il clan Nirta-Strangio (non induca in errore il nome del cuoco che, pur chiamandosi Strangio, fa riferimento al clan Pelle Vottari). Con la strage di Ferragosto a Duisburg la Germania e l'Europa scoprono attoniti la micidiale potenza di fuoco e l'enorme potenzialità criminale di una mafia proveniente dalle profondità remote e inaccessibili di un mondo rurale e arcaico. Molte cose colpiscono gli stupefatti investigatori tedeschi e l'immaginario collettivo: la determinazione e la professionalità degli assassini, il numero e l'età dei morti, il fatto che la strage sia stata compiuta nel cuore dell'Europa civilizzata a migliaia di chilometri di distanza da San Luca e un santino bruciato - indicatore inequivoco di una recente affiliazione rituale - trovato in tasca a uno dei giovani assassinati. Parte sotterraneo da San Luca ed erompe a Duisburg un connubio esplosivo fra vendette ancestrali e affari milionari, un misto di faide tribali e di spietata modernità mafiosa, producendo uno shock improvviso e micidiale per l'opinione pubblica e per le autorità tedesche. In realtà, però, i segni premonitori c'erano già tutti da tempo e la strage di Ferragosto è un indicatore tragico e quasi metaforico della sottovalutazione da parte delle autorità tedesche della ‘ndrangheta e del suo grado di penetrazione e radicamento in quel paese, oltre che in Europa e nel resto del mondo. La presenza ‘ndranghetista in Germania risalente già agli anni 70 e 80 (quando a più riprese viene rilevata la presenza delle famiglie Farao di Cirò in provincia di Crotone, dei Mazzaferro di Gioiosa Ionica, delle famiglie di Reggio Calabria, delle storiche famiglie mafiose originarie di Africo, di San Luca, di Bova Marina e di Oppido Mamertina) era ben nota alle autorità tedesche anche solo per le richieste di assistenza giudiziaria e investigativa della magistratura e delle forze di polizia italiane. Già nel 2001 l'indagine dei Carabinieri convenzionalmente denominata Luca's aveva poi segnalato, anche alle autorità tedesche, il ristorante "Da Bruno" davanti al quale si è verificata la strage, e in generale, il cospicuo fenomeno del riciclaggio di denaro sporco nel settore della ristorazione, in quel paese. La segnalazione non aveva prodotto concreti risultati investigativi, e la percezione che si ricava da questo scarso riscontro (a parte le carenze della legislazione tedesca in materia di repressione del riciclaggio e, più in generale, di aggressione dei patrimoni illeciti) è che l'atteggiamento delle autorità tedesche fosse di rimozione del problema, considerato, in modo più o meno inconsapevole, affare altrui. Affare degli italiani. Affare nostro. La strage di Duisburg, come una metafora, spiega meglio di ogni discorso, meglio di ogni analisi, meglio di ogni riflessione, che il modello di crimine globale, rappresentato dalla ‘ndrangheta, non è (solo) affare nostro. Il 15 agosto ha rotto un tabù, ma chi fosse stato attento ai segnali, agli indizi, alle crepe, avrebbe potuto dire anche prima che era solo questione di tempo. La strage di Duisburg è stata come un geiser. Uno zampillo ribollente e micidiale che da una fessura del suolo ha scagliato verso l'alto, finalmente visibile a tutti, il liquido miasmatico e pericolosissimo di una criminalità che partendo dalle profondità più remote della Calabria, si era da tempo diffusa ovunque nel sottosuolo oscuro della globalizzazione. La crepa nella superficie in questo caso viene da lontano. Da un altrove inquietante e nascosto, lontano nello spazio e lontano nel tempo.&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Questo altrove è San Luca, località strategica nella storia e nell'attualità della ‘ndrangheta, luogo cruciale per il controllo dei traffici di droga che producono enormi profitti e sede altresì di una lunga e sanguinosa faida che vede lo scontro fra due gruppi famigliari dell'aristocrazia mafiosa calabrese. I Nirta-Strangio (principi del narcotraffico con basi in Olanda, Germania e oltreoceano) da un lato e Vottari-Pelle-Romeo (il cui capobastone, 'Ntoni Pelle negli anni passati era stato designato, al santuario della Madonna di Polsi, capo crimine, cioè reggente e garante di tutta la ‘ndrangheta secondo il modello organizzativo federale elaborato dopo la guerra-pace del 91), dall'altro. La faida nasce per un motivo banale, per una bravata di giovinastri finita in tragedia. È una sera di carnevale del 1991, un gruppo di ragazzi vicini alla famiglia Strangio prende a bersagliare con uova marce il circolo ricreativo di Domenico Pelle, facendosi beffe delle proteste e delle imprecazioni del titolare. L'offesa non rimane impuntita e la sera di San Valentino due giovani della famiglia Strangio vengono uccisi, altri due feriti. Da quel momento gli anni 90 vengono segnati da un'impressionante sequenza di attentati e uccisioni che colpiscono ora l'una, ora l'altra parte in conflitto. La faida culmina nell'omicidio del Natale 2006 quando un gruppo di killer armati di pistole e fucili uccide Maria Strangio moglie di Giovanni Nirta. Seguono altri omicidi, latitanze volontarie (per sfuggire alla vendetta altrui o per preparare più agevolmente la propria), scosse sempre più intense e pericolose che preludono alla mattanza di Ferragosto. (...) Le indagini, finalmente coordinate, delle autorità italiane e tedesche, consentono ben presto di verificare l'ipotesi investigativa formulata subito dopo il fatto. Responsabili della strage sono infatti appartenenti alla cosca Nirta-Strangio, e personaggio chiave dell'eccidio è una figura paradigmatica della ‘ndrangheta del terzo millennio, in perfetto equilibrio fra tradizione e modernità: Giovanni Strangio. Si tratta di un imprenditore della ristorazione in Germania (titolare di due ristoranti a Kaarst), è poliglotta, si muove con estrema disinvoltura sull'asse italo tedesco e fino al dicembre 2006 (quando, in occasione dei funerali di Maria Strangio, viene arrestato dalla Polizia per detenzione di una pistola) era sostanzialmente incensurato. Che un soggetto con queste caratteristiche (e, lo si ripete, con un curriculum criminale pressoché inesistente), chiaramente dedito al segmento affaristico dell'attività criminale sia diventato uno dei ricercati più importanti d'Italia e d'Europa per la partecipazione ad un'azione di sterminio eclatante e senza precedenti, dà un'idea efficace della posta in gioco per le cosche di San Luca. È così che una sanguinosa faida d'Aspromonte porta all'attenzione dell'Europa e del mondo una mafia con caratteristiche singolari e apparentemente contraddittorie. Un modello criminale caratterizzato da impreviste e sorprendenti analogie con altri fenomeni della postmodernità. Un paradossale paradigma per gli studiosi moderni del concetto di efficacia.&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Riflettere brevemente sul significato della parola ‘ndrangheta non è un mero esercizio accademico e offre invece interessanti spunti di riflessione e analisi storica. L'ipotesi etimologica più convincente fa riferimento al vocabolo greco andragatia il cui significato allude alle virtù virili, al coraggio, alla rettitudine. L'andragatia è la qualità dell'uomo coraggioso, retto e meritevole di rispetto e la ‘ndrangheta storicamente ha sempre cercato il consenso presentandosi come portatrice di questi valori popolari e in particolare di un sentimento di giustizia e ordine sociale che i poteri legali non erano in grado di assicurare, in ciò manipolando strumentalmente la sfiducia delle popolazioni nei confronti dello Stato e delle Istituzioni. Quello che è chiaro, sin dai primi anni dello sviluppo della ‘ndrangheta, è che essa non è un'organizzazione di povera gente ma una struttura (composta da soggetti che si autodefiniscono portatori di virtù altamente positive) molto più complessa e dinamica, che, pur se in modo autoreferenziale, si considera un'elite e che tende all'occupazione delle gerarchie superiori della scala sociale. Il principale punto di forza della ‘ndrangheta è nella valorizzazione criminale dei legami familiari. La struttura molecolare di base è costituita dalla famiglia naturale del capobastone; essa è l'asse portante attorno a cui ruota la struttura interna della ‘ndrina. È in ciò, la più importante ragione del successo della ‘ndrangheta, della sua straordinaria vitalità attuale, della sua superiorità rispetto ad altre forme di aggregazione criminale. Storicamente ogni ‘ndrina familiare era autonoma e sovrana nel proprio territorio (di regola corrispondente al comune di residenza del capobastone), a meno che non ci fossero altre famiglie ‘ndranghetiste. In tal caso si operava una divisione rigida del territorio e nei comuni più grandi dove c'erano più ‘ndrine la coabitazione era regolata dal ‘locale', una sorta di struttura comunale all'interno della quale trovavano compensazione le esigenze, anche contrastanti, delle diverse famiglie. È bene precisare che non c'è mai stata una struttura di vertice della ‘ndrangheta calabrese paragonabile a quella della Commissione di Cosa Nostra e fu solo nel 1991 che, per superare un conflitto che aveva generato diverse centinaia di omicidi, fu costituita una struttura unitaria di coordinamento. (...)&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Oggi la ‘ndrangheta, la mafia rurale e selvaggia dei sequestri di persona, è l'organizzazione più moderna, la più potente sul piano del traffico di cocaina (mediando fra le due rotte, quella africana e quella colombiana), quella capace di procurarsi e procurare micidiali armi da guerra e di distruzione, la più stabilmente radicata nelle regioni del centro e del nord Italia oltre che in numerosi paesi stranieri. In tutte queste realtà operano attivamente delle ‘ndrine che, a partire dagli anni 60 e ancor prima - gli anni trenta per quanto riguarda il Canada e l'Australia - si erano spostate dalla Calabria per spargersi letteralmente in tutto il mondo. Gli ‘ndranghetisti arrivarono in questi nuovi territori dapprima al seguito degli emigrati, ma poi, e sempre più spesso, in seguito ad un'esplicita scelta di politica mafiosa di vera e propria colonizzazione criminale. La ‘ndrangheta affronta le sfide della globalizzazione con una modernissima utilizzazione di antichi schemi, con una combinazione di strutture familiari arcaiche e di un'organizzazione reticolare, modulare o - per usare l'espressione di un grande studioso della modernità e della post modernità, Zygmunt Bauman - liquida. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1110082861410386422?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1110082861410386422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1110082861410386422&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1110082861410386422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1110082861410386422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/la-ndrangheta-storia-di-una-mafia.html' title='La &apos;ndrangheta. Storia di una mafia liquida, potente, pericolosa e ben infiltrata nella società'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80hnTEcjgI/AAAAAAAAARY/Kjf3r5fm4_M/s72-c/forgione_bb_198_158.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-9135120435910418727</id><published>2008-03-04T10:42:00.001+01:00</published><updated>2008-03-04T10:46:09.847+01:00</updated><title type='text'>Palermo, sfida ai clan: apre il supermercato pizzo-free</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80aLzEcjfI/AAAAAAAAARQ/E8KHWVTKLhk/s1600-h/stor_12409795_12310.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173820336908307954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80aLzEcjfI/AAAAAAAAARQ/E8KHWVTKLhk/s320/stor_12409795_12310.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli imprenditori che si sono opposti al racket hanno decisodi dare vita all'impresa. "E questo è solo il primo..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto è cominciato con una valanga di adesivi listati a lutto, comparsi a sorpresa sui muri della città, che dicevano "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". Adesso, a quattro anni di distanza da quell'originale campagna antimafia, nasce nel cuore di Palermo il primo "Punto pizzo-free", un negozio che vende solo prodotti di commercianti che hanno deciso di ribellarsi pubblicamente alle estorsioni aderendo al comitato Addiopizzo, che dell'iniziativa degli adesivi è stato il promotore. Quei ragazzi inorriditi davanti alle statistiche della Procura di Palermo secondo le quali l'ottanta per cento dei commercianti pagavano il racket, si sono rimboccati le maniche e hanno dato vita a una associazione che aiuta imprenditori e negozianti che vogliono opporsi al balzello mafioso. E dentro Addiopizzo è nata la "lista di consumo critico", un elenco pubblico che riporta i 241 nomi di imprenditori e commercianti che si sono opposti al racket delle estorsioni, in modo che la città sappia da chi comprare senza rischiare di foraggiare le organizzazioni criminali. Trenta di questi imprenditori e commercianti hanno deciso di far confluire i loro prodotti "certificati Addiopizzo" in un negozio. Un piccolo grande supermercato della legalità, che sabato verrà inaugurato nel cuore di Palermo: in corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dall'Antica focacceria San Francesco, ultimo dei luoghi simbolici della nuova lotta contro la malavita organizzata. Il proprietario, Vincenzo Conticello, infatti ha indicato in un'aula di tribunale gli uomini che puntualmente si presentavano a chiedergli il pizzo, consentendone la condanna. L'operazione del negozio pizzo-free è frutto dell'impegno di un giovane palermitano, Fabio Messina, 29 anni, commerciante iscritto all'associazione. Con la sua enoteca ha deciso di fare un passo in più, e dare una mano a tutti i suoi colleghi imprenditori: "Credo fosse giunta l'ora di creare un po' di movimento economico - dice Messina - all'interno della lista degli aderenti, perché è giusto dare un'occasione in più ai commercianti che non pagano il pizzo. E poi è più facile anche per i consumatori se anziché andare in giro da un posto all'altro, possono comprare tutto quello che serve in un unico punto vendita". L'importanza di cominciare dal centro storico è senz'altro simbolica, ma non manca una valutazione squisitamente commerciale: degli oltre 9 mila acquirenti abituali di prodotti pizzo-free, il numero maggiore si trova nel centro di Palermo, seguito con molte migliaia di differenza dagli altri quartieri della città. Mentre da tutta Italia sono più di 2 mila 200 i messaggi di solidarietà arrivati all'associazione. È sul territorio nazionale infatti che le associazioni anti-racket raccolgono i maggiori consensi. Mercoledì per esempio alla cooperativa "Pio La Torre - Libera Terra", che gestisce i terreni confiscati a cosa nostra nell'Alto Belice corleonese, verrà donato un trattore "Acquistato - dicono da Libera - grazie al contributo dei Comuni di Fabrico, Correggio, San Martino in Rio, Rio Saliceto, Campagnola e Novellara in provincia di Reggio Emilia, insieme alle tante associazioni della zona e alla Camera del Lavoro". Forte dell'ondata di successi raccolti in questi quattro anni di attività, il cartello degli imprenditori antimafia lancia la sua sfida: combattere la criminalità dal basso, a partire dagli atteggiamenti quotidiani, per arrivare a sconfiggere un sistema radicato. Comprare solo in alcuni negozi e non in altri, è secondo loro uno di questi atteggiamenti. Le porte dell'emporio "pizzo-free" sono aperte per qualunque altro di loro voglia farsi vanti e partecipare all'avventura. Anzi, a pochi giorni dall'apertura Fabio Messina rilancia con una proposta ambiziosa: "fare del marchio "Punto pizzo-free" un franchising da esportare in tutta Italia, con la creazione di tanti punti vendita". Nell'emporio si possono trovare oggetti in legno e ceramica creati da giovani artisti, le coppole della tradizione siciliana rivisitate con tessuti e colori nuovi, opere di artigianato e naturalmente i prodotti biologici delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati alla mafia, come i vini, la pasta e le conserve dell'associazione Libera Terra, la cooperativa che ha appoggiato insieme al comitato Addiopizzo l'iniziativa del giovane imprenditore palermitano. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-9135120435910418727?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/9135120435910418727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=9135120435910418727&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/9135120435910418727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/9135120435910418727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/palermo-sfida-ai-clan-apre-il.html' title='Palermo, sfida ai clan: apre il supermercato pizzo-free'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R80aLzEcjfI/AAAAAAAAARQ/E8KHWVTKLhk/s72-c/stor_12409795_12310.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8263096145866514534</id><published>2008-03-01T18:34:00.002+01:00</published><updated>2008-03-01T18:37:29.526+01:00</updated><title type='text'>Duisburg, individuato l'altro killer.Traffico di coca Perù-Calabria</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8mUKWrIRlI/AAAAAAAAARI/1kSDkJtWdYc/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172828552617805394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8mUKWrIRlI/AAAAAAAAARI/1kSDkJtWdYc/s320/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lotta alla 'ndrangheta: Giuseppe Nirta è latitanteArresti fra Montecatini e Lima, individuato deposito di coca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ha un nome il secondo killer della &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/esteri/duisburg-morti/duisburg-morti/duisburg-morti.html"&gt;strage di Duisburg.&lt;/a&gt; Si tratta di Giuseppe Nirta, cognato di Giovanni Strangio, già ricercato da mesi proprio per l'agguato di ferragosto davanti al ristorante "Da Bruno". L'uomo è stato individuato grazie alle impronte digitali rilevate in un'abitazione di Duesseldorf, affittata dal commando prima di eseguire la strage. A rivelarlo è stato il settimanale "Focus", secondo il quale la polizia belga aveva anche rintracciato fin dallo scorso ottobre in Belgio la Renault Clio nera usata dagli assassini per fuggire dopo il massacro. La segnalazione era arrivata da un cittadino di Gand, che aveva notato l'auto sospetta e con le chiavi ancora inserite nel cruscotto. Secondo la ricostruzione delle forze di polizia, dopo l'agguato costata la vita a 6 persone tutte originarie della Locride e legate al clan Vottari-Pelle, i killer delle famiglie Nirta-Strangio avrebbero attraversato la frontiera belga, per poi rientrare molto probabilmente in Italia. Il procuratore di Duisburg, Detlef Nowotsch ha confermato che nell'auto sono state rinvenute "numerose tracce", ma non ha voluto aggiungere particolari. Secondo alcune fonti, sul sedile accanto al posto di guida della Clio sarebbero state rinvenute tracce di Dna che non appartengono a Strangio e che devono dunque essere attribuite al suo complice. Le autorità ritengono che si tratti del cognato di Strangio, Giuseppe Nirta, ricercato con un mandato di cattura internazionale. Gli inquirenti si dicono anche convinti che le tracce di dna rinvenute nella Renault nera usata per la fuga appartengono proprio a Nirta, come quelle reperite nell'abitazione di Duesseldorf. Gli inquirenti tedeschi hanno presentato una richiesta di rogatoria per poter confrontare il Dna ritrovato con quello dei familiari di Giuseppe Nirta. Che la faida di San Luca non fosse determinata solo da dissapori tra famiglie mafiose rivali è da tempo più di un semplice sospetto. Di recente tuttavia si va consolidando l'idea che la guerra di 'ndrangheta abbia come ragione fondamentale il controllo di interessi criminali in Germania. Primi tra tutti il riciclaggio e il traffico internazionale di droga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ad.doubleclick.net/click%3Bh=v8/3676/3/0/%2a/u%3B171373330%3B1-0%3B0%3B17593951%3B2928-180/150%3B24009522/24027375/1%3B%3B%7Esscs%3D%3fhttp://web.ingdirect.it/ContoArancio/lp/landing4.html?tc=k-te425-180x150-news" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;A dimostrare che i clan dell'Aspromonte siano impegnati nel narcotraffico c'è anche l'operazione portata a compimento nei giorni scorsi dagli uomini della Questura di Reggio Calabria. La Polizia ha arrestato a Montecatini Terme (Pistoia) due persone, accusate di essere affiliate ad una cosca della Locride, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Altri tre arresti, nell'ambito della stessa operazione, condotta dalla sezione antidroga della Squadra mobile di Reggio Calabria, sono stati fatti a Lima, in Perù. L'operazione, fatta in collaborazione con la Polizia peruviana, ha consentito di bloccare l'importazione in Italia di 40 chilogrammi di cocaina. La droga, che è stata sequestrata, era in possesso dei tre corrieri stranieri bloccati nei pressi dell'aeroporto di Lima. Le due persone arrestate a Montecatini sarebbero affiliate alla cosca della 'ndrangheta Sergi-Marando-Trimboli di Platì, particolarmente attiva nel traffico internazionale di cocaina. Secondo quanto appreso, la polizia, a Montecatini, ha sequestrato anche sette chilogrammi di cocaina e 40 mila euro in contanti. L'operazione, denominata "Zappa 3" è stata coordinata dalla distrettuale antimafia di Reggio Calabria e portata a termine dalle questure di Pistoia e Reggio Calabria. Nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno preso parte il questore Santi Giuffrè, il capo della mobile Renato Cortese e della narcotici Diego Trotta, è stato spiegato che una villetta di Montecatini Terme sarebbe stata utilizzata come deposito della cocaina. Le due persone arrestate a Pistoia sono Franco Biagini, sorvegliato speciale, e Franco Pellegrini, anch'egli con precedenti penali. Entrambi toscani. In Perù sono finiti in manette i corrieri Ondrej Kelemen, di nazionalità ceca, Sarda Dalloeshingh, olandese, e Jorge Daniel Acosta Reyes, uruguaiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8263096145866514534?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8263096145866514534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8263096145866514534&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8263096145866514534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8263096145866514534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/03/duisburg-individuato-laltro.html' title='Duisburg, individuato l&apos;altro killer.Traffico di coca Perù-Calabria'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8mUKWrIRlI/AAAAAAAAARI/1kSDkJtWdYc/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5729666360768242083</id><published>2008-02-29T19:00:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T19:01:29.178+01:00</updated><title type='text'>Camorra, fanghi industriali nei campi, 1 arresto e 6 indagati</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hIaWrIRkI/AAAAAAAAARA/kvJUtazAcpE/s1600-h/rifiuti_campania_inf--200x150.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172463789635290690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hIaWrIRkI/AAAAAAAAARA/kvJUtazAcpE/s320/rifiuti_campania_inf--200x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I carabinieri hanno detto oggi di avere colpito una gang camorristica che smaltiva fanghi di depurazione e industriali, provenienti anche da aziende del polo chimico di Marghera, in terreni agricoli di proprietari compiacenti nella provincia di Caserta, facendoli passare per compost fertilizzante.&lt;br /&gt;L'operazione, condotta dai militari del Reparto operativo per la tutela dell'ambiente (Noe) di Aversa ha portato all'arresto di Giorgio Marano, ritenuto affiliato al "clan dei casalesi", che opera nella provincia di Caserta, mentre altri sei persone risultano indagate.&lt;br /&gt;Gli illeciti denunciati dagli investigatori riguardano lo smaltimento di 8000 tonnellate di rifiuti, che sarebbe avvenuto nel 2005, e un guadagno illecito di circa 400.000 euro, riferisce una nota del Noe.&lt;br /&gt;Il gip di Napoli ha disposto anche "il sequestro di tre vasti appezzamenti di terreno agricolo nella provincia di Caserta, dei locali in uso a una società di trasporti con tutti gli automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e di un grosso impianto di compostaggio", prosegue la nota.&lt;br /&gt;Secondo una fonte investigativa, "i fanghi di origine industriale provenivano da diverse aziende del nord, anche del polo chimico di Porto Marghera", vicino a Venezia.&lt;br /&gt;I reati ipotizzati sono di concorso in attività organizzata per traffico illecito di rifiuti e truffa aggravata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5729666360768242083?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5729666360768242083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5729666360768242083&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5729666360768242083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5729666360768242083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/camorra-fanghi-industriali-nei-campi-1.html' title='Camorra, fanghi industriali nei campi, 1 arresto e 6 indagati'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hIaWrIRkI/AAAAAAAAARA/kvJUtazAcpE/s72-c/rifiuti_campania_inf--200x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2618231162708886289</id><published>2008-02-29T18:58:00.001+01:00</published><updated>2008-02-29T18:59:45.012+01:00</updated><title type='text'>Governatore Bassolino e altri 27 rinviati a giudizio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hH_mrIRjI/AAAAAAAAAQ4/B3l_o3-hxvM/s1600-h/rifiuti_monteruscello_0208_inf--268x201.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172463330073790002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hH_mrIRjI/AAAAAAAAAQ4/B3l_o3-hxvM/s320/rifiuti_monteruscello_0208_inf--268x201.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per irregolarita' gestione rifiuti, processo il 14 maggio&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A giudizio per la questione rifiuti il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino e altri 27 indagati. Il procedimento riguarda le presunte irregolarita' nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Lo ha deciso il Gip Marcello Piscopo. Il processo comincera' il 14 maggio davanti alla V sezione del Tribunale di Napoli. I reati contestati vanno dalla frode in pubbliche forniture alla truffa aggravata ai danni dello Stato, dal falso all'abuso d'ufficio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2618231162708886289?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2618231162708886289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2618231162708886289&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2618231162708886289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2618231162708886289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/governatore-bassolino-e-altri-27.html' title='Governatore Bassolino e altri 27 rinviati a giudizio'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hH_mrIRjI/AAAAAAAAAQ4/B3l_o3-hxvM/s72-c/rifiuti_monteruscello_0208_inf--268x201.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2107864195295032245</id><published>2008-02-29T18:56:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T18:57:29.450+01:00</updated><title type='text'>Rifiuti, la miniera d´oro dei Casalesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hHSGrIRiI/AAAAAAAAAQw/Nw2boYLtR8Y/s1600-h/copertina_NA_locali_w180.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172462548389742114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hHSGrIRiI/AAAAAAAAAQw/Nw2boYLtR8Y/s320/copertina_NA_locali_w180.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il gip ordina un arresto ma ne respinge altri sei nell´ambito di una indagine del pool anticamorra&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un pentito: così smaltivamo l´immondizia che arrivava dal Nord Sigilli a 3 aziende e a terreni in provincia di Caserta Le ordinanze bocciate per carenza di esigenze cautelari L´affare: il traffico illecito ha riguardato 8 mila tonnellate per un guadagno stimato in circa 400 mila euro &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Altro che estorsioni, il traffico dei rifiuti «è una miniera d´oro», ha spiegato il pentito Domenico Bidognetti ai pm Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera. Le sue rivelazioni hanno permesso agli inquirenti di integrare il quadro indiziario raccolto nei confronti di Giorgio Marano, condannato in primo grado all´ergastolo nel processo "Spartacus", e di ipotizzare «la diretta cointeressenza del clan camorristico dei Casalesi nel traffico illecito organizzato dei rifiuti». Nell´ambito dell´inchiesta coordinata dal pool anticamorra e condotta dai carabinieri del Noe e del comando provinciale di Caserta, il giudice Alessandro Buccino Grimaldi ha emesso nei confronti di Marano un´ordinanza di custodia in carcere. Sotto sequestro sono finite tre aziende, del valore stimato in 5 milioni di euro e tre terreni del casertano, due a Frignano e l´altro a Villa Literno, dove i fanghi provenienti dall´impianto di compostaggio di Trentola Ducenta della Rfg di Elio Roma, «invece di essere trattati appositamente e poi lecitamente smaltiti - accusa la Procura - venivano sversati e "tombati"» con il rischio di una loro introduzione nella catena alimentare umana.Il gip ha rigettato per carenza di esigenze cautelari altre sei richieste di custodia, una nei confronti di Roma, già coinvolto in una precedente indagine del pm Ribera, denominata "Re Mida" riguardante episodi analoghi ma non aggravati dalla finalità camorristica. È in quell´inchiesta che emerse lo smaltimento in una cava della provincia di Caserta di 6mila tonnellate di rifiuti provenienti dal consorzio "Milano pulita". Parti offese delle condotte configurate nell´inchiesta, che abbracciano il periodo compreso tra il 1998 e il 2002, sono innanzitutto gli enti che hanno rilasciato le autorizzazioni ma anche quelli che, ricordano i pm, «dovranno sobbarcarsi i costi della bonifica delle aree inquinate». Al tempo stesso però, rimarca il giudice, lo smaltimento illecito dei rifiuti nella nostra regione «è dovuto anche alla complicità di chi è preposto al controllo» o anche al «comportamento compiacente oppure gravemente omissivo o semplicemente leggero di altri, anche nell´ambito delle istituzioni». Discorso analogo anche «per i chimici» incaricati dalle aziende di eseguire le analisi e talvolta «compiacenti alle esigenze del committente». Il traffico illecito di rifiuti provenienti dall´impianto Rfg ha riguardato, stimano i magistrati, 8mila tonnellate di materiale (fanghi di depurazione di acque reflue, scarti vegetali, animali e altro) con un guadagno di circa 400mila euro. Rifiuti anche pericolosi, «lavorati solo fittiziamente», rimarca il coordinatore del pool anticamorra, Franco Roberti.Ma il cuore dell´inchiesta riguarda soprattutto il ruolo del clan dei Casalesi nell´affare. Sottolinea il comandante del Noe, generale Umberto Pinotti: «Qui non siamo in presenza di una "mafia dei rifiuti" bensì di "rifiuti mafiosi"». Ecco dunque il racconto fornito il 10 ottobre scorso dal pentito Bidognetti (cugino del capoclan Francesco) ai magistrati napoletani. Inizialmente, tra la fine degli anni ´80 e l´inizio del decennio successivo, il clan dei Casalesi aveva imposto «il controllo totale del flusso dei rifiuti, non scappava niente. Tutti i rifiuti che venivano dal Nord con terminale la provincia di Caserta era controllato in maniera assoluta dal clan». Ma quello, spiega il collaboratore, «era un vero e proprio accordo economico» con i gestori delle discariche e poi, attraverso una società, al clan che utilizzava la somma «per il pagamento degli stipendi». Le cose cambiano quando i Casalesi hanno l´idea «di non far arrivare i rifiuti nelle discariche previste ma di smaltirli direttamente in maniera abusiva». Strategia balenata per la prima volta nella mente dei boss «in occasione di una chiusura temporanea delle discariche o di un loro sovraffollamento». Il nuovo corso consentì alla malavita organizzata «non solo di ricevere le 5-7 lire al chilo per la gestione» effettuata da una società ritenuta controllata dai Casalesi ma anche «di lucrare direttamente del guadagno dello smaltimento, che era di circa 75-80 lire al chilo».Il tutto, aggiunge il pentito, «con le carte a posto». Bidognetti ricorda che, dopo i primi sequestri di discariche, i Casalesi abbandonarono l´affare rifiuti «almeno fino al 1996». Le indagini della Procura hanno però portato ora a ipotizzare un coinvolgimento nel traffico illecito di Giorgio Marano, che secondo gli inquirenti negli ultimi anni avrebbe scalato la gerarchia dell´organizzazione approfittando dell´uscita di scena di vecchi boss. «Tutte le sue attività illecite - argomenta Bidognetti - sono riferibili al clan perché è impossibile che un´attività illecita sia gestita da un responsabile del clan al di fuori dello stesso».&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2107864195295032245?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2107864195295032245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2107864195295032245&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2107864195295032245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2107864195295032245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-la-miniera-doro-dei-casalesi.html' title='Rifiuti, la miniera d´oro dei Casalesi'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8hHSGrIRiI/AAAAAAAAAQw/Nw2boYLtR8Y/s72-c/copertina_NA_locali_w180.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2518731566492547783</id><published>2008-02-29T18:55:00.001+01:00</published><updated>2008-02-29T18:55:33.695+01:00</updated><title type='text'>EMERGENZA RIFIUTI E' FONTE DI REDDITO PER LA CAMORRA</title><content type='html'>"La condizione emergenziale, che affligge la gestione dei rifiuti in Campania da quattordici anni, ha rappresentato per la camorra la strada attraverso la quale incrementare stabilmente le proprie fonti di reddito ed accrescere il controllo su territorio ed enti locali". E' un'analisi lucida, a tratti impietosa, quella che delineata nella Relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia, che "non puo' prescindere dalla considerazione degli effetti prodotti dall'abnorme perdurare del regime commissariale". "La domanda sempre crescente di erogazione di denaro pubblico - fa notare la Commissione -, spesso destinato al mero mantenimento delle strutture burocratiche di governo dellemergenza; la creazione di enti di intermediazione (in primis, i consorzi) sovente rivelatisi impropri ammortizzatori sociali, a causa del pesante fardello di lavoratori non impiegati in alcuna attivita' connessa al ciclo dei rifiuti; la possibilita' di derogare alle regole nell'assegnazione di appalti e contratti; la sovrapposizione di competenze con la conseguente polverizzazione delle fasi decisionali, hanno posto le condizioni perche' la criminalita' organizzata potesse agevolmente penetrare in tutti gli snodi decisionali e svolgere il proprio ruolo di intermediazione'. Sul versante imprenditoriale, in particolare, "le imprese camorristiche hanno colto le opportunita' offerte dalla condizione emergenziale sfruttandone i gangli piu' redditizi: dal trasporto dei rifiuti, soprattutto fuori regione, alla individuazione e compravendita dei siti da destinare alle discariche di servizio e all'impiantistica".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2518731566492547783?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2518731566492547783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2518731566492547783&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2518731566492547783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2518731566492547783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/emergenza-rifiuti-e-fonte-di-reddito.html' title='EMERGENZA RIFIUTI E&apos; FONTE DI REDDITO PER LA CAMORRA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-4396074775939078649</id><published>2008-02-29T18:53:00.002+01:00</published><updated>2008-02-29T18:54:57.065+01:00</updated><title type='text'>"Disimballiamoci!"Contro i rifiuti le buone pratiche che partono dal basso</title><content type='html'>Sabato, Legambiente lancia la caL’ azione compatta di informazione e sensibilizzazione, parte da una significativa parola d'ordine “Disimballiamoci!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta con gli sprechi inutili e i buoni proposti è possibile iniziare, adesso, a diminuire i rifiuti, influenzando il mercato con acquisti consapevoli, meno impattanti, che incidono meno nei bilanci degli acquirenti e della collettività. La vergognosa situazione di Napoli, l’emergenza rifiuti che oggi colpisce la regione Campania ma che è latente in molte realtà della penisola prova tutte a comportamenti virtuosi . Le scelte sempre rimandate di una politica di smaltimento e contenimento dei rifiuti che si sta rivelando un boomerang per il nostro paese. Per cercare di educare ad una cultura nuova rispetto alla gestione dei rifiuti in tutte le piazze italiane, il 1 marzo, Legambiente lancia una campagna di sensibilizzazione attiva e concreta chiamando i cittadini a realizzare buone pratiche per lo smaltimento dei rifiuti e la loro diminuzione. Sabato, dunque, i volontari dell’associazione si concentreranno fuori ai supermercati a caccia di imballaggi inutili, incontreranno le persone davanti ai centri commerciali per orientarle verso l'acquisto di prodotti che tengono in conto della salute del Pianeta. Alla fine della giornata dopo l'opportuna separazione degli imballaggi inutili verrà spedito il tutto al circuito virtuoso della raccolta differenziata per il successivo riciclaggio.Lo stile di vita adottato e il modello produttivo nei paesi industrializzati produce montagne di rifiuti per le quali è sempre più complicato trovare una sistemazione. Un problema planetario dai costi ambientali altissimi che possono essere abbattuti significativamente applicando la politica delle 4R - Riduzione, Riutilizzo, Riciclaggio, Recupero di energia - snodo fondamentale della strategia sulla gestione dei rifiuti della Comunità Europea. La riduzione della produzione dei rifiuti a monte resta la prima e fondamentale questione da affrontare. In Italia ancora è stato fatto troppo poco in questo senso, tra il 2003 e il 2006 secondo i dati di Apat e Osservatorio nazionale sui rifiuti la produzione nei centri urbani in Italia è aumentata dell'8,3%. “Tutti i cittadini, nel loro piccolo, possono concorrere- afferma ancora Legambiente - ad invertire la tendenza”. Quando si porta a casa la spesa basterebbe pensare quante sono le cose che dalla busta del supermercato vanno direttamente nella pattumiera? La scatola di cartone del dentifricio, il cartone che tiene insieme le tre lattine di pelati, il polistirolo e la plastica in cui confezionano frutta, verdura, formaggi e la lista potrebbe essere lunghissima. Si tratta di migliaia di tonnellate di rifiuti inutili che si potrebbero risparmiare. mpagna davanti ai Supermercati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-4396074775939078649?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/4396074775939078649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=4396074775939078649&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4396074775939078649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4396074775939078649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/disimballiamocicontro-i-rifiuti-le.html' title='&quot;Disimballiamoci!&quot;Contro i rifiuti le buone pratiche che partono dal basso'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-4276495874256856353</id><published>2008-02-29T14:45:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T14:46:49.987+01:00</updated><title type='text'>Storia,denominazione e regolamenti della ndrangheta</title><content type='html'>Denominazione La "ndrangheta" ha origini antiche, in terra di Calabria, come del resto antico è il suo stesso nome. Secondo alcuni autori che sono i più accreditati, infatti, il termine deriva etimologicamente dalle due parole greche "andropos= uomo e agatos = buono", sicchè sostanzialmente vuol dire associazione di uomini buoni. Del resto questa tesi è confortata dal fatto che anche le altre organizzazioni criminali sono caratterizzate dalla bontà, dalla cavalleria, dal mutuo soccorso, dalla fedeltà e da altri nobili sentimenti, almeno "ab origine ". Per la prima volta si parla di questa associazione come organizzazione criminale, verso la fine del 1800, in un rapporto dei Carabinieri, di stanza nella provincia di Reggio Calabria e precisamente a Seminara. Poi se ne fa menzione anche in un rapporto del Prefetto di Reggio Calabria, dr. Tamajo, al Ministro dell’Interno, sempre nella stessa epoca. Durante la vigenza della nuova camorra organizzata, una parte della ndrangeta, sulla falsariga della "riforma cutoliana" cambiava denominazione in "Santa Violenta". Ciò avveniva sulla base di un verosimile accordo stipulato tra alcuni dei capi della ndrangheta, non meglio individuati, e Raffaele Cutolo, in base al quale le due organizzazioni criminali dovevano fornirsi reciproca assistenza e operare in osmosi per il raggiungimento degli scopi comuni.Excursus Storico - Origini e ragioni della forza della 'Ndrangheta La 'Ndrangheta nasce a metà dell'Ottocento e si afferma nei successivi 50 anni grazie alla scarsa presenza nel territorio delle autorità. Prima come piccoli nuclei di picciotti a Maropati, Gioia Tauro, Sinopoli, Iatrinoli, Radicena, Molochio, Polistena, Melicuccà, San Martino di Taurianova, Palmi, nella Locride a San Luca, Africo, Staiti, Casalnuovo e nella cintura di Reggio Calabria a Fiumara, Villa San Giovanni e nella stessa Reggio Calabria. Poi man mano con organizzazioni sempre più grandi e potenti, la 'Ndrangheta - definita come una "setta che nulla teme" - si impone in tutta la regione. Nel 1897 a Seminara il Maresciallo Michele Mocchetti scopre il primo codice della picciotteria con obblighi e regole, guadagni a seconda del grado.Lo sviluppo economico e militare della 'ndrangheta si realizza con più facilità se lo Stato è assente o poco presente sul territorio. Di tale assenza, o scarsa presenza, l'organizzazione 'ndranghetistica si avvantaggia sotto i punti di vista:· economico: con meno controlli, pattugliamenti, perquisizioni, è sicuramente più facile intraprendere atti e traffici illeciti · politico/militare: diventa anche più semplice stringere la stretta sul territorio, eliminare cosche rivali, piegare ai propri scopi amministratori locali e/o funzionari statali , quindi creare e consolidare una rete di protezione sociale molto forte. · culturale: in parte della comunità allora si può radicare l'idea che la sola forma di controllo del territorio è quella 'ndranghetistica, e quindi è agli 'ndranghetisti che ci si deve rivolgere se si vuole risolvere qualche problema. Quest'ultima idea (se voglio ottenere qualcosa devo parlare con il boss) può portare, sempre in una parte limitata della popolazione, ad un'altra idea, consequenziale: allora lo Stato è nemico, se lo Stato decide di reagire si mette contro i miei interessi, quindi io sto dalla parte della 'ndrangheta.Il Mito e la Leggenda Osso, Mastrosso e Carcagnosso: sono i nomi dei tre cavalieri spagnoli, appartenuti ad una associazione cavalleresca fondata a Toledo nel 1412, che portarono nel Mezzogiorno d’Italia le regole ed i metodi usati dalla Garduna (questo il nome dell’associazione spagnola). Sembra che i tre cavalieri abbiano lavorato per 29 anni nelle "viscere" della terra, precisamente nell’isola della Favignana, sede di un carcere borbonico; alla fine di questo lungo lavoro diffusero le regole sociali di quella che sarebbe divenuta la Mafia in Sicilia, la Camorra in Campania e la ‘Ndrangheta in Calabria. Una leggenda che è servita a creare un mito, a nobilitare le ascendenze, a costituire una sorta di albero genealogico con tanto di antenati.Cos'è - La 'Ndrangheta: la mafia calabrese L’appellativo 'ndrangheta ha molto probabilmente origini grecaniche. La più probabile derivazione del termine 'Ndrangheta è quella dal greco andragathía, traducibile con "virilità", "coraggio", (termine citato con questo significato anche da Tommaso d'Aquino nella sua Summa Theologica) nel senso di "associazione di uomini valenti".Andragathos, infatti, significa uomo valoroso e coraggioso e solo una persona con questi requisiti poteva accedere all'onorata società. Le cosche mafiose calabresi sono ampiamente conosciute con il vocabolo 'ndrina, un'organizzazione locale autonoma, talvolta distinta in maggiore e minore se nello stesso comune ve ne sono due di differente importanza. Anche 'ndrina è di origine grecanica ed indica la persona dalla schiena dritta, che non si piega mai. Un codice, talvolta scritto e spesso tramandato oralmente, regola la gerarchia degli appartenenti. Uno degli statuti sequestrati, delle forze dell’ordine, nel corso di una irruzione compiuta durante un rituale d’affiliazione cosi recita:"L'albero della scienza è diviso in sei parti: il fusto rappresenta il capo di società; il rifusto il contabile e il mastro di giornata; i rami i camorristi di sangue e di sgarro; i ramoscelli i picciotti o puntaioli; i fiori rappresentano i giovani d'onore; le foglie rappresentano la carogne e i traditori della 'ndrangheta che finiscono per marcire ai piedi dell'albero della scienza".L'entrata nella 'ndrina viene chiamata battesimo, non solo per la solennità dell'avvenimento, ma anche perché chi appartiene all'onorata società vi appartiene per sempre; lo 'ndranghetista è infatti un uomo con due battesimi.Organizzazione&lt;br /&gt;Fin dalle sue origini la ‘ndrangheta presenta una organizzazione fondata prevalentemente su base territoriale. Contrariamente a ciò che è avvenuto per gli altri consessi delittuosi, per la ‘ndrangheta – durante varie operazioni di polizia – sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi documenti che ne delineano la struttura organizzativa e le norme comportamentali, che sono ancora allo studio degli esperti. Tuttavia unanimi sono i consensi sul fatto che essa non manifesta una struttura unitaria, ma un insieme di associazioni indipendenti l’una dall’altra e aventi competenza su una determinata parte di territorio. Dette associazioni sono denominate cosche e fibbie o ndrine. In seno a una tradizione che alcuni studiosi fanno risalire al secolo scorso, la ‘ndrangheta viene rappresentata allegoricamente da un albero detto "albero della scienza" dove ogni parte del vegetale corrisponde a una parte dell’organizzazione criminale. Così al fusto che rappresenta la parte fondamentale dell’albero corrisponderà il capo cosca o ndrina che è la mente dell’associazione e che impartisce ordini e direttive ai suoi sottoposti sui quali ha potere di vita e di morte. Al rifusto corrisponderà il vice-capo a cui sono affidati i compiti primari di collaborare con il capo e di curare l’amministrazione del patrimonio della società. Ai rami corrisponderanno gli ‘ndranghetisti ormai con svariati anni di attività alle spalle che sono anziani del "mestiere" e che si suddividono sulla base dello specifico settore nel quale operano nelle tre categorie: di sgarro, di sangue, di seta. Si avranno coloro i quali hanno come compito primario quello di riscuotere le tangenti che saranno denominati ‘ndranghetisti di sgarro poiché non accetteranno nessuna replica e dovranno solo pretendere la riscossione del pizzo.Vi saranno - poi - quelli, con funzioni di organizzazione di spedizioni punitive e di gruppi di fuoco nonché della commissione di reati mediante violenza sulle persone e sulle cose, che saranno chiamati ‘ndranghetisti di sangue. Quindi si avranno gli ‘ndranghetisti di seta che saranno coloro ai quali è affidato il delicato compito di condurre trattative, stipulare contratti e avere rapporti con le altre organizzazioni e con l’esterno. Costoro dovranno perciò distinguersi per i modi raffinati e diplomatici, paragonabili, per l’ appunto, al tessuto delicato per antonomasia cioè alla seta. Continuando con le parti dell’albero: ai ramoscelli corrisponderanno coloro i quali sono stati reclutati da poco tempo e, benchè già "picciotti", sono ancora inesperti, deboli, in via di formazione e abbisognevoli di essere seguiti dai più anziani rami. Ai fiori saranno assimilati i giovani d’onore ovvero coloro che aspirano a diventare picciotti. Alle foglie corrispondono gli infami. Infatti coloro che tradiranno l’organizzazione saranno uccisi e quindi faranno la stessa fine delle foglie dell’albero che una volta staccate dai rami non hanno più vita. Alla linfa, invece, sarà assimilata l’omertà. Quest’ultima invero costituisce la vita dell’organizzazione allo stesso modo in cui la prima rappresenta l’alimento fondamentale per il vegetale. Alla base dell’albero viene posta una tomba che rappresenta "l’alloggio" per le foglie ossia per coloro i quali non hanno rispettato il vincolo di omertà imposto dall’associazione.Ricerche recenti hanno consentito di stabilire inoltre che, durante l’alleanza con la nuova camorra organizzata, la ‘ndrangheta -detta anche "santa violenta"- mutuando da quest’ultimo consesso la struttura, era organizzativamente delineata su: un capo santista con compiti di direzione, coordinamento e controllo, poteri decisionali di vita e di morte sui sottoposti, decisioni ultime sugli omicidi eccellenti; un sottocapo santista a destra con funzioni di collaborazione assoluta nei confronti del capo; un mastro di controllo a sinistra con compiti di cura e controllo dell’amministrazione del patrimonio dell’organizzazione; un gruppo armato distaccato in retroguardia, con funzioni di scorta e di esecuzione delle azioni di fuoco e comunque dei reati di violenza.Queste notizie sono state attinte dal codice sequestrato al boss della ‘ndrangheta Giuseppe Chilà rinvenuto nel covo presso il quale lo stesso Chilà, alleato con la nuova camorra organizzata, venne catturato nel 1987.La ‘ndrangheta, dalle risultanze dei documenti, all’epoca era denominata "santa violenta" e mutuava il sistema organizzativo in parte dalla n.c.o..All’inizio degli anni ’90 la ‘ndrangheta era costituita principalmente da due "correnti": una della pianura e una della montagna. Esse avevano un organigramma articolato con molta probabilità nel seguente modo.La prima si estendeva nel territorio di Gioia Tauro, la seconda in quello di Platì. Per entrambe vi erano le cosche, i locali, le ‘ndrine, la società maggiore e la società minore. La società maggiore comprendeva due gradi uno dei capi e dei mastri, l’altro dei fiori o dei doti. Essa era articolata su un "capo locale" e un "capo società" che avevano rispettivamente compiti di direzione e di coordinamento di tutta l’attività delittuosa e di principale collaboratore del capo. Tutti gli appartenenti alla società dovevano rispetto assoluto al capo che a sua volta aveva potere di vita e di morte su ognuno.Vi era poi il "mastro di buon ordine" che era una specie di giudice conciliatore e interveniva ogni qualvolta si presentava all’interno della società un dissidio o una controversia. Il suo compito era per l’appunto quello di far riconciliare i litiganti, senza traumi. Quindi vi era un "amministratore" che curava la contabilità, le entrate e le uscite, i sussidi e il sostentamento alle famiglie dei carcerati. Poi vi era il "mastro di giornata" che si identificava nel capo che a turno aveva il compito di disciplinare l’andamento della società nella giornata, di riferire ai superiori le novità quotidiane e di costituire il punto di riferimento per eventuali difficoltà dei sottoposti. Immediatamente dopo vi era il secondo grado della società che comprendeva i livelli ai quali potevano accedere soltanto i "capi-doti o fiori" e che erano denominati "primi livelli", poi vi erano i cosiddetti "trequartini" che potevano conoscere i tre quarti delle vicende della società. A costoro in sostanza era vietato un accesso completo ai dati sociali ed era a loro permesso di conoscere certe questioni, le più semplici, e non altre più delicate e complesse. Una figura particolare era quella del "vangelista" che aveva il compito di custodire gelosamente il "vangelo" che -come è stato detto- era il codice della ‘ndrangheta e veniva usato nelle cerimonie di iniziazione e di promozione delle quali comprendeva le formule rituali. Questo era un uomo di tutto rispetto e rigorosamente fedele all’organizzazione, anche se non ancora di grado elevato.Vi era quindi il "santista" che aveva il compito di filtrare le richieste di reclutamento e di assumere dettagliate informazioni sulla provenienza e sulla condotta degli aspiranti. Infine vi erano gli "’ndranghetisti di sgarro" e gli "’ngranghetisti semplici". Gli uni rappresentavano il primo anello della struttura operativa ed erano a capo di un gruppo di fuoco che aveva compiti di esecuzioni eccellenti all’interno e all’esterno dell’organizzazione. Gli altri erano al primo gradino della scala gerarchica della società maggiore e avevano svariati e numerosi compiti nell’ambito operativo. Per la "società minore" l’articolazione era più semplice e comprendeva cinque gradini. Tre con funzioni intermedie e due con compiti esecutivi. Vi era il "capo giovane" che impartiva ordini e direttive ai suoi sottoposti e ne riferiva i risultati al mastro di giornata. Era coadiuvato dal "puntaiolo" che aveva funzioni di vice e di guardaspalle anche perchè si era distinto precedentemente per le sue qualità in azioni di fuoco e di violenza. Poi vi era il "picciotto di giornata" che era il membro della società a cui veniva affidato un determinato incarico che doveva portare a termine nell’arco della giornata. Nell’ambito dell’attività esecutiva erano compresi i "picciotti di sgarro" e i "picciotti lisci". I primi erano coloro i quali si erano distinti vincendo una lite con persone che volevano ostacolare la società. I secondi, detti anche "uccelli di primo volo", sono giovani da poco reclutati che cominciano la formazione criminale.ReclutamentoIl reclutamento avviene, come visto per le altre organizzazioni, secondo un rituale prestabilito e più rigido di quelli gia descritti; rituale che viene ripetuto per ogni "promozione" e che ha inizio con il "battesimo", che può avvenire dall’età di 14 anni. Con tale rito l’aspirante entra a far parte della ‘ndrangheta con l’appellativo di "picciotto". Il battesimo, così denominato perché come con il battesimo nella religione cristiana il bimbo entra a far parte della Chiesa, parimenti l’aspirante diventa parte dell’organizzazione criminale, sarà celebrato in un posto isolato – preferibilmente una caverna in montagna – alla presenza del numero minimo di cinque picciotti più il celebrante che sarà uno ‘ndranghetista anziano. Il rito inizia con le domande del celebrante sulla possibilità di dar luogo alla cerimonia. Ottenuta risposta positiva l’anziano, con "il Vangelo" in mano, ammonisce i presenti sull’importanza del rito e intima loro di assumere la posizione prevista con le braccia conserte. Il cosiddetto Vangelo non è quello usato per le celebrazioni cristiane nella Chiesa cattolica, ma è un libro dove sono scritte le regole e i rituali dell’organizzazione criminale. Quindi pronuncia le prescritte frasi: "Battezzo questo locale santo, sacro e inviolabile nella stessa maniera nella quale lo hanno battezzato i nostri avi dai quali noi discendiamo i cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso, e se un tempo questo luogo era un posto comune da questo momento diventerà un luogo santo, sacro e inviolabile. Se qualcuno non lo riconoscerà come tale ne pagherà le conseguenze con cinque zaccagnate nella spina dorsale come è scritto sulla regola sociale."Al termine di questa locuzione l’aspirante verrà sottoposto a delle prove che serviranno a mostrare agli astanti il suo coraggio. In alcune zone della Calabria la prova consiste nel procurarsi una ferita da taglio con un pugnale sul palmo della mano sinistra che costituirà in futuro un segno di riconoscimento. Parimenti saranno segno distintivo i cinque nomi che verranno imposti al neofita. La cerimonia si ripeterà ogni volta in un luogo diverso per le future promozioni fino a quella a ‘ndranghetista anziano e, in tale occasione, la celebrazione sarà presieduta dal più anziano degli appartenenti all’organizzazione o dal capo in persona. In ogni circostanza il promovendo dovrà dare prova del proprio coraggio, della propria fedeltà all’organizzazione e della propria devozione nei confronti del capo e della società tutta. Oltre al battesimo vi sono altri riti sempre caratterizzati da analogie con quelli della chiesa cattolica e dalla sovente ricorrenza di croci, immagini di santi e preghiere. Una regola che si osserva in ogni rituale pare che sia quella secondo la quale l’aspirante debba sempre conoscere i gradi inferiori al suo ma non quelli superiori, nel senso che esso può avere rapporti con i sottoposti, ma non con i sovraordinati dai quali riverà soltanto ordini. Sembra che questo uso riporti al significato dell’obbedienza che oltre alla fedeltà, all’omertà e al coraggio, è elemento caratterizzante ogni organizzazione criminale. Una cerimonia particolare – è stato scoperto – si avrà in occasione della promozione a ‘ndranghetista anziano. In questa circostanza fermi restando i luoghi e il celebrante che sarà impersonato dal capo o dal vice, il rituale sarà diverso. Il neofita, dopo la pronuncia di una preghiera purificatrice, porgerà la mano sinistra al celebrante con il dorso verso terra. Questo gli afferrerà il polso prima e il dito pollice dopo, quindi inciderà la faccia del dito, con la punta di un pugnale, in modo tale da disegnare due croci. Il sangue che gocciolerà verrà raccolto in un bicchiere. Poi il celebrante brucerà una immaginetta di San Michele Arcangelo e ne raccoglierà la cenere in un altro bicchiere. Questa cenere verrà quindi sparsa sulla ferita procurata prima al neo ‘ndranghetista anziano che abbraccerà e bacerà per due volte tutti gli astanti e, per quattro volte, il celebrante.Regole di condottaNumerosi sono stati i codici sequestrati e/o rinvenuti nei covi della ‘ndrangheta. Ragione per la quale vi è eterogeneità di vedute sulle norme di vita della ‘ndrangheta. Il primo venne trovato in San Luca (RC) dal maresciallo dei carabinieri Giuseppe Delfino, detto "massaru Peppe" e comandante della Stazione Carabinieri di Platì, in occasione della cattura di un latitante in una caverna di montagna. Gli altri quindici (circa) negli anni a venire fino ai nostri giorni sono stati sequestrati o rinvenuti, nel corso di operazioni di polizia, dalle forze dell’ordine in svariate zone della Calabria. Dallo studio di detti documenti sono emersi alcuni caratteri che di seguito verranno descritti e che distinguono il consesso crimonale di cui si scrive dagli altri. La differenza fondamentale tra la ‘ndrangheta e le altre organizzazioni criminali sino ad ora esaminate consiste nel fatto che in seno ad essa assume determinante rilievo la zona geografica dove la cosca o la ‘ndrina opera. Infatti se per la mafia e la camorra i luoghi geograficamente intesi erano un elemento di minima differenziazione esistendo delle regole unitarie comuni a tutti, per la ‘ndrangheta essi rappresentano il fondamento dell'organizzazione. Il vincolo di sangue è il solo legame che unisce gli appartenti alla ‘ndrangheta. I valori e le tradizioni della famiglia intesa nel senso comune del termine sono i capisaldi del consesso e la donna ne è la naturale depositaria. Il suo ruolo assume una fondamentale importanza nei molteplici campi dell’organizzazione.Alla donna sono devoluti nei casi più delicati la funzione di fornire il supporto logistico e il compito di curare i rapporti coi latitanti. Lei raggiunge il suo massimo grado in seno alla ‘ndrangheta con la denominazione di "sorella di omertà" che sta a significare appunto il legame familiare tra la donna e il consesso stesso che non ammette tradimenti nell’obbligato e assoluto silenzio sui fatti interni ed esterni della organizzazione. L’unica deroga a tale regola è la "faida" che consiste in un contrasto all'ultimo sangue tra famiglie e/o all’interno della stessa famiglia. Esso si spinge fino all’eliminazione fisica degli appartenenti al nucleo familiare o interfamiliare ed è caratterizzato da atti di estrema ferocia e distruzione. Non vengono risparmiati neanche gli omicidi di donne, vecchi e bambini.Gli appartenenti alla "ndrina" sono organizzati in maniera particolare rispetto alle altre associazioni criminali, soprattutto per quanto attiene ai rituali. Tante sono le differenze ma ve ne sono alcune più rilevanti e degne di considerazione. Ad esempio gli associati si riuniscono per assumere decisioni relative alla vita dell'organizzazione soltanto nella giornata di sabato e in un determinato orario che varia a seconda delle stagioni dell'anno. Orientativamente l'assemblea ha luogo dopo il tramonto, con il favore delle tenebre. Il rituale prevede tra l'altro che tutti gli appartenenti alla "ndrina" si dispongano, in un luogo predeterminato e purificato dal "capobastone", a forma di cerchio, in piedi, e assumano la posizione di braccia conserte. A questo punto su ordine del maestro di giornata il più giovane degli associati ritira tutte le armi e le consegna a lui. Ultimata tale operazione che viene definita "pulciata" la riunione ha inizio. Alla conclusione della seduta il maestro di giornata provvede a far riconsegnare le armi agli associati (spulciata) che successivamente si recano a una cena. Ciò è segno di consolidamento ulteriore che quanto deciso sarà senz'altro attuato.Nell'ambito delle "ndrine" cui si è già fatto cenno, vi sono degli amministratori contabili che attraverso un "libro mastro" gestiscono le entrate e le uscite dell'illecita organizzazione. In particolare i suddetti dopo aver raccolto tutti i proventi in un fondo comune denominato "bacinella", si occupano del riciclaggio del denaro proveniente dalla attività criminali, del finanziamento per i futuri "lavori" del consesso, delle "paghe" per gli associati, del pagamento dei difensori dei detenuti e del mantenimento delle loro famiglie.Il contabile costituisce anche una riserva nel fondo comune per eventuali ulteriori bisogni.Sanzioni e SimboliNaturalmente anche in questa come nelle altre organizzazioni criminali chi non rispetta le regole e le norme di comportameto viene punito. E contrariamente al nostro sistema sanzionatorio dove la pena ha la funzione di emenda, in quello della "ndrangheta" essa è intesa solo ed esclusivamente come vendetta nei confronti di colui che ha "sgarrato". E' ovvio che la pena anche se con funzione vendicativa, si prefigge nel contempo fini di prevenzione generale ovvero lo scopo preciso di scoraggiare quanti vogliano disubbidire ai capi o comunque non rispettare le regole. Il potere punitivo è devoluto alle "ndrine"che lo esercitano attraverso i loro organi giudicanti che sono denominati (sic!) tribunali composti da un associato anziano che lo presiede e da altri due più giovani che lo affiancano. Vi è poi il "giudice" dell'esecuzione che fa parte del tribunale e che si serve di un puntaiolo che è il materiale esecutore della pena. Le pene più miti, comminate per le mancanze più lievi, consistono nelle coltellate alla schiena che vengono inferte dal puntaiolo al condannato. Quest'ultimo durante l'esecuzione deve stare in posizione eretta e alla presenza di tutti gli associati disponibili, in modo da fungere da esempio. Le ferite non debbono essere letali, in quanto hanno la funzione di punire il colpevole in maniera blanda. Seguono poi le violazioni più gravi che invece vengono punite con la pena capitale. Esse si individuano nella "diffidenza" che consiste nel non riporre fiducia verso i capi o gli altri associati; nell'"abbandono" che significa l'allontanamento dalle riunioni per dissenso su quanto deciso e nella conseguente assenza alla successive cene; nella "carognità" che vuol dire macchiarsi di un tradimento così grave da far sì che il colpevole sia assimilabile a una carogna; nella "connivenza con gli sbirri" che consiste nel collaborare con la magistratura o con le forze di polizia. Nella fase esecutiva a ogni condanna alla pena capitale corrisponderà un modo diverso di attuazione, a seconda della regola violata e della maniera nella quale è stata violata. A ogni tipo di morte, che comunque sarà violenta, sarà additato un significato che prima capivano soltanto gli altri consociati, mentre oggi anche gli estranei all'organizzazione comprendono. Così la morte mediante sevizie indica una condanna per una questione di tradimenti attinenti all'onore della famiglia nella comune accezione del termine. L'esecuzione capitale per mezzo di asfissia con sassi e terra significa che il condannato era in vita un delatore. La morte con fucilata alla schiena è riservata ai traditori che in vita hanno fatto il doppio gioco, tentando di restare nell'ombra, e che dovranno morire senza sapere, né guardare chi li uccide. La morte per impiccagione vuol dire che l'impiccato in vita era stato un vigliacco, un codardo. La strage simboleggia la necessità di sterminio senza pietà contro chi si è reso responsabile di gravi colpe quali la collaborazione con gli organi giudiziari o di polizia. La strage può essere applicata nei confronti dei familiari stretti e dei parenti del collaboratore, ovvero di intere "famiglie" che per varie ragioni sono da ritenersi rivali. Vi sono ulteriori simboli che rafforzano i significati delle condanne e che vanno oltre la morte violenta. Così in alcune circostanze i carnefici sono soliti infierire sul cadavere ormai sepolto che viene dissotterrato, evirato e i suoi organi genitali gli vengono sistemati nella bocca. Questo macabro rituale sta a significare che il cadavere, in vita aveva disubbidito agli ordini del capo supremo.LinguaggioParimenti alle altre organizazioni criminali gli appartenenti alla 'ndrangheta parlano un linguaggio convenzionale prestabilito, ovviamente nel dialetto calabrese che in questo scritto verrà tradotto in lingua italiana. Si è già visto che nelle cerimonie di iniziazione e in altri rituali vengono adottate delle parole e dei gesti predeterminati. Ci si limiterà a descrivere alcune espressioni usate dagli associati in determinate circostanze che pure verranno descritte o ricordate, anche perché dalle ricerche effettuate e dai documenti consultati sino ad oggi non sono risultati ulteriori dati.Vi sono così delle formule previste per l'inizio di una riunione di 'ndrina di cui si è scritto prima. Dopo la già vista purificazione del luogo e la successiva consegna delle armi, il capobastone dice: "Santa sera a tutti li santisti!" Gli altri rispondono: " Santa sera!" Il capobastone domanda: "Siete tutti pronti a sformare la Santa?" Gli altri: "Siamo prontissimi!" Il capobastone: "In questa notte di luce santa, sotto l'illuminazione delle stelle e la protezione dello splendore della luna, viene sformata la Santa Corona, dal capobastone, dal capo santista, maestro di controllo e scorta distaccata." Dopo si passa a discutere dei problemi all'ordine del giorno. Si è visto prima che vi sono anche delle parole prestabilite per i riti di iniziazione e in particolare per le formule dei giuramenti che in alcune 'ndrine assumono le diverse denominazioni di "fedeltà", del "veleno", degli "affiliati". Il giuramento della fedeltà prevede la recita della formula seguente che tradotta in lingua italiana si leggerà: "Giuro su quest'arma e di fronte a questi nuovi fratelli di Santa di rinnegare la società di sgarroe qualsiasi altra organizzazione, associazione e gruppo e di fare parte della Santa Corona e di dividere con questi nuovi fratelli di Santa la vita e la morte nel nome dei cavalieri Osso, Mastrosso e Carcagnosso. E se io dovessi tradire dovrei trovare nello stesso momento dell'infamia la morte."La formula del giuramento del veleno si recita così: "Giuro a nome della Santa Corona e di fronte a questi fratelli di Santa, di portare sempre con me questa bottiglietta di veleno e di non separarmene mai, perché se per caso disgraziato o per qualsiasi altro motivo, dovessi macchiarmi dell'infamia di tradire uno solo di questi fratelli di Santa, con le mie stesse mani prenderei la bottiglietta e berrei il veleno così da morire subito come è giusto per ogni traditore." Il giuramento degli affiliati: " Vi impongo, a nome degli anziani antenati nobili conti di Russia e cavalieri di Spagna che hanno patito ventinove anni di ferri e di catene Osso Mastrosso e Carcagnosso, di consegnare se ne avete tutte le armature bianche e al pari tutte le armature nere. Se le avete e non le consegnerete subito, quando verranno trovate con queste stesse armature sarete praticati." Vi sono ancora espressioni come "il giudice supremo" per indicare il capo, "la santa riunione" per indicare il consiglio della 'ndrina, "il nostro santo cristo" per indicare il primo santista che secondo la tradizione è nato il 25 dicembre poiché in tale data gli è stata incisa la croce sulla spalla sinistra. Anche in questa organizzazione criminale come in quella della mafia si riscontra una straordinaria capacità di confondere il sacro col profano.Cos'è - La 'Ndrina: la famiglia mafiosa Si tratta una famiglia di sangue che controlla un particolare territorio, di solito un paese o un quartiere di una città. Più 'ndrine di un paese formano la "Locale". In Calabria vi sono, attualmente, almeno 150 'ndrine molte delle quali con collegamenti in tutta Italia e all'estero. Il capo di una 'ndrina viene detto genericamente "capubastuni" (capobastone). La struttura gerarchica di una ‘ndrina è composta da, a partire dal grado più basso:· Giovane d'onore, affiliato per diritto di sangue, appartiene quindi ai figli di esponenti già facenti parte dell'Ndrangheta.· Picciotto d'onore ovvero soldato della 'ndrina. · Camorrista, affiliato con più esperienza rispetto al picciotto d'onore con incarichi più importanti. · Sgarrista o Camorrista di sgarro, colui che riscuote le tangenti. · Santista, affiliato che ha ottenuto la "Santa" per meriti legati alla criminalità. · Vangelo o Vangelista, chiamato così dal fatto che giura alla ‘ndrina con la mano sul Vangelo, grado anche questo ottenuto per il precedente motivo. · Quintino, affiliato riconoscibile dal tatuaggio a cinque punte, grado di vertice della ‘ndrina. · Associazione, ha questo grado chi ha parte alle decisioni più importanti prese dalle ‘ndrine in forma collegiale. Vi accedono quindi i capi ‘ndrina col più alto potere ed influenza.Cos'è - Struttura e organizzazione della 'Ndrangheta La struttura interna della 'ndrangheta, poggia sui membri di un nucleo familiare legati tra loro da vincoli di sangue, le 'ndrine. Non sono rari matrimoni tra membri di diverse ‘ndrine per saldare i rapporti tra famiglie.Il numero dei collaboratori calabresi è sicuramente più ridotto di tutti gli altri per diverse ragioni. La prima, e la più forte, è che un mafioso calabrese che dovesse decidere di collaborare dovrebbe per prima cosa chiamare in causa i propri familiari più diretti. Si entra nella 'Ndrangheta, o, per dirla nel gergo, si viene battezzati con un rito preciso, che può avvenire automaticamente, poco dopo la nascita se si tratta del figlio di un importante esponente dell'organizzazione, oppure con un giuramento, per il quale garantisce con la vita il mafioso che presenta il novizio, simile ad una cerimonia esoterica, durante la quale il nuovo affiliato è chiamato a giurare nel nome di nostro Signore Gesù Cristo. Il battesimo dura tutta la vita e ad uno sgarro paga spesso la famiglia del nuovo affiliato. Per questo motivo è difficile trovare pentiti, poiché questi andrebbero contro i loro stessi parenti e familiari e al giuramento che hanno fatto all'ingresso nel mondo della malavita. A tutt'oggi i pentiti di 'Ndrangheta sono pochissimi, tutto ciò rende il fenomeno difficile da combattere e da arginare.La 'ndrina è formata essenzialmente dalla famiglia naturale, di sangue, del capobastone, alla quale si aggregano altre famiglie generalmente, o inizialmente, subalterne. Le famiglie aggregate non di rado sono imparentate a quella del capobastone. Una lunga catena di matrimoni ha contraddistinto la vita delle cosche mafiose sicché è possibile affermare che questa tendenza è comune a tutte le famiglie. Il dottor Boemi ha descritto in questi termini l'evoluzione della 'ndrangheta: "La 'ndrangheta si caratterizza per la presenza nei comuni grandi e piccoli dei cosiddetti locali aperti: locale aperto è quello in cui un gruppo di mafiosi (spesso 30 e più) organizzano la loro attività criminosa. L'affiliazione calabrese avviene essenzialmente in due modi estremamente diversi. In Calabria si diventa mafiosi per generazione, per casato, per discendenza, per il semplice fatto di essere nato in una famiglia di mafiosi. Il figlio di un mafioso è solitamente un mafioso e lo è sin dalle prime classi elementari. Si diventa mafiosi però anche per esigenza, in mancanza di lavoro, per l'assoluta impossibilità in questa regione di avere di fronte uno Stato che risponda nei modi essenziali alle esigenze di vita di un giovane moderno".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-4276495874256856353?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/4276495874256856353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=4276495874256856353&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4276495874256856353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4276495874256856353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/storiadenominazione-e-regolamenti-della.html' title='Storia,denominazione e regolamenti della ndrangheta'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-842759035031903832</id><published>2008-02-29T13:27:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T13:28:35.267+01:00</updated><title type='text'>Morto il boss Lubrano amico di Riina Condannato per l’omicidio Imposimato L’agguato al fratello del giudice un favore ai Corleonesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8f6XWrIRhI/AAAAAAAAAQo/b7nFIrWkEfA/s1600-h/9506_55.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172377976188716562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8f6XWrIRhI/AAAAAAAAAQo/b7nFIrWkEfA/s320/9506_55.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si fece arrestare senza difficoltà, dopo aver atteso per tre giorni l’arrivo dei poliziotti. Era il 9 novembre di tre anni fa, Vincenzo Lubrano, già malato, era stato condannato anche dalla Cassazione all’ergastolo per l’omicidio di Franco Imposimato, un sindacalista, ma soprattutto fratello del giudice istruttore di Roma, Ferdinando. Una vendetta trasversale, un favore reso ai mafiosi di Corleone. Di quel delitto, Vincenzo Lubrano venne riconosciuto mandante. E non era una sorpresa. Proprio i Lubrano, con tante altre famiglie camorristiche insediate nella provincia di Caserta, costituisce la vera mafia-camorra della regione. Quella in grado, come i corleonesi, di decidere delitti «politici»: contro magistrati, sindacalisti, poliziotti, o sacerdoti. Affiliati a Cosa nostra, come i loro parenti Nuvoletta di Marano. Agli inizi degli anni ‘70, i Lubrano lasciarono Giugliano e si stabilirono a Pignataro Maggiore. Il loro regno, diventato, per definizione unanime «la Svizzera dei clan», area principe di riciclaggi illustri, di latitanze famose, di piani d’azione criminali. Qui, si racconta, Totò Riina, partecipò da latitante al matrimonio di Gaetano Lubrano, detto «Bucaciov», fratello di Vincenzo, in compagnia di altri mafiosi come Pippo Calò e Leoluca Bagarella. Quello stesso Gaetano Lubrano, sposo di Giuseppina Orlando, cugina dei fratelli Nuvoletta, morto in soggiorno obbligato nel 1989, che aveva partecipato al summit di Marano in cui venne decisa la morte del giornalista del Mattino, Giancarlo Siani. Raccontò il pentito Ferdinando Cataldo al pm Armando D’Alterio: «Angelo Nuvoletta è il capo di Cosa nostra a Napoli, Lorenzo Nuvoletta è coordinatore, Gaetano Lubrano era consigliere della famiglia dei Nuvoletta». Un rapporto stretto, tra due famiglie campane affiliate alla mafia. Consolidato anche dal matrimonio tra Rosa Nuvoletta, figlia di Lorenzo, e Raffaele Lubrano, figlio di Vincenzo, ucciso il 14 novembre del 2002 dopo un drammatico inseguimento tra le strade di Pignataro Maggiore. Parentele di peso negli scenari criminali campani. Come anche quella tra lo stesso Vincenzo Lubrano e Raffaele Ligato, che ne ha sposato la sorella ed è rimasto a lungo latitante fino all’arresto in Germania di due anni fa. A Pignataro Maggiore, Comune sciolto per camorra sette anni fa, il peso poco appariscente dei Lubrano si è sempre sentito. Ufficialmente imprenditori edili con la loro «CO.GE» (Costruzioni generali), rintanati nelle loro case-bunker, si sono fatti notare soprattutto per la loro particolare devozione religiosa. Un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, sulla tomba di padre Pio, dopo il primo annullamento disposto dalla Cassazione dell’ergastolo a Vincenzo Lubrano per l’omicidio Imposimato nel settembre del 2003. Oppure il restauro, che fece eseguire a sue spese Lello Lubrano poco tempo prima di essere ucciso, di un affresco raffigurante la Madonna nella sala Moscati, vicino la chiesa madre del paese. Un quadro che ora viene detto «la Madonna della camorra», perché sembra abbia ricevuto le preghiere di quasi tutti i boss di mafia latitanti passati a Pignataro. Quattro anni fa, in un’intervista, Rosa Nuvoletta ormai vedova dichiarò: «Pignataro non è più il paese di un tempo, troppa violenza negli ultimi anni». Sembrava un segnale di stanchezza. Che continuava così: «Voglio che i miei ragazzi vivano lontano dalla violenza, mio marito ha pagato per colpe non sue, questo è sicuro. Hanno voluto far credere che fosse un boss». Quattro anni dopo, tutte le nuore di Vincenzo Lubrano erano al suo capezzale. «Adesso non diranno più che fingeva», hanno commentato. Il capoclan, morto a 69 anni nel suo letto (ricoverato a lungo all’ospedale di Caserta) per un male incurabile, ha seguito, ironia della sorte, lo stesso destino del consuocero Lorenzo Nuvoletta. Anche lui, scarcerato per un tumore, ebbe il tempo di chiudere gli occhi a casa sua. Con i familiari. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-842759035031903832?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/842759035031903832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=842759035031903832&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/842759035031903832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/842759035031903832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/morto-il-boss-lubrano-amico-di-riina.html' title='Morto il boss Lubrano amico di Riina Condannato per l’omicidio Imposimato L’agguato al fratello del giudice un favore ai Corleonesi'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8f6XWrIRhI/AAAAAAAAAQo/b7nFIrWkEfA/s72-c/9506_55.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-756662088688845224</id><published>2008-02-29T09:27:00.001+01:00</published><updated>2008-02-29T09:28:55.784+01:00</updated><title type='text'>Camorra, arrestato Di Lauro jr</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8fCOmrIRgI/AAAAAAAAAQg/CgqV7xc0XRg/s1600-h/vinci--180x140.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172316253213705730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8fCOmrIRgI/AAAAAAAAAQg/CgqV7xc0XRg/s320/vinci--180x140.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nunzio Di Lauro, figlio del boss Paolo capo dell'omonimo clan del quartiere di Secondigliano a Napoli, stava dormendo nella mansarda di un villino a Ischitella (Caserta) quando i carabinieri lo hanno catturato, nella tarda mattinata. Insieme con lui c'erano la moglie e il figlio. Non aveva i documenti ed è stato un carabiniere, in servizio per anni al comando provinciale di Napoli, a riconoscerlo. Attivo nel traffico di stupefacenti, Di Lauro junior ha avuto, secondo gli inquirenti, parte attiva anche nella faida che ha visto contrapposto il suo clan contro quello dei cosiddetti 'scissionisti'. L'appartamento che il figlio del boss occupava è formato da poche stanze, arredato con pochi e non costosi mobili, ma con due televisori al plasma. Sul comodino accanto al letto, due libri della collana de "I cattivi", uno sulla vita di Eduardo Contini, considerato uno dei capi del cartello camorristico dell'Alleanza di Secondigliano, per molto tempo inserito nell'elenco dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia. L'altro su quella di Luigi Giuliano, altro personaggio di vertice della camorra napoletana, del quartiere Forcella a Napoli, dove veniva soprannominato 'o' rre". Nel corso della perquisizione i carabinieri hanno trovato anche alcuni DVD sulla vita di Hitler."A me piace la storia - ha spiegato Nunzio Di Lauro, agli investigatori - e mi sto documentando su quella dell'ultima guerra mondiale". I carabinieri, che da qualche giorno tenevano sotto osservazione la zona, hanno circondato il villino e precluso al latitante ogni tentativo di fuga. Paolo Di Lauro, il padre del giovane arrestato, è stato al centro delle cronache per la cosiddetta 'faida di Scampia', una guerra scoppiata dopo la scissione di alcuni fedellissimi dello stesso boss. Nella 'guerra' sono risultati coinvolti altri clan, tra cui gli Abbinante di Marano, i Bizzarro ed i Ronga-Fusco di Melito, i Ferone di Casavatore. Teatri della faida non solo Scampia ma anche i quartieri di Secondigliano e Miano ed i comuni dell'interlan napoletano, tra cui Melito, Mugnano, Giugliano, Bacoli, Casavatore ed Arzano. Il villino nel quale i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno catturato Nunzio Di Lauro è una costruzione a tre piani nella quale soggiornano da tempo anche alcuni immigrati provenienti dalla Nigeria. Il litorale Domizio, per la presenza di migliaia di ville abitate per lo più in estate, ha sempre offerto sicuri rifugi ai latitanti. I carabinieri del reparto operativo e i colleghi dei comandi della zona hanno tenuto sotto osservazione una serie di villini ed edifici di Ischitella, convinti che si nascondessero dei latitanti. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-756662088688845224?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/756662088688845224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=756662088688845224&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/756662088688845224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/756662088688845224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/camorra-arrestato-di-lauro-jr.html' title='Camorra, arrestato Di Lauro jr'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8fCOmrIRgI/AAAAAAAAAQg/CgqV7xc0XRg/s72-c/vinci--180x140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2044099120383962743</id><published>2008-02-28T17:27:00.000+01:00</published><updated>2008-02-28T17:28:40.831+01:00</updated><title type='text'>Il crimine organizzato straniero</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172068776396575138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bhJjsB0aI/AAAAAAAAAQY/Xw6wGAgEzEM/s320/mafie+etniche.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'allargamento europeo, che presto porterà nell'Unione anche Romania e Bulgaria, seguite in futuro da Croazia e Macedonia e più in là anche dai paesi dei Balcani occidentali e dalla Turchia, crea scenari di un'Europa multietnica e multiculturale dalle mille risorse, dai confini aperti e con flussi di persone e cose. Di contro, l'apertura delle frontiere che è seguita all'accordo di Schengen, la facilitazione dei movimenti a seguito dell'entrata di alcuni paesi e dell'associazione di altri, costituiscono per le forze dell'ordine italiane un banco di prova. In particolare, il crimine organizzato stranie-ro, per la sua capacità di penetrazione, per il grado di organizzazione e per il genere di settori criminali in cui si è saputo inserire e poi affermare, costituisce una minaccia permanente. Ancor più se si pensa alle sinergie che si sono create con la criminalità locale. Dai primi flussi migratori verso il nostro paese negli anni 1970, l'immigrazione vede oggi una presenza straniera più consistente (intorno al 4%), caratterizzata da una più attiva partecipazione alla vita del nostro paese, che rispecchia la tendenza al radicamento. A questo tuttavia si affianca il fenomeno della clandestinità, uno degli ambiti in cui il crimine organizzato straniero è più attivo. Va sottolineato però che solo una percentuale di immigrati si colloca nell'ambito della criminalità e per lo più tra i clandestini. Si parla molto oggi della de-territorializzazione legata al fenomeno migratorio, perché i migranti partecipano sempre più alla vita politica, sociale ed economica del paese che li ospita e, allo stesso tempo, mantengono legami col paese d'origine e se ne sentono parte. Per questo molti paesi d'origine dei migranti tendono a promuovere collegamenti transnazionali e doppia appartenenza. Questo secondo alcuni porterebbe allo stemperarsi del concetto di diaspora stesso perché, dovunque la gente vada, porta con sé la propria cultura e società. Per quanto riguarda il crimine organizzato straniero, la questione diventa delicata: esso infatti importa anche "culture" e "forme d'azione" criminali diverse dalle nostre, tanto che le legislazioni europee si sono spesso interrogate sull'opportunità di modificare le definizioni degli atti criminali o di inserirne o reinserirne alcuni. La provenienza geografica dei vari gruppi criminali organizzati determina caratteristiche comportamentali, livello di strutturazione, ambito di specializzazione e altro. Albanesi, Rumeni, Ucraini, Nigeriani, Russi, Cinesi, hanno organizzato attività criminali nel nostro paese che vanno dal traffico di stupefacenti alla prostituzione, sfruttamento di lavoro nero, contraffazione e altro. Molte le questioni sulle quali si deve ancora riflettere, soprattutto tenendo conto del continuo e sempre più rapido mutamento che l'avanzamento tecnologico e l'aumentato movimento di informazioni, persone e cose comportano. Bisogna conoscere i gruppi criminali organizzati stranieri e saper seguire i mutamenti che subiscono. Ancora, le strategie di contrasto non possono più muoversi soltanto nell'ambito legislativo italiano, ma nella cornice più ampia dell'Unione Europea attuale e futu&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2044099120383962743?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2044099120383962743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2044099120383962743&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2044099120383962743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2044099120383962743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/il-crimine-organizzato-straniero.html' title='Il crimine organizzato straniero'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bhJjsB0aI/AAAAAAAAAQY/Xw6wGAgEzEM/s72-c/mafie+etniche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5384162175921465745</id><published>2008-02-28T17:25:00.001+01:00</published><updated>2008-02-28T17:25:51.720+01:00</updated><title type='text'>Il rapporto della Dia fotografa un quadro in evoluzione</title><content type='html'>C’era una volta una pistola appoggiata su un piatto di spaghetti fumanti. La copertina con cui Der Spiegel “celebrava” i due principali brand italiani è vecchia di trent’anni. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, e i deboli argini del luogo comune sono stati erosi. Non si può più dire che l’Italia sia il Paese della mafia. Sia perché come ogni brand vincente il sistema-mafia è stato esportato, recepito e rielaborato all’estero, sia perché l’assortimento criminale del mercato locale è stato arricchito da mafie d’importazione. Ma il capitolo di quelle che gli addetti ai lavori chiamano “mafie etniche” è tutto da scrivere, perché se ne sa ancora troppo poco. Una cosa è chiara, comunque: la geopolitica dei fenomeni criminali è strettamente connessa alla geopolitica vera e propria ed il crollo dell’impero sovietico così come la scomparsa delle frontiere tra i Paesi europei, hanno creato un humus favorevole alla diffusione e al consolidamento del fenomeno mafioso. Per sapere quali siano quelle genericamente chiamate “mafie etniche”, basta leggere il rapporto della Dia sul primo semestre del 2007: il documento parla di organizzazioni albanesi, nordafricane, nigeriane, cinesi, rumene e bulgare. Tante le differenze culturali, assorbite, però, in un percorso evolutivo simile. Nascono come piccoli aggregati criminali dediti a reati predatori all’interno della propria comunità per poi passare ad attività più complesse e redditizie. Dal taglieggiamento arrivano al traffico di clandestini e alla prostituzione, e poi al traffico di hashish e marijuana, quindi di eroina e cocaina fino a quello di armi, gestito da gruppi strutturati e ben organizzati. Le regioni dell’Italia centro-settentrionale, soprattutto il nordest, sono il loro territorio di caccia, perché vi circolano più soldi e soprattutto non ci sono mafie autoctone a controllare il territorio, benché il rapporto della Dia confermi una crescente penetrazione anche al sud. È difficile costruire una cartografia delle zone d’influenza o della specializzazione “merceologica”. Il direttore della I Divisione dello Sco, Raffaele Grassi, lo spiega con molta chiarezza: “queste mafie hanno una struttura molecolare, occupano spazi vuoti senza continuità territoriale. Individuiamo un uomo a Perugia e poi lo ritroviamo a Verona. E’ difficile ricostruire le catene associative e i percorsi. Se è vero, poi, che ogni mafia ha una specializzazione, è altrettanto vero che si sovrappongono in quasi tutti i mercati e i commerci, rivolgendosi a fasce diverse. Anche i nigeriani, per esempio, trafficano droga ma quella di qualità è monopolio albanese”. Quasi tutte le organizzazioni sono attive nel traffico di clandestini e di donne da avviare alla prostituzione (i cinesi stanno cominciando solo ora), facili da reperire in patria con le lusinghe o le minacce, in Moldavia come in Nigeria o in Kosovo. Il traffico di stupefacenti è il gradino successivo. Nel panorama italiano, sono gli albanesi (leggi: kosovari) gli unici ad aver compiuto l’intero percorso. Quella kosovara è probabilmente la mafia più potente e spietata in Europa. Ha scalzato quella turca nel controllo delle rotte della droga, dal “triangolo d’oro” fino all’Europa attraverso la “balkan route”, il cui cuore sta in un lembo di terra dalla statualità incerta tra il Kosovo, la Valle di Presevo, il Montenegro e il Sangiaccato. Feudi albanesi, insomma. La struttura clanica, il codice del Kanun che regolamenta il rapporto tra i membri e non lascia scampo ai traditori, le diaspore disseminate in ogni paese occidentale sono i loro punti di forza. Sono i soldi di questa mafia ad aver armato l’Uck e ad aver trasformato il Kosovo in un narcostato governato dai rappresentanti dei principali cartelli. I kosovari fanno affari con la ‘Ndrangheta alla pari e possono permettersi di sfidare Cosa Nostra senza subirne le conseguenze. Il Colonnello Mario Parente, del Ros dei Carabinieri, racconta di una spedizione punitiva compiuta da albanesi contro dei mafiosi, proiezione a Milano di una delle principali famiglie palermitane. I siciliani non si vendicarono mai di quell’affronto. All’estremo opposto si trovano le organizzazioni bulgare e rumene, le meno complesse; in crescita, certo, ma lontane dalla strutturazione e dal peso dei clan kosovari. Sono dedite allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, al traffico di stupefacenti, a reati predatori e alla clonazione di carte di credito, oltre che all’odioso sfruttamento di invalidi mandati a chiedere l’elemosina. In posizione mediana i clan nigeriani. La fotografia del primo semestre 2007 li vede in espansione anche se non si può parlare di salto di qualità. Come gli albanesi hanno una struttura clanica che li rende impermeabili a infiltrati e collaboratori. Il direttore Grassi rivela che le ultime indagini hanno evidenziato un largo uso di centri culturali come copertura di attività illecite. Il ricorso ai riti woodoo e di magia nera è uno strumento costante con cui tengono soggiogate le donne avviate alla prostituzione. Nel Casertano sembrerebbero aver stretto un’alleanza con il clan dei Casalesi e questo ha portato ad una crescita della loro potenzialità operativa.. Beneficiano, inoltre, di una inedita centralità dei paesi dell’Africa Centrale nelle rotte della droga e della presenza di connazionali nei punti nodali dello stesso traffico, in Thailandia, Olanda e Sudamerica. Un discorso a parte si deve fare per la criminalità cinese, la cui azione si sviluppa prevalentemente all’interno della comunità. Lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina dalle province del FiJiang e del LiaoNing, due serbatoi di disperazione, sono una risorsa che genera ulteriori guadagni. Una volta in Italia, infatti, i clandestini devono riscattarsi, sono costretti a lavorare in condizione di quasi schiavitù, sono spesso oggetto di sequestri e vengono liberati dietro il pagamento di un riscatto. Altra fonte di reddito è il racket dal quale sono vessati tutti i commercianti cinesi. Anche quella cinese, come le altre mafie, ha dimostrato, però, duttilità e apertura nel collaborare con altri gruppi, quando necessario. La rotta dell’immigrazione clandestina, Pechino-Europa via Mosca e Repubblica Ceca è gestita da una vera e propria joint venture criminale. Resta la droga, comunque, il business principale, quello che fa girare le ruote dell’ingranaggio criminale. Un mercato che prospera anche grazie a confini porosi e autorità doganali che nei paesi più poveri sono spesso sul libro paga dei boss stessi; una vera benedizione per queste organizzazioni. A volte, però, nemmeno la dogana più sorvegliata è un argine sufficiente. Grassi racconta che il traffico di droga oggi avviene anche attraverso uomini e donne incensurati che ingoiano ovuli imbottiti di eroina e viaggiano come normali turisti. Il direttore allarga le braccia e si lascia sfuggire un sorriso velato d’impotenza: “un solo uomo può portare fino ad un kg di droga. Immagini quanti uomini entrano ogni giorno nel nostro Paese e si faccia i conti”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5384162175921465745?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5384162175921465745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5384162175921465745&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5384162175921465745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5384162175921465745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/il-rapporto-della-dia-fotografa-un.html' title='Il rapporto della Dia fotografa un quadro in evoluzione'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6374785222992745666</id><published>2008-02-28T17:12:00.000+01:00</published><updated>2008-02-28T17:13:53.443+01:00</updated><title type='text'>Beni confiscati</title><content type='html'>Regioni&lt;br /&gt;Beni immobili&lt;br /&gt; Di cui destinati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aziende &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VALLE D'AOSTA&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt; 0&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;PIEMONTE&lt;br /&gt;74&lt;br /&gt;40&lt;br /&gt;7&lt;br /&gt;LOMBARDIA&lt;br /&gt;377&lt;br /&gt; 209&lt;br /&gt;106&lt;br /&gt;TRENTINO - ALTO ADIGE&lt;br /&gt;15&lt;br /&gt; 14&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;VENETO&lt;br /&gt;75&lt;br /&gt; 57&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;FRIULI - VENEZIA GIULIA&lt;br /&gt;11&lt;br /&gt; 0&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;LIGURIA&lt;br /&gt;10&lt;br /&gt; 1&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;EMILIA - ROMAGNA&lt;br /&gt;53&lt;br /&gt; 27&lt;br /&gt;8&lt;br /&gt;Totale NORD&lt;br /&gt;615&lt;br /&gt;348&lt;br /&gt;125&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TOSCANA&lt;br /&gt;24&lt;br /&gt;12&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;MARCHE&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt; 0&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;UMBRIA&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt; 0&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;LAZIO&lt;br /&gt;272&lt;br /&gt; 109&lt;br /&gt;76&lt;br /&gt;ABRUZZO&lt;br /&gt;15&lt;br /&gt; 11&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;MOLISE&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt; 0&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale CENTRO&lt;br /&gt;311&lt;br /&gt; 132&lt;br /&gt;79&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAMPANIA&lt;br /&gt;1005&lt;br /&gt; 544&lt;br /&gt;178&lt;br /&gt;PUGLIA&lt;br /&gt;424&lt;br /&gt;172&lt;br /&gt;18&lt;br /&gt;BASILICATA&lt;br /&gt;9&lt;br /&gt; 8&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;CALABRIA&lt;br /&gt;1097&lt;br /&gt;617&lt;br /&gt;36&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale SUD&lt;br /&gt;2535&lt;br /&gt;1341&lt;br /&gt;232&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SICILIA&lt;br /&gt;2953&lt;br /&gt;1081&lt;br /&gt;235&lt;br /&gt;SARDEGNA&lt;br /&gt;68&lt;br /&gt;60&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale ISOLE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3021&lt;br /&gt;1141&lt;br /&gt;235&lt;br /&gt;TOTALE&lt;br /&gt;6482*&lt;br /&gt;2962&lt;br /&gt;671&lt;br /&gt;* Al totale bisogna aggiungere 74 beni immobili di cui non si hanno informazioni sufficienti.&lt;br /&gt;Fonte: Agenzia del demanio - Direzione generale&lt;br /&gt;Aggiornato al 27 settembre 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6374785222992745666?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6374785222992745666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6374785222992745666&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6374785222992745666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6374785222992745666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/beni-confiscati.html' title='Beni confiscati'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-717545798593280756</id><published>2008-02-28T17:09:00.000+01:00</published><updated>2008-02-28T17:12:28.482+01:00</updated><title type='text'>Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa dal 1991 al 2007 (febbraio)</title><content type='html'>Campania&lt;br /&gt;75&lt;br /&gt;Sicilia&lt;br /&gt;49&lt;br /&gt;Calabria&lt;br /&gt;37&lt;br /&gt;Puglia&lt;br /&gt;7&lt;br /&gt;Basilicata&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;Lazio&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;Piemonte&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;Totale&lt;br /&gt;171&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Direzione nazionale antimafia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ Napoli con 44 scioglimenti la provincia in cui si registra il maggior numero di scioglimenti, seguita da Reggio Calabria e Palermo, entrambe con 33 scioglimenti, e Caserta con 22. In 24 casi i Comuni sono stati sciolti più volte: 14 in Campania, 7 in Sicilia, 3 in Calabria.&lt;br /&gt;Sia in Campania che in Calabria sono state sciolte anche delle ASL.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-717545798593280756?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/717545798593280756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=717545798593280756&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/717545798593280756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/717545798593280756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/comuni-sciolti-per-infiltrazione.html' title='Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa dal 1991 al 2007 (febbraio)'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8119878031529047103</id><published>2008-02-28T17:08:00.002+01:00</published><updated>2008-02-28T17:09:26.777+01:00</updated><title type='text'>Lotta alla criminalità organizzata</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bcpjsB0VI/AAAAAAAAAPw/jwPJAjX4QoY/s1600-h/map-1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172063828594250066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bcpjsB0VI/AAAAAAAAAPw/jwPJAjX4QoY/s320/map-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Presenza di organizzazioni criminali in Europa&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli specialisti del Consiglio d’Europa su aspetti di diritto penale e su aspetti di criminologia appartenenti al crimine organizzato (PS-S-CO), fanno nel loro rapporto annuale una stima, basata sulle risposte comunicate dagli Stati che partecipano a questi studi, relativa alla presenza delle organizzazioni criminali in Europa. Esistono forti disparità per quanto riguarda la natura delle statistiche comunicate e molti paesi non dispongono di dati molto precisi. Tuttavia i paesi possono essere raggruppati in cinque grandi categorie:&lt;br /&gt;I paesi che classificano più di 500 organizzazioni criminali sul loro territorio (Germania, Italia, Polonia, Romania, Russia, Ucraina);&lt;br /&gt;I paesi che contano tra 200 e 500 organizzazioni criminali sul loro territorio (Belgio, Francia, Gran Bretagna);&lt;br /&gt;I paesi che contano tra 100 e 200 organizzazioni criminali sul territorio (Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania, Moldavia, Paesi Bassi, Spagna, l’Ex-repubblica jugoslava di Macedonia);&lt;br /&gt;I paesi che contano tra 25 e 100 organizzazioni criminali sul territorio (Danimarca, Irlanda, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Turchia);&lt;br /&gt;I paesi che contano meno di 25 organizzazioni criminali sul loro territorio (Andorra, Austria, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8119878031529047103?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8119878031529047103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8119878031529047103&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8119878031529047103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8119878031529047103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/lotta-alla-criminalit-organizzata.html' title='Lotta alla criminalità organizzata'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bcpjsB0VI/AAAAAAAAAPw/jwPJAjX4QoY/s72-c/map-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8248338930065318106</id><published>2008-02-28T17:03:00.002+01:00</published><updated>2008-02-28T17:05:19.387+01:00</updated><title type='text'>MAFIA: COSA FA IN TOSCANA? REGIONE COMMISSIONA RICERCA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bbqjsB0UI/AAAAAAAAAPo/Q7LN90u1-Gs/s1600-h/impr+-+mafia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172062746262491458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bbqjsB0UI/AAAAAAAAAPo/Q7LN90u1-Gs/s320/impr+-+mafia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che faccia ha la criminalita' organizzata in Toscana? Dove si concentra, come e che tipo di reati compie? Sono le domande a cui rispondera' una ricerca mirata che la Regione Toscana ha affidato ad "Avviso Pubblico", associazione di enti locali e regionali per la formazione civile contro le mafie (www.avvisopubblico.it). La ricerca servira' a raccogliere dati oggettivi di carattere giuridico istituzionale utili a disegnare un quadro storico dagli anni '60 ad oggi sulla presenza di criminalita' organizzata di tipo mafioso in Toscana. E dara' una risposta concreta al bisogno che hanno gli enti locali, ma anche le associazioni e le scuole, di conoscere in modo corretto il fenomeno mafioso. La raccolta di materiali e poi l'elaborazione dureranno piu' di un anno perche' si trattera' di studiare non solo gli atti giudiziari dei tribunali toscani ma quelli di tutta Italia, come ha spiegato il coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, Pierpaolo Romani. L'iniziativa e' stata presentata stamani a palazzo Bastogi dal vicepresidente della Regione, Federico Gelli, nell'ambito della riunione del tavolo della legalita' e della sicurezza istituto qualche mese fa al quale, tra gli altri, hanno partecipato il prefetto di Firenze Andrea De Martino e il gia' procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna. Molte le novita' emerse dall'incontro. Perche' il tavolo, come ha avuto modo di sottolineare il vicepresidente, oltre che aprire e alimentare il confronto sui temi della legalita' e della lotta alla violenza, ha lo scopo di mettere in piedi azioni e progetti capaci di dare concretezza alle idee importanti che lo ispirano. Sono state innanzitutto illustrate le iniziative legate all'anniversario della strage di via de' Georgofili (quindici anni il 26 maggio prossimo) che la Regione presentera' con la collaborazione dell'associazione vittime di via de' Georgofili e che quest'anno si concentreranno sul teatro&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8248338930065318106?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8248338930065318106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8248338930065318106&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8248338930065318106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8248338930065318106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-cosa-fa-in-toscana-regione.html' title='MAFIA: COSA FA IN TOSCANA? REGIONE COMMISSIONA RICERCA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bbqjsB0UI/AAAAAAAAAPo/Q7LN90u1-Gs/s72-c/impr+-+mafia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8921828500965717206</id><published>2008-02-28T17:02:00.000+01:00</published><updated>2008-02-28T17:03:25.531+01:00</updated><title type='text'>MAFIA: IN TOSCANA AUMENTA 'PESO' DI MAFIA RUSSA E RUMENA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bbHjsB0TI/AAAAAAAAAPg/RDyWYy6HWnw/s1600-h/mafia+russa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172062144967070002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bbHjsB0TI/AAAAAAAAAPg/RDyWYy6HWnw/s320/mafia+russa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; - In Toscana aumenta il 'peso' della mafia russa e di quella rumena. Il dato emerge dal rapporto annuale 2007 'Legalita' e giustizia sociale per una Toscana piu' sicura', curato dalla 'Fondazione Antonino Caponnetto'. Un documento che riassume la situazione per l'anno trascorso, sottolineando allo stesso tempo le prospettive per il 2008.  Secondo quanto illustrato da Salvatore Calleri, presidente della Fondazione, "la Toscana non e' terra di mafia, ma la mafia c'e' e' non dobbiamo abbassare la guardia". Tre, nello specifico, sono i 'filoni' nei quali si suddivide l'attivita' fuorilegge: la criminalita' organizzata, la criminalita' di strada e l'illegalita' diffusa. Nella criminalita' organizzata, oltre alla mafia cinese, a quella italiana e ad altre mafie straniere, fa la sua comparsa in modo rilevante la mafia russa, gia' presente negli anni passati e che oggi vede le sue zone a maggior rischio in Toscana nelle coste della regione, oltre che Forte dei Marmi, Isola d'Elba, Montecatini e Firenze, soprattutto nel 'segmento' del riciclaggi del denaro sporco.  "La Toscana - ha detto Calleri - e' un territorio economicamente ricco e che per sua natura risulta permeabile alle infiltrazioni finanziarie mafiose". Secondo quanto emerge dal rapporto annuale, non si tratta comunque di controlli del territorio come quelli che si registrano nelle regioni del sud, come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. "Rispetto a queste regioni - ha spiegato il presidente della Fondazione - in Toscana manca il consenso sociale alle organizzazioni criminali ed esiste tra cittadini ed istituzioni una forte identita' antimafiosa, oltre che una notevole sensibilita' ai valori della legalita' e della giustizia sociale".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8921828500965717206?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8921828500965717206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8921828500965717206&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8921828500965717206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8921828500965717206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-in-toscana-aumenta-peso-di-mafia.html' title='MAFIA: IN TOSCANA AUMENTA &apos;PESO&apos; DI MAFIA RUSSA E RUMENA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bbHjsB0TI/AAAAAAAAAPg/RDyWYy6HWnw/s72-c/mafia+russa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8247696580135211518</id><published>2008-02-28T16:59:00.002+01:00</published><updated>2008-02-28T17:00:16.349+01:00</updated><title type='text'>La Cassazione scarcera figlio di Riina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bagDsB0SI/AAAAAAAAAPY/e5EzqtE2aKw/s1600-h/riina01G.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172061466362237218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bagDsB0SI/AAAAAAAAAPY/e5EzqtE2aKw/s320/riina01G.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Presto libero per scadenza dei termini, Giuseppe Salvatore. Il terzogenito del boss è accusato d'associazione mafiosa&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Corte di Cassazione ha disposto la scarcerazione, per scadenza dei termini, di Giuseppe Salvatore Riina, figlio terzogenito del boss di Corleone Totò Riina, detenuto al 41 bis a Sulmona. Riina jr dovrebbe essere liberato a breve. Soddisfazione è stata espressa dall’ avvocato di Riina, Luca Cianferoni.Giuseppe Salvatore Riina è stato arrestato nel 2002. Accusato di associazione mafiosa ed estorsione era stato condannato in primo grado a 14 anni e 6 mesi. In appello la pena era stata ridotta a 11 anni e 8 mesi. La Corte di cassazione, però, aveva annullato senza rinvio la condanna per estorsione e con rinvio quella per associazione mafiosa. Il processo era tornato davanti ad un’altra sezione della corte d’appello di Palermo che aveva condannato nuovamente Riina per l’associazione mafiosa a 8 anni e 10 mesi. I legali, intanto, avevano fatto ricorso al tribunale del riesame di Palermo contro la custodia cautelare in carcere del terzogenito del capomafia di Corleone, sostenendo che nel frattempo erano decorsi i termini di carcerazione. I giudici della libertà l’avevano respinto. I difensori si sono rivolti a questo punto alla Cassazione «che - ha detto l’avvocato Cianferoni - ha annullato la misura senza rinvio, disponendo la liberazione immediata di Riina».&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8247696580135211518?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8247696580135211518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8247696580135211518&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8247696580135211518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8247696580135211518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/la-cassazione-scarcera-figlio-di-riina.html' title='La Cassazione scarcera figlio di Riina'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8bagDsB0SI/AAAAAAAAAPY/e5EzqtE2aKw/s72-c/riina01G.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-406026110136314775</id><published>2008-02-28T07:35:00.000+01:00</published><updated>2008-02-28T07:37:25.605+01:00</updated><title type='text'>«Niente casa popolare a boss e pedofili»esclusi dall'assegnazione anche estortori e falsi poveri</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8ZWlDsB0RI/AAAAAAAAAPQ/uBP32WAfSvY/s1600-h/C_0_articolo_399861_immagine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171916416726716690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8ZWlDsB0RI/AAAAAAAAAPQ/uBP32WAfSvY/s320/C_0_articolo_399861_immagine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'ultima sfida del sindaco di Gela, Rosario Crocetta, finito più volte nel mirino dei clan nisseni&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'aveva detto e ha mantenuto la sua promessa. All'inizio di febbraio gli inquirenti hanno sventato un &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_09/mafia_sindaco_gela_dd85fdf0-d6f8-11dc-b781-0003ba99c667.shtml" target=""&gt;piano delle cosche nissene per uccidere il primo cittadino&lt;/a&gt;, considerato scomodo per il suo tentativo di gestire gli appalti in maniera limpida, per la lotta al racket delle estorsioni, "colpevole" secondo i boss anche di aver licenziato la moglie di un capo mafia assunta dal Comune perché risultava «nullatenente». «Continuerò la mia battaglia» ha detto in quell'occasione Crocetta riferendosi alla sua lotta alla mafia. Promessa mantenuta: il Comune di Gela ha escluso dalla graduatoria delle case popolari mafiosi, pedofili, falsi poveri e quanti hanno precedenti per estorsione.&lt;br /&gt;I DATI - L'amministrazione ha assegnato martedì 80 alloggi, tenendo fuori boss e pedofili ma non solo. Su 160 iscritti infatti sono state riscontrate una sessantina di dichiarazioni false. Una ventina di persone inoltre, tra quelle iscritte, hanno riportato condanne per le quali il Comune aveva previsto l'esclusione dal diritto della casa popolare.&lt;br /&gt;GLI ESCLUSI - Dalla graduatoria sono stati depennati, oltre a quanti sono accusati di truffa, anche persone con precedenti per mafia, estorsione e reati di pedofilia. Il Comune di Gela applica questa linea non solo per l'assegnazione delle case popolari ma anche per altri interventi di tipo sociale: l'amministrazione guidata da Crocetta fa sapere infatti che a coloro che hanno precedenti per esorsione, mafia e pedofilia «non vengono concessi contributi e agevolazioni». &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-406026110136314775?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/406026110136314775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=406026110136314775&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/406026110136314775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/406026110136314775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/niente-casa-popolare-boss-e.html' title='«Niente casa popolare a boss e pedofili»esclusi dall&apos;assegnazione anche estortori e falsi poveri'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8ZWlDsB0RI/AAAAAAAAAPQ/uBP32WAfSvY/s72-c/C_0_articolo_399861_immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2874528878005049083</id><published>2008-02-26T21:08:00.002+01:00</published><updated>2008-02-26T21:08:39.593+01:00</updated><title type='text'>San Giovanni Valdarno la Guardia di Finanza sequestra impianto di stoccaggio rottamazione e smaltimento di rifiuti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8RxujsB0QI/AAAAAAAAAPI/F5u_aO3wPfA/s1600-h/20060907_rifiuti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171383316796002562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8RxujsB0QI/AAAAAAAAAPI/F5u_aO3wPfA/s320/20060907_rifiuti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nell'ambito di una operazione coordinata a livello provinciale a tutela dell'ambiente, i finanzieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno hanno individuato e sottoposto a sequestro un impianto di stoccaggio gestito in difformità alle prescrizioni previste dalle autorizzazioni concesse dalle competenti Autorità.Il gestore della struttura di rottamazione, tale F.S. di anni 41, è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per violazione dell'art. 256 inerente la conservazione e smaltimento dei rifiuti.L'impianto è collocato all'interno di un'area di circa 5.500 mq che conteneva oltre 200 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, al di fuori dei limiti consentiti.Sulla superficie, le Fiamme Gialle hanno altresì rinvenuto numerose carcasse di auto accatastate, nonché oli lubrificanti e liquidi refrigeranti estratti dai rottami dispersi senza alcuna tutela igienico - ambientale.L'intervento, eseguito in sinergia con personale della Polizia Provinciale, l'ARPAT, l'ASL e l'Ispettorato del Lavoro, ha permesso anche di individuare n. 2 lavoratori "in nero", in merito a quest'ultima circostanza, la ditta è stata oggetto di provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2874528878005049083?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2874528878005049083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2874528878005049083&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2874528878005049083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2874528878005049083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/san-giovanni-valdarno-la-guardia-di.html' title='San Giovanni Valdarno la Guardia di Finanza sequestra impianto di stoccaggio rottamazione e smaltimento di rifiuti'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8RxujsB0QI/AAAAAAAAAPI/F5u_aO3wPfA/s72-c/20060907_rifiuti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6076581456501937452</id><published>2008-02-26T20:28:00.003+01:00</published><updated>2008-02-26T20:31:51.271+01:00</updated><title type='text'>CAMORRA: 17 ARRESTI E SEQUESTRATI BENI 6 MLN EURO IN TOSCANA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8RoizsB0PI/AAAAAAAAAPA/q82oTwbFZRU/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171373219327889650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8RoizsB0PI/AAAAAAAAAPA/q82oTwbFZRU/s320/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dall'alba di oggi militari del G.I.C.O. del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze stanno eseguendo 17 misure restrittive a carico di altrettante persone appartenenti ad un'organizzazione a delinquere di stampo camorristico che operava in Versilia, dedita all'usura, all'abusivismo finanziario ed al riciclaggio.  E' quanto si legge in una nota. Il provvedimento e' stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Firenze su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia a conclusione di un'articolata attivita' investigativa, protrattasi per oltre due anni, durante la quale e' stato tratto in arresto un pericoloso latitante ritenuto personaggio di spicco della criminalita' organizzata catanese, appartenente al clan mafioso dei Santapaola, gia' gravato da numerosi precedenti per associazione di stampo mafioso. Gli arresti ed i sequestri di beni, mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 6.000.000,00 di euro, sono stati eseguiti a Viareggio, Napoli e Giugliano in Campania.Questo dimostra che le organizzazioni criminali oramai hanno ramificazioni in tutta Italia indi per cui tutte le istituzioni devono vigilare attentamente.Congratulazioni alla Guardia di Finanza per aver portato a termine questa operazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6076581456501937452?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6076581456501937452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6076581456501937452&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6076581456501937452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6076581456501937452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/camorra-17-arresti-e-sequestrati-beni-6.html' title='CAMORRA: 17 ARRESTI E SEQUESTRATI BENI 6 MLN EURO IN TOSCANA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8RoizsB0PI/AAAAAAAAAPA/q82oTwbFZRU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2073066879095672547</id><published>2008-02-25T21:00:00.002+01:00</published><updated>2008-02-25T21:05:13.123+01:00</updated><title type='text'>RIFIUTI: GRILLO, SONO QUI PER CHIEDERE SCUSA AI CAMPANI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MfZTsB0OI/AAAAAAAAAO4/3nxiZy-l7Ks/s1600-h/00012854-constrain-240x300.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171011316793594082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MfZTsB0OI/AAAAAAAAAO4/3nxiZy-l7Ks/s320/00012854-constrain-240x300.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Sono venuto a chiedere scusa a una regione martoriata dalla storia, per quello che e' stato fatto a questa terra qui, per i vari Berlusconi e Veltroni, e Bassolino e Iervolino e Mussolini". Cosi' esordisce Beppe Grillo in una affollata conferenza stampa a margine del "Monnezza day" organizzato dai meetup grillini e da alcune associazioni a Napoli per protestare contro la gestione dell'emergenza rifiuti in Campania ed educare alla differenziata spinta. "La vostra emergenza e' stata voluta e calcolata a tavolino dalle banche e da Impregilo - attacca subito - la camorra ha fatto solo d manovalanza, anche perche' non e' stupida, non e' quotata in borsa e non vuole chiasso per i propri affari". E ancora: "voglio denunciare la gente che va in televisione e dice che gli inceneritori non fanno male alla saluta, perche' sono dei killer. Questo paese e' tenuto in coma farmacologico dai media e la gente non sa". Grillo chiede scusa per "l'altra meta' degli italiani che vi tratta da cialtroni e camorristi" ("prego, prego", gli risponde qualche giornalista facendo dell'ironia, dopo aver subito la prevedibile tirata sull'informazione che non informa) e provoca, proponendo una sorta di Lega in salsa napoletana. "Dall'altra parte dell'Adriatico - dice - 2 milioni di persone sono diventate indipendenti. Bene, forse e' l'ora di fare il referendum e staccarvi da Roma".''Le prossime elezioni sono illegali, illegittime e antipolitiche''. Lo ha detto Beppe Grillo salendo sul palco di piazza Dante a Napoli nel "giorno del rifiuto" davanti a circa 15mila persone. Grillo ha anche dichiarato che non andrà a votare: "Veltroni e Berlusconi ormai si copiano a vicenda - ha aggiunto - l'unica scelta fra i due non è sul programma ma solo sul colore dei capelli''. Poi, sui rifiuti, il comico ha chiesto scusa ai napoletani.&lt;br /&gt;Beppe Grillo, subito dopo la conferenza stampa svoltasi nel convitto Vittorio Emanuele in piazza Dante a Napoli, si è detto "orgoglioso" di aver deciso di non andare a votare: "Se non c'è la riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini - ha proseguito - perchè non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito e da oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd''.&lt;br /&gt;Secondo Grillo, "Veltroni e Berlusconi ormai si copiano a vicenda. L'unica scelta per il cittadino fra i due non è sul programma ma solo sul colore dei capelli''. Per Grillo Pdl e Pd sono soltanto delle sigle che non significano nulla: ''La sinistra doveva essere l'alternativa alla destra invece si è rivelata una falsa amica''. Il comico genovese ne ha avuto per tutti, dalla stima per Di Pietro che ''ha sempre abbracciato la filosofia del blog'', alla critica aspra nei confronti di Casini, a cui il comico ha attribuito il nomignolo ''Azzurro Caltagirone''. ''Dovrebbe occuparsi della famiglia di suo suocero che ha un conflitto d'interesse enorme'' ha detto Grillo del leader centrista. Poi non si è sbilanciato sulla scelta di Sinistra Arcobaleno: ''Andrà avanti per la sua strada con le sue idee''.&lt;br /&gt;Grillo ha concluso affermando che ''il cambiamento è affidato alla buona volontà di tutti i cittadini che decidono di occuparsi della politica reale dal basso, e senza l'influenza dell'ingerenza di una informazione che ritiene tutti in uno stato di coma farmacologico''. Il comico smentisce poi la presentazione di sue liste alle prossime elezioni politiche e conferma invece di proporre liste civiche alle amministrative e alle regionali. ''Il nostro modo di fare politica parte da un concetto diverso, noi usiamo avvocati, petizioni e referendum per un'azione che parta dal basso'', dice Grillo.&lt;br /&gt;Poi Grillo è passatoa a parlare dell'emergenza rifiuti: "'Vogliono farvi passare per briganti dal 1861, vi chiedo scusa a nome dell'altra metà del Paese che non vive di luoghi comuni". ''Siete stati traditi e umiliati da persone che hanno fatto solo quattrini - ha detto la senatrice Franca Rame presente all'incontro - ai camorristi come Sandokan dico di provare rimorso per aver portato nella vostra terra i rifiuti tossici delle imprese del Nord. La politica, poi, ha bruciato decine di miliardi per favorire delle imprese e non risolvere i problemi''.&lt;br /&gt;Ha partecipato alla "giornata del rifiuto" anche il magistrato Luigi De Magistris che ha voluto salutare il comico genovese dietro al palco di piazza Dante e gli ha consegnato una lettera che Grillo ha letto pubblicamente in piazza. ''Sul tema dei rifiuti, dalle indagini che ho svolto nel settore dell'emergenza ambientale sono emerse collusioni di numerosi ambienti istituzionali e io stesso in prima persona ho subito minacce e intimidazioni'', ha denunciato De Magistris.&lt;br /&gt;''Su temi così importanti per la vita delle persone ho preferito rimanere tra il pubblico e per questo ho inviato un messaggio di gratitudine e adesione alla vostra manifestazione. Apprezzo - si legge ancora nella lettera del magistrato - la capacità di Grillo di entrare nel cuore dei problemi e di individuare le responsabilità politiche e istituzionali di questo scempio che offende la dignità di una regione e di una nazione. Tutti insieme possiamo contribuire con il nostro impegno quotidiano e rendere l'Italia un Paese migliore'' ha concluso il magistrato. ''Questi sono gli esempi da seguire'', ha detto Grillo nel salutare De Magistris.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2073066879095672547?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2073066879095672547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2073066879095672547&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2073066879095672547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2073066879095672547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-grillo-sono-qui-per-chiedere.html' title='RIFIUTI: GRILLO, SONO QUI PER CHIEDERE SCUSA AI CAMPANI'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MfZTsB0OI/AAAAAAAAAO4/3nxiZy-l7Ks/s72-c/00012854-constrain-240x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6272316614149991182</id><published>2008-02-25T20:59:00.003+01:00</published><updated>2008-02-25T21:00:29.778+01:00</updated><title type='text'>Rifiuti, Corte dei Conti: ''Per Campania danno di immagine da 140 milioni''</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MeNjsB0MI/AAAAAAAAAOo/MIIv1njhEx0/s1600-h/rifiuti_campania_inf--200x150.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171010015418503362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MeNjsB0MI/AAAAAAAAAOo/MIIv1njhEx0/s320/rifiuti_campania_inf--200x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;''Negli ultimi anni speso inutilmente un fiume di denaro'' . Il procuratore regionale campano della magistratura contabile: ''E' la stima complessiva di 14 anni di &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/ext/adnsearch_int.php?words=rifiuti&amp;amp;cerca=..%2Fext%2Fadnsearch_int.php" target="http://www.adnkronos.com/IGN/ext/adnsearch_int.php?words=" cerca="..%2Fext%2Fadnsearch_int.php"&gt;emergenza&lt;/a&gt;. Effetti devastanti dalla crisi in atto, molto al di là delle più nere attese'' &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; Il danno di immagine che la Campania subisce a causa della decennale &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/ext/adnsearch_int.php?words=rifiuti&amp;amp;cerca=..%2Fext%2Fadnsearch_int.php" target="http://www.adnkronos.com/IGN/ext/adnsearch_int.php?words=" cerca="..%2Fext%2Fadnsearch_int.php"&gt;emergenza rifiuti&lt;/a&gt; si calcola in non meno di 10 milioni di euro all'anno. A indicarlo è il procuratore regionale campano della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, che spiegando il peso sulle finanze pubbliche della crisi in atto parla di "effetti devastanti, andati molto al di là delle più nere attese". Perché, denuncia la magistratura contabile campana, "al fiume di denaro inutilmente e spesso illegittimamente speso negli ultimi anni, si è aggiunta ora un'emergenza sanitaria, ambientale, economica che ha già iniziato a produrre e produrrà effetti deleteri sull'assetto socio-economico campano e quindi anche sulle finanze pubbliche". Se moltiplicato per i 14 anni di emergenza rifiuti nella Regione, il dato porta il solo danno di immagine cumulato a circa 140 milioni di euro complessivi. Per il procuratore regionale campano della Corte dei Conti, dunque, ''l'emergenza rifiuti sta provocando e provocherà notevolissime fuoriuscite di denaro pubblico, indipendentemente dalle soluzioni scelte per superarla, oltre quello che è stato speso finora senza risultati". A ciò si aggiunga la vasta eco della vicenda, con ''tutta la stampa locale, nazionale e internazionale'' che ''ha dato risalto al disastro che si andava compiendo in Napoli e in Campania, con riflessi sull'immagine non solo di tali enti territoriali, ma anche dell'Italia all'estero''. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6272316614149991182?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6272316614149991182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6272316614149991182&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6272316614149991182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6272316614149991182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-corte-dei-conti-per-campania.html' title='Rifiuti, Corte dei Conti: &apos;&apos;Per Campania danno di immagine da 140 milioni&apos;&apos;'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MeNjsB0MI/AAAAAAAAAOo/MIIv1njhEx0/s72-c/rifiuti_campania_inf--200x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5185468373994514143</id><published>2008-02-25T20:58:00.002+01:00</published><updated>2008-02-25T20:59:14.844+01:00</updated><title type='text'>ECOMAFIA: NOE DI AVERSA SMANTELLA TRAFFICO DI RIFIUTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MeBDsB0LI/AAAAAAAAAOg/MrbPqqUWN6s/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171009800670138546" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MeBDsB0LI/AAAAAAAAAOg/MrbPqqUWN6s/s320/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Colpito da un'ordinanza di custodia un esponente di spicco della camorra nell'ambito del "clan dei casalesi". I Carabinieri del NOE e del Reparto Territoriale di Aversa, dopo numerose investigazioni, hanno smantellato un'associazione camorristica dedita al traffico illecito di rifiuti e alla commissione di delitti contro la persona ed il patrimonio, facente capo al potente "clan dei casalesi", radicato e operante prevalentemente nella provincia di Caserta. L'organizzazione, per non sostenere il costo del regolare smaltimento dei rifiuti, per conseguirne profitto, ha simulato attivita' di compostaggio mai effettuate, smaltendo invece abusivamente, su terreni agricoli messi a disposizione da compiacenti proprietari, rifiuti costituiti da fanghi di depurazione ed altri comportabili, per quantitativo di piu' di 8.000 tonnellate di rifiuti ed un guadagno illecito di circa 400.000 euro. Accogliendo le richieste della Procura della Repubblica - DDA di Napoli, dei Pm Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera, il GIP del Tribunale di Napoli ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del capo dell'organizzazione, disponendo il sequestro di tre vasti appezzamenti di terreno agricolo nella provincia di Caserta, dei locali in uso a una societa' di trasporti con tutti gli automezzi utilizzati per i trasporti di rifiuti e di un grosso impianto di compostaggio. I reati ipotizzati sono quelli di concorso in attivita' organizzata per traffico illecito di rifiuti e truffa aggravata ai danni del Commissario di Governo per l'Emergenza Rifiuti, della Regione Campania e degli Enti locali interessati alla raccolta e allo smaltimento di rifiuti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5185468373994514143?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5185468373994514143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5185468373994514143&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5185468373994514143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5185468373994514143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/ecomafia-noe-di-aversa-smantella.html' title='ECOMAFIA: NOE DI AVERSA SMANTELLA TRAFFICO DI RIFIUTI'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R8MeBDsB0LI/AAAAAAAAAOg/MrbPqqUWN6s/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-7038826002591856595</id><published>2008-02-23T16:59:00.001+01:00</published><updated>2008-02-23T16:59:42.894+01:00</updated><title type='text'>Il crollo di Cosa Nostra, se non "controllato", può essere un rischio per lo Stato</title><content type='html'>Probabilmente mai come ora Cosa Nostra è con le spalle al muro. La più potente organizzazione criminale del mondo, dopo i recenti arresti in serie, è stata decimata nei suoi vertici. Ovviamente ciò è una notizia positiva, che però potrebbe comportare alcuni rischi. Il primo è quello di una nuova Guerra di Mafia, per ristabilire le gerarchie di potere, dopo che molti appartenenti alle sfere alte dell'associazione, sono stati arrestati. Dopo le bombe del 1993, la mafia era tornata silente e nel silenzio aveva ricominciato a fare affari. Ora che i vertici sono traballanti, gli affiliati potrebbero scontrarsi duramente, per ottenere una posizione egemone. "La Mafia - come diceva Falcone - è un fatto umano e come ha avuto un inizio, avrà anche una fine". Tutti ci auguriamo che questa fine sia prossima, ma c'è un altro problema, di cui lo Stato dovrà farsi carico. Cosa Nostra infatti, seppure da una posizione di illegalità, mantiene un certo ordine, dall'alto della sua egemonia criminale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-7038826002591856595?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/7038826002591856595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=7038826002591856595&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7038826002591856595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7038826002591856595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/il-crollo-di-cosa-nostra-se-non.html' title='Il crollo di Cosa Nostra, se non &quot;controllato&quot;, può essere un rischio per lo Stato'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6107224655552418771</id><published>2008-02-21T13:14:00.003+01:00</published><updated>2008-02-21T13:20:28.925+01:00</updated><title type='text'>Italia: assolto in appello Gerardo Cuomo, protagonista Ticinogate</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R71rRDsB0KI/AAAAAAAAAOY/Ao-igKYIHaQ/s1600-h/keyimg20041120_5353191_0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169405888083120290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R71rRDsB0KI/AAAAAAAAAOY/Ao-igKYIHaQ/s320/keyimg20041120_5353191_0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Corte d'appello di Bari ha assolto Gerardo Cuomo, di 62 anni, presunto boss del contrabbando internazionale e protagonista del Ticinogate, accusato di aver preso parte ad un'associazione mafiosa che tra il 1996 e il 2000 avrebbe introdotto in Puglia dal Montenegro mille tonnellate al mese di tabacchi, riciclando denaro in Svizzera. "Il fatto non sussiste", hanno stabilito i giudici.La Corte ha quindi ribaltato la sentenza di primo grado, pronunciata dal tribunale di Bari nel novembre del 2004, che condannava Cuomo a sette anni e quattro mesi di reclusione. In quell'occasione il pubblico ministero inquirente della Divisione distrettuale antimafia di Bari, Giuseppe Scelsi, aveva chiesto la condanna alla pena di dieci anni.Assieme a Cuomo sono stati assolti anche Alexander Hagsteiner, svizzero di 50 anni, ex funzionario della filiale della Banque Nationale de Paris di Lugano (condannato in primo grado a tre anni di reclusione per associazione mafiosa) ed Elio Galli, di 58, di Como (già condannato a due anni e otto mesi per riciclaggio). Pena ridotta a due anni (da quattro anni e otto mesi) per Nedo Caneva, di 46 anni, di Melano.Prima di essere estradato in Italia Cuomo venne condannato il 27 giugno 2001 dalla Corte delle assise correzionali di Lugano a dieci mesi di detenzione con la condizionale e all'espulsione per cinque anni dal territorio svizzero, per complicità in corruzione passiva aggravata, nel processo che aveva avuto per protagonista il giudice Franco Verda.La Corte di cassazione e revisione penale del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ridusse il 30 aprile 2002 la pena a sette mesi di detenzione e sospese condizionalmente la sanzione accessoria dell'espulsione per un periodo di prova di due anni, accogliendo parzialmente il ricorso di Cuomo. Il 21 febbraio 2003 il Tribunale federale respinse un ulteriore ricorso del condannato, mettendo in pratica il punto finale al "Ticinogate".Cuomo è stato scagionato perchè " il fatto non sussiste " viene meno quindi il castello accusatorio ed inoltre dovra essere reso tutto il patrimonio confiscato in precedenza ammontante a svariati e svariati milioni di euro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6107224655552418771?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6107224655552418771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6107224655552418771&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6107224655552418771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6107224655552418771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/italia-assolto-in-appello-gerardo-cuomo.html' title='Italia: assolto in appello Gerardo Cuomo, protagonista Ticinogate'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R71rRDsB0KI/AAAAAAAAAOY/Ao-igKYIHaQ/s72-c/keyimg20041120_5353191_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1150159741123815527</id><published>2008-02-21T12:26:00.003+01:00</published><updated>2008-02-21T12:29:34.373+01:00</updated><title type='text'>Mafia: operazione "Secrets business"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R71f5jsB0JI/AAAAAAAAAOQ/QI6QFmtozo0/s1600-h/bernardo-provenzano-web.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169393389728288914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R71f5jsB0JI/AAAAAAAAAOQ/QI6QFmtozo0/s320/bernardo-provenzano-web.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sequestrati beni per un valore complessivo di circa 150 milioni di euro riconducibili a  Bernardo Provenzano e al boss Salvatore Lo Piccolo. I poliziotti della sezione misure di prevenzione della questura di Palermo hanno sequestrato beni riconducibili al capo di Cosa nostra Bernardo Provenzano e al boss Salvatore Lo Piccolo per un valore complessivo di circa 150 milioni di euro. I provvedimenti di sequestro sono stati disposti dai giudici del tribunale di Palermo su richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. L'operazione è stata denominata "secrets business" ed ha portato al sequestro, fra le altre cose, di una serie di ville a San Vito Lo Capo, località di mare del trapanese, e una cava di materiale inerte in provincia di Palermo.Sequestrato un vero e proprio tesoro,come molto spesso viene detto non c'è cosa peggiore per i boss mafiosi che il sequestro dei beni.Un altra operazione riuscita con successo,in questi due anni sono stati inferti durissimi colpi alle varie organizzazioni criminali.&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1150159741123815527?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1150159741123815527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1150159741123815527&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1150159741123815527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1150159741123815527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-operazione-secrets-business.html' title='Mafia: operazione &quot;Secrets business&quot;'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R71f5jsB0JI/AAAAAAAAAOQ/QI6QFmtozo0/s72-c/bernardo-provenzano-web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2688513220830189563</id><published>2008-02-20T15:43:00.002+01:00</published><updated>2008-02-20T15:44:26.755+01:00</updated><title type='text'>'Ndrangheta/ L'antimafia: è diventata tentacolare come Al Qaeda</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7w8vDsB0II/AAAAAAAAAOI/Qf5VhdssF04/s1600-h/C_0_articolo_399805_immagine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169073251455979650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7w8vDsB0II/AAAAAAAAAOI/Qf5VhdssF04/s320/C_0_articolo_399805_immagine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La 'ndrangheta cresce e si espande "alla maniera di al Qaeda, con un'analoga struttura tentacolare priva di una direzione strategica ma caratterizzata da una sorta di intelligenza organica, di una vitalità che è quella delle neoplasie, e munita di una ragione sociale di enorme, temibile affidabilità". E' quanto si legge nella prima relazione annuale sulla 'ndrangheta approvata all'unanimità dalla Commissione parlamentare Antimafia. La 'ndrangheta è "oggi la più robusta e radicata organizzazione, diffusa nell'intera Calabria e ramificata in tutte le regioni del Centro-Nord, in Europa e in altri Paesi stranieri cruciali per le rotte del narcotraffico". Il contagio delle 'ndrine va "da Rosarno all'Australia, da San Luca a Duisburg. Molecole criminali che schizzano, si diffondono e si riproducono nel mondo. Una mafia liquida che si infila dappertutto, riproducendo, in luoghi lontanissimi da quelli in cui è nata, il medesimo antico, elementare ed efficace modello organizzativo. Alla maniera delle grandi catene di fast-food, offre in tutto il mondo, l'identico, riconoscibile, affidabile marchio e lo stesso prodotto criminale".&lt;br /&gt;ANTIMAFIA, NESSUNA DENUNCIA CONFINDUSTRIA CALABRIA- "Dalla Confindustria della Calabria non abbiamo sentito una sola delle parole pronunciate da Confindustria Sicilia". Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Francesco Forgiane denuncia la scarsa collaborazione degli imprenditori locali sul versante della lotta all'estorsione e all'usura. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2688513220830189563?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2688513220830189563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2688513220830189563&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2688513220830189563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2688513220830189563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/ndrangheta-lantimafia-diventata.html' title='&apos;Ndrangheta/ L&apos;antimafia: è diventata tentacolare come Al Qaeda'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7w8vDsB0II/AAAAAAAAAOI/Qf5VhdssF04/s72-c/C_0_articolo_399805_immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8911446297063585108</id><published>2008-02-20T13:55:00.002+01:00</published><updated>2008-02-20T13:55:51.232+01:00</updated><title type='text'>RIFIUTI: STOP A DUE IMPIANTI IN CAMPANIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7wjSjsB0HI/AAAAAAAAAOA/0cQzmC0jCr4/s1600-h/re206xmtX_20080206.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169045274039013490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7wjSjsB0HI/AAAAAAAAAOA/0cQzmC0jCr4/s320/re206xmtX_20080206.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non riaprono le vecchie discariche, pericolose e inutilizzabili, si punta sui nuovi siti, già individuati nel decreto del luglio scorso a Savignano Irpino (Avellino), Sant'Arcangelo Trimonte (Benevento) e Terzigno (Napoli) ma i tempi per attrezzarli non sono brevi e si studia l'ipotesi, già emersa ieri, di portare i rifiuti in Germania per compiere un'operazione di liberazione delle strade della Campania dalla spazzatura, con oltre 200 mila tonnellate da rimuovere. Il commissario di governo, Gianni De Gennaro, rivede il piano e esclude la possibilità di riaprire le vecchie discariche di Difesa Grande in Irpinia e di Villaricca, nel Napoletano, per le quali è necessaria invece un'operazione di bonifica. "La gente - dice De Gennaro - aveva ragione". Si esprime così dopo aver chiesto ai tecnici del Genio militare di controllare tutte le discariche sulle quali vi sono inchieste in corso da parte delle Procure. Infiltrazioni di percolato, discariche abusive sottostanti, gravi rischi di crolli sono alcuni degli elementi che rendono impossibile la riapertura dei siti. Non riaprirà nemmeno Lo Uttaro, nel Casertano perche', spiega il commissario, "sono stati avviati accertamenti per conto dell'autorità giudiziaria, cui spetta il compito di valutarne l'esito al termine dei relativi esami". Di sicuro, De Gennaro intende raggiungere l'obiettivo che è quello di ripulire le strade entro la metà di aprile per evitare conseguenze negative dall'arrivo del caldo. "Prosegue con determinazione - è il suo messaggio - l'azione per raggiungere gli obiettivi fissati dal Governo". Ma la strada non sarà facile, come finora sono state tante le difficoltà. A Savignano Irpino, ad esempio, in 3.000 hanno manifestato contro la decisione di realizzare la discarica provinciale in contrada Pustarza e destinata ad accogliere 700 mila tonnellate di rifiuti. In piazza sono scesi i sindaci di diversi comuni dell'Irpinia ma anche della vicina provincia di Foggia. Non sono mancate le tensioni. I tecnici dell'Arpa che si erano recati sul sito per cominciare i carotaggi sono stati messi in fuga dai manifestanti. Domani, comunque, torneranno sul sito. La prossima settimana saranno effettuati i carotaggi nel Sannio a Sant'Arcangelo Trimonte. Anche qui, però, il clima non é affatto positivo. Secondo il sindaco Aldo Giangregorio sul territorio del comune non ci sono aree idonee per ospitare discariche. La situazione resta molto difficile. Scenario drammatico in diverse zone della province dove, in alcuni casi, non si raccolgono rifiuti da terra addirittura da Natale. Ma anche a Napoli crescono le giacenze. I siti di stoccaggio si stanno esaurendo ed occorre trovare nuovi sbocchi ma bisogna farlo al più presto. Continuano i roghi di spazzatura. In questo scenario, gli albergatori della Campania scrivono una lettera all'assessore regionale al Turismo, Domenico De Masi. "Bisogna fare presto", altrimenti c'é il rischio che si arrivi ad una "gran parte di alberghi chiusi o con grosse difficoltà di sopravvivenza". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8911446297063585108?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8911446297063585108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8911446297063585108&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8911446297063585108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8911446297063585108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-stop-due-impianti-in-campania.html' title='RIFIUTI: STOP A DUE IMPIANTI IN CAMPANIA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7wjSjsB0HI/AAAAAAAAAOA/0cQzmC0jCr4/s72-c/re206xmtX_20080206.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1202349241818988460</id><published>2008-02-20T13:53:00.002+01:00</published><updated>2008-02-20T13:54:30.457+01:00</updated><title type='text'>Rifiuti, Napoli è al collasso. Guerra di discarica in Irpinia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7wi3zsB0GI/AAAAAAAAAN4/Rn2zUhk8GyE/s1600-h/1031-NAPOLI_A.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169044814477512802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7wi3zsB0GI/AAAAAAAAAN4/Rn2zUhk8GyE/s320/1031-NAPOLI_A.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lunedì 18 febbraio, il vento gelido non ferma i cittadini di Savignano Irpino provincia di Avellino che in mattinata hanno inscenato l'ennesima protesta dei rifiuti in Campania.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;È stato organizzato uno scudo umano di 300 persone per ostacolare il passaggio delle trivelle utilizzate per i lavori di sversamento del terreno nell'area del sito in fase di costruzione. «La discarica non s'ha da fare»! I cittadini di Savignano (in realtà è l'unico sito attualmente confermato dal commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro) l'avevano già ribadito nel luglio scorso quando l'area era stata scelta dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Croci di legno con le immagini di De Gennaro, Bassolino, Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali fautori della discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica. Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette civili e cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria Caserta-Foggia. Un migliaio di persone ha invaso i binari della stazione di Savignano per tutta la giornata. Numerosi i convogli bloccati a Benevento e Foggia, sostituiti da Trenitalia con servizi di autobus. Tra i manifestanti anche i sindaci della zona e dei vicini comuni della provincia di Foggia. La città di Napoli è al collasso. Sono circa 2.400 le tonnellate di rifiuti in strada, in provincia si arriva a quota 200 mila tonnellate. Ieri due vigili del fuoco sono rimasti feriti mentre tentavano di spegnere un incendio in un cumulo di rifiuti a Melito. A provocarne il ferimento l'esplosione di una bomboletta di vernice mista a materiale infiammabile quale il propano. Uno spiraglio alla risoluzione potrebbe venire dall'accordo raggiunto con la Germania per un piano di smaltimento per il quale occoreranno 4-6 mesi. Sembra che il trasporto della spazzatura campana in Germania costerà ogni giorno allo Stato italiano circa 200mila euro. I rifiuti saranno inviati su nave in Germania, dove verranno bruciati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1202349241818988460?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1202349241818988460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1202349241818988460&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1202349241818988460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1202349241818988460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-napoli-al-collasso-guerra-di.html' title='Rifiuti, Napoli è al collasso. Guerra di discarica in Irpinia'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7wi3zsB0GI/AAAAAAAAAN4/Rn2zUhk8GyE/s72-c/1031-NAPOLI_A.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6064794577577766014</id><published>2008-02-19T20:50:00.000+01:00</published><updated>2008-02-19T20:52:21.401+01:00</updated><title type='text'>'Ndrangheta, il superboss Condello.In carcere fuori dalla 'sua' Calabria</title><content type='html'>Dopo l'arresto di ieri a Reggio, il capo dei capi stamani è stato trasferitoNel covo champagne e pizzini. "Provenzano in confronto era un dilettante"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era latitante dall'88 dopo essere stato scarcerato con una cauzione di 100 milioni di lireLe prime parole: "Non c'entro niente con queste inchieste e con la guerra di mafia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Cinque minuti prima delle 10 l'elicottero dei carabinieri Agusta Bell 412 è decollato con dentro il boss Pasquale Condello, 58 anni, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/arresto-condello/arresto-condello/arresto-condello.html"&gt;catturato nella tarda serata&lt;/a&gt; di ieri dopo 18 anni di latitanza. "Il supremo" della 'ndrangheta è stato trasferito fuori dalla Calabria. "Non c'entro niente con queste inchieste, con la guerra di mafia e con le nove ordinanze che avete emesso nei miei confronti": sono state le prime parole che il boss indiscusso della 'ndrangheta ha detto ai carabinieri del Ros che lo hanno arrestato nel rione Pellaro, nella zona sud di Reggio Calabria. Condello è apparso in buone condizioni di salute, con baffi e capelli ingrigiti, vestito con un giubbotto nero e pantaloni grigi di marca. I carabinieri hanno avuto l'impressione di avere di fronte un vero capo di 'ndrangheta con una personalità improntata alla "correttezza" che gli deriva dal ruolo in seno alla criminalità organizzata. Gli uomini delle forze dell'ordine hanno trovato un appartamento ben arredato, con mobilio confortevole, ma non di lusso o eccessivo. C'erano generi di conforto di qualità: due bottiglie di champagne francese sul tavolo, cibo e capi d'abbigliamento griffati. "Il supremo" della 'ndrangheta, era latitante dal 1988 dopo essere stato scarcerato dietro pagamento di una cauzione di 100 milioni di lire. All'epoca il boss era stato arrestato per associazione mafiosa, ma uscì dal carcere sfruttando l'istituto, allora in vigore, della scarcerazione per cauzione. Da quel momento Condello aveva fatto perdere ogni traccia. Numerosissimi pizzini sono stati trovati dai carabinieri nell'appartamento dove si nascondeva il superboss, che utilizzava in maniera metodica il sistema della comunicazione scritta con gli affiliati per impartire ordini e dare disposizioni. "Bernardo Provenzano - ha commentato un investigatore - in confronto era un dilettante".&lt;br /&gt;Già durante la fase delle indagini, gli uomini del Ros avevano intercettato alcuni di questi pizzini. Il boss utilizzava una terminologia che i carabinieri stanno cercando di decifrare nel dettaglio, associando ai soprannomi utilizzati da Condello nomi reali di persone, e ad alcune terminologie il vero significato inteso dal boss. Nell'appartamento nel rione Pellaro è stata trovata anche numerosa documentazione adesso al vaglio degli investigatori. Assieme a Condello è stato arrestato anche il proprietario dell'appartamento in cui è stato trovato il boss. Si tratta di Antonino Chillà, cugino di Salvatore Pellegrino, di 66 anni, ucciso in un agguato il 5 luglio dello scorso anno a Gioia Tauro. Pellegrino, conosciuto come "l'uomo mitra", negli anni settanta fu coinvolto in una faida che vide fronteggiarsi le famiglie dei Gioffrè con quella dei Pellegrino. In occasione del funerale di una delle vittime della faida, Pellegrino si presentò armato di una mitra facendo scappare tutti coloro che partecipavano al rito. Da qui il soprannome di "uomo mitra". Insieme a Chillà, accusato di favoreggiamento, nel blitz dei carabinieri, sono stati arrestati anche il nipote del boss, Giandomenico Condello, di 28 anni, ed il genero, Giovanni Barillà, di 30. Questi ultimi due, essendo parenti del latitante, sono accusati di procurata inosservanza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, con l'aggravante di aver agito per agevolare attività di associazione di tipo mafioso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6064794577577766014?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6064794577577766014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6064794577577766014&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6064794577577766014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6064794577577766014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/ndrangheta-il-superboss-condelloin.html' title='&apos;Ndrangheta, il superboss Condello.In carcere fuori dalla &apos;sua&apos; Calabria'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8964493252448269731</id><published>2008-02-19T20:46:00.003+01:00</published><updated>2008-02-19T20:48:19.323+01:00</updated><title type='text'>IL VESCOVO ANTIRACKET</title><content type='html'>SICILIA MONSIGNOR MICHELE PENNISI DI PIAZZA ARMERINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice che il pizzo è «un’industria del male», educa le coscienze a combattere i boss. Ora è sotto scorta, ma va avanti tranquillo: «Il Signore ci liberi dalla mafia».&lt;br /&gt;Da due settimane monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, è protetto dalle forze dell’ordine. Il vescovado è sorvegliato e, quando lui esce, l’autista telefona al comandante della stazione dei carabinieri per segnalare il movimento.&lt;br /&gt;Un vescovo nel territorio di Caltanissetta, Enna, Gela, «dove il fenomeno del pizzo è molto diffuso, e ancora più preoccupante è che le somme pagate vengano riscosse da esattori minorenni». Un vescovo che teorizza l’incompatibilità tra mafia e vita cristiana, che è cofondatore dell’Associazione antiracket e antiusura della provincia di Enna, che ritiene il pizzo «un’industria del male». Un vescovo che ogni giorno avvicina imprenditori e negozianti nelle sue visite pastorali e riceve lettere con richieste di aiuto.&lt;br /&gt;«Una persona mi ha scritto il suo numero di cellulare "mi chiami per favore". Ha parlato della sua disperazione, del suo essere ostaggio dell’usura. "È disposto a denunciare?", gli ho chiesto, e si è convinto. L’ho messo in contatto anche con la Fondazione antiusura Padre Pino Puglisi di Messina, che ha deliberato un aiuto economico, ma poiché è morto di infarto prima di concludere l’iter, il contributo è stato dato ai suoi figli».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro giorno arrivano due piccoli artigiani terrorizzati: hanno denunciato il pizzo e ora non si sentono sicuri, hanno paura di notte in casa. Ricevono incoraggiamento e un contributo, «grazie al quale abbiamo fatto installare una porta blindata. Ma non tanto per questo siamo grati al vescovo, quanto per il sostegno morale ricevuto».&lt;br /&gt;Un vescovo che considera troppo poco chiedere al Signore «liberaci dal male» e allarga il campo: «Liberaci, Signore, dal pizzo e dalla mafia». E mentre alcuni imprenditori siciliani trovano il coraggio di denunciare e Confindustria espelle chi paga senza denunciare, mentre Cosa nostra subisce arresti e una nuova ondata di pentiti, monsignor Pennisi ribadisce «l’incompatibilità fra mafia e vita cristiana, ma essa sia accompagnata dalla prevenzione dei fenomeni criminosi e dall’aiuto ai mafiosi a pentirsi, a riparare il male fatto e a diventare persone nuove».&lt;br /&gt;Per questo qualcuno ha scaricato da Internet la foto del vescovo e ci ha scritto sotto una didascalia: «Ecco il vero boss di Cosa nostra». Il volantino fa il giro della diocesi, varie copie vengono trovate a Gela, arriva anche sul tavolo di Pennisi, con insulti al vescovo «venduto al potere dei soldi, un uomo di Dio attaccato al denaro». Insulti anche al sindaco e ai magistrati del tribunale di Gela, a componenti della Commissione nazionale antimafia, a deputati regionali, «tutti mafiosi». E fra gli insulti, il cenno al personaggio chiave di tutta la storia: il boss di Gela Daniele Emanuello, ucciso dalla polizia mentre tentava di fuggire il 3 dicembre scorso nelle campagne di Villapriolo, Enna. «Perseguitato insieme con i suoi familiari», così lo descrive il volantino anonimo, «vittima della disoccupazione, ucciso dalla polizia che lo ha fatto passare per mafioso».&lt;br /&gt;Il vescovo viene accusato delle mancate esequie di Emanuello nella chiesa Madre di Gela, come richiedeva la famiglia, sostituite con una celebrazione nella cappella del cimitero. Un diniego, spiegano i suoi collaboratori, «non determinato da atteggiamenti persecutori, ma dalle decisioni delle autorità dello Stato che hanno proibito per motivi di sicurezza la celebrazione pubblica del funerale». Ma quel no al funerale ha dato fastidio: per la mafia un prete deve fare le "cose di chiesa", deve pregare e perdonare, non parteggiare per lo Stato.&lt;br /&gt;La valanga della solidarietà&lt;br /&gt;Il volantino fa il giro della diocesi e il Comitato per l’ordine e la sicurezza di Enna assegna al vescovo «non una scorta armata», precisa dalla segreteria padre Giuseppe Rabita, «ma una forma di sorveglianza discreta». E subito si scatena una sorta di assedio al vescovado, decine di emittenti italiane e straniere, richieste di dichiarazioni e interviste.&lt;br /&gt;La prima solidarietà arriva da Roma, dalla Cei: «Pochi minuti dopo i lanci di agenzie con la notizia dell’intimidazione, telefona monsignor Giuseppe Betori». E poi una folla di sostegni siciliani e nazionali, dalle associazioni degli agricoltori ai ragazzi del gruppo Magnificat di Butera «con le loro famiglie», dal redentorista Nino Fasullo da Palermo alla Dc e al Pdci di Gela e di Enna, dal vaticanista Luigi Accattoli al Partito democratico di Enna, dal sindaco di Gela Rosario Crocetta alla Cgil Sicilia. La Cisl di Enna, i sindaci di Barrafranca, Piazza Armerina, Enna. Solidarietà da Rifondazione comunista a Forza Italia, compresa quella di Giuseppe da Brescia, via mail: «Forza eccellenza, siamo tutti con lei».&lt;br /&gt;Il vescovo va avanti, non rifiuta le interviste, capisce le esigenze di una Tv francese che lo blocca per qualche ora. «Continuo a svolgere la mia opera di formazione delle coscienze al rispetto della legalità, siamo pronti a collaborare con l’Associazione antiracket e antiusura di Gela perché il Signore ci liberi dal pizzo e dalla mafia».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8964493252448269731?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8964493252448269731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8964493252448269731&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8964493252448269731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8964493252448269731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/il-vescovo-antiracket.html' title='IL VESCOVO ANTIRACKET'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-4428602465942330892</id><published>2008-02-19T09:32:00.002+01:00</published><updated>2008-02-19T09:35:06.300+01:00</updated><title type='text'>Ndrangheta, arrestato Condello.Il "Provenzano" della Calabria</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7qUaTsB0AI/AAAAAAAAANI/su36ZzjSPiY/s1600-h/imag_12233654_37410.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168606702043516930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7qUaTsB0AI/AAAAAAAAANI/su36ZzjSPiY/s320/imag_12233654_37410.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il boss sorpreso in un appartamento nel centro di Reggio Calabria  conosciuto col nomignolo di "il Supremo", era latitante da 18 anni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Amato: "Straordinaria operazione contro la criminalità organizzata"&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pasquale Condello, 57 anni, latitante storico della 'ndrangheta calabrese e inserito nell'elenco dei ricercati di "massima pericolosità", è stato arrestato questa sera a Reggio Calabria dai carabinieri, che hanno fatto irruzione nell'abitazione dove si nascondeva, nel quartiere Pellaro. Condello, boss indiscusso dell'omonima cosca, considerato il capo della cupola provinciale, era in compagnia di altre persone la cui posizione è ora al vaglio degli investigatori. Conosciuto col nomignolo di "il Supremo", era ricercato dal 1997. L'attività di ricerca per la cattura di Condello, secondo quanto si è appreso, era stata intensificata nell'ultimo periodo. Dopo l'arresto il boss, scortato da decine di carabinieri, è stato trasferito nella Scuola allievi dell'Arma, dove è giunto anche il coordinatore della Dda reggina, Salvatore Boemi, e dove gli sono stati notificati i provvedimenti restrittivi per i quali era ricercato. "E' l'ennesima straordinaria operazione contro la criminalità organizzata: Pasquale Condello era il boss numero uno della 'ndrangheta, gli investigatori lo definivano il Provenzano della Calabria e come Provenzano è finito anche lui in manette". Così il ministro dell'Interno, Giuliano Amato e il viceministro Marco Minniti hanno commentato l'arresto del latitante. "Per la Calabria e per la lotta alle organizzazioni mafiose - hanno aggiunto Amato e Minniti - è un gran giorno. Perciò ai carabinieri e ai magistrati che hanno realizzato questa operazione con grande professionalità e intelligenza vanno le più sentite congratulazioni e il ringraziamento di tutto il Paese". L'arresto di Condello "è un segnale importante per la lotta alla 'ndrangheta - afferma il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso - e dimostra che anche importanti boss latitanti finiscono in cella". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-4428602465942330892?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/4428602465942330892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=4428602465942330892&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4428602465942330892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4428602465942330892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/ndrangheta-arrestato-condelloil.html' title='Ndrangheta, arrestato Condello.Il &quot;Provenzano&quot; della Calabria'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7qUaTsB0AI/AAAAAAAAANI/su36ZzjSPiY/s72-c/imag_12233654_37410.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2513763286637454109</id><published>2008-02-18T14:17:00.000+01:00</published><updated>2008-02-18T14:18:28.679+01:00</updated><title type='text'>Domani Libera-Rossomalpelo al Liceo Classico di Arezzo</title><content type='html'>Domani, Martedì 19 Febbraio, dalle 08.30 in poi al Liceo Classico F. Petrarca di Arezzo sarà proiettato il film Rossomalpelo.&lt;br /&gt;L’obiettivo del progetto Libera-Rossomalpelo ( che vede la partecipazione di Libera, Arci, Cgil e Cisl) è liberare dal lavoro e garantire cibo e scuola a 1000 bambini che vivono nella zona mineraria  del Potosì in Bolivia.Tutti i soldi che il film incassa grazie alle proiezione nelle scuole, nelle sale cinematografiche e con la vendita dei diritti tv, vengono versati su un conto speciale presso la Banca Etica.&lt;br /&gt;Il liceo classico di Arezzo ha infatti, nelle settimane passate, promosso una raccolta fondi tra gli studenti e tra i docenti per sostenere il suddetto progetto.La proiezione del film  nelle scuole  ha lo scopo di sensibilizzare gli studenti rispetto ai problemi dello sfruttamento minorile e soprattutto renderli parte attiva del progetto stesso.Le varie fasi dello sviluppo del progetto verranno documentate per favorire uno scambio di esperienze tra i bambini-minatori e i nostri studenti. Già molte scuole hanno aderito al progetto, tra queste anche la scuola media superiore aretina.Il progetto interessa  i  comuni di Atocha e Cotagaita nella regione mineraria del Potosi in Bolivia.&lt;br /&gt;Appuntamento, quindi, con il film Rossomalpelo di Pasquale Scimeca, domani mattina al Liceo Classico di Arezzo.&lt;br /&gt;Alla presentazione del film parteciperà anche un esponente nazionale di Libera; Francesco Romizi, coordinatore aretino di Libera e Francesco Agostini del coordinamento di Libera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                       Libera Arezzo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2513763286637454109?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2513763286637454109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2513763286637454109&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2513763286637454109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2513763286637454109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/domani-libera-rossomalpelo-al-liceo.html' title='Domani Libera-Rossomalpelo al Liceo Classico di Arezzo'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2900605035562213083</id><published>2008-02-17T13:35:00.002+01:00</published><updated>2008-02-17T13:36:16.787+01:00</updated><title type='text'>'NDRANGHETA: GANZER, IMPRESE FORMALMENTE PULITE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7gqKDsBz_I/AAAAAAAAANA/Th_Ib921h-k/s1600-h/ganzer.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167926924684677106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7gqKDsBz_I/AAAAAAAAANA/Th_Ib921h-k/s320/ganzer.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Queste presenze (infiltrazioni mafiose - n.d.r.), che mi preme sottolineare tutta l'arma dei carabinieri e le sue componenti territoriali e specializzate puntano ad individuare, si presentano inizialmente in modo silente e puntano a permeare ad infiltrare il tessuto economico e sociale in modo non appariscente spesso, come in questo caso, acquisendo attivita' imprenditoriali attraverso vari strumenti che sono da quelli di impossessarsi di aziende in crisi o di acquisirle comunque attraverso pressioni estorsive e di utilizzare poi queste stesse imprese formalmente pulite e quindi apparentemente insospettabili per operazioni sempre piu' vaste". E' un altro dei passaggi in cui il generale Giampaolo Ganzer ha ricostruito lo spirito dell'operazione Naos che nella fase finale di stamani ha visto coinvolti in varie regioni oltre 600 uomini dell'arma. "Tutte le cosche della 'ndrangheta che hanno una presenza sui territori interessati a queste realizzazioni - ha aggiunto - vengono interessate per compartecipare con loro imprese, da cui discendono a cascata subappalti forniture eccetera, a queste realizzazioni in modo tale che ci sia una sinergia delittuosa tra le varie componenti e l'utile criminale sia massimizzato". A proposito della metodologia usata, il generale ha spiegato che la fase di realizzazione delle opere anche pubbliche era preceduta da "tradizionali attivita' delittuose di primo settore, quelle cioe' che hanno la funzione di produrre i proventi che poi devono essere reinvestiti nell'attivita' imprenditriale e quindi narcotraffico, estorsioni ed altre attivita' che in fase esecutiva, almeno in questo caso, venivano delegate, e materialmente condotte da gruppi anche di matrice straniera, in particolare albanesi, mentre le imprese controllate direttamente dalla componente mafiosa (per lo piu' la 'ndrangheta - n.d.r.) incameravano questi proventi per reimpiegarli". Queste imprese, ha detto Ganzer "godevano di un duplice vantaggio e cioe' quello di avere in partenza una posizione privilegiata e non concorrenziale rispetto alla normale impresa che deve ricorrere al credito ed un secondo vantaggio dato dal fatto di impiegare nell'esecuzione dei lavori manovalanza sfruttata, clandestina, oltre all'utilizzazione di materiale scadente che richiedera' ulteriori approfondimenti sulla realizzazione in termini tecnici di queste opere". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2900605035562213083?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2900605035562213083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2900605035562213083&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2900605035562213083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2900605035562213083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/ndrangheta-ganzer-imprese-formalmente.html' title='&apos;NDRANGHETA: GANZER, IMPRESE FORMALMENTE PULITE'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7gqKDsBz_I/AAAAAAAAANA/Th_Ib921h-k/s72-c/ganzer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-185092945379035418</id><published>2008-02-17T13:32:00.003+01:00</published><updated>2008-02-17T13:34:26.348+01:00</updated><title type='text'>'NDRANGHETA: GRASSO, I CLAN UTILIZZANO LA POLITICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7gpwDsBz-I/AAAAAAAAAM4/vL_W61g8u98/s1600-h/este_07170657_07480.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167926478008078306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7gpwDsBz-I/AAAAAAAAAM4/vL_W61g8u98/s320/este_07170657_07480.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;"E' un'operazione con parecchi risvolti investigativi. Ci troviamo di fronte ad un tentativo di colonizzazione criminale in una regione come l'Umbria dove si nota un'infiltrazione nell'economia locale sia di elementi della criminalita' campana che di quella calabrese". Cosi' in un'intervista al Giornale Radio di Gr Parlamento, il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso. "Ci sono tutti gli ingredienti - aggiunge Grasso - per far venir fuori uno spaccato del sistema mafioso che cerca di fare soldi e di spacciare stupefacenti in una zona tutto sommato vergine per poi investire i capitali in infrastrutture, acquisizioni di centrali idroelettriche in Calabria che rappresenta l'investimento del futuro o nello sfruttamento della Costa dei Gelsomini, sempre in Calabria, con la previsione di costruire un villaggio turistico o un centro commerciale. Il tutto corredato - prosegue il Procuratore Nazionale - da appalti, subappalti, guardianie. Tutto garantito dall'accordo tra le cosche della 'ndrangheta da una parte e dagli amministratori locali dall'altra che garantivano i finanziamenti ai progetti". Piero Grasso, poi, evidenzia l'interesse sempre maggiore della 'ndrangheta agli appalti pubblici. "Le famiglie mafiose - sottolinea - per poter entrare nel sistema degli appalti pubblici utilizzano tecnici comunali compiacenti e politici locali. Lo scopo e' quello di conoscere ed avere approvati i progetti di finanziamento. In sostanza, la riflessione e' che non si puo' entrare nella imprenditoria criminale senza l'appoggio di questi altri contesti. E in Calabria - specifica Grasso - questo sistema e' particolarmente pregnante". Grasso, infine, parla dell'operazione Naos come di un esempio di cosa significa la lotta alla criminalita' organizzata. "Per debellare la 'ndrangheta occorre la collaborazione di tutti. Questa operazione e' emblematica perche' e' stata possibile grazie all'unione di piu' sinergie. Un plauso, quindi, alla dottoressa Duchini della DDA di Perugia, ai Carabinieri del Ros ed alla DDA di Reggio Calabria".&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-185092945379035418?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/185092945379035418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=185092945379035418&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/185092945379035418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/185092945379035418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/ndrangheta-grasso-i-clan-utilizzano-la.html' title='&apos;NDRANGHETA: GRASSO, I CLAN UTILIZZANO LA POLITICA'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7gpwDsBz-I/AAAAAAAAAM4/vL_W61g8u98/s72-c/este_07170657_07480.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3213735682643819250</id><published>2008-02-16T14:48:00.002+01:00</published><updated>2008-02-16T14:52:57.598+01:00</updated><title type='text'>solidarietà a crocetta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7bqqTsBz8I/AAAAAAAAAMo/b1xLKJgjdlA/s1600-h/crocett--200x150.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7bqqTsBz8I/AAAAAAAAAMo/b1xLKJgjdlA/s320/crocett--200x150.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167575635014569922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;CALTANISSETTA, 8 FEB&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosca mafiosa gelese stava preparando un attentato nei confronti del sindaco di Gela, Rosario Crocetta. La notizia e' emersa durante indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. I magistrati hanno accertato dell'esistenza del piano da intercettazioni fatte negli ultimi mesi. Della vicenda i pm hanno subito informato il prefetto che presiede il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica&lt;br /&gt;«Non fermeranno il nostro progetto, in cui legalità e sviluppo&lt;br /&gt;rappresentano un binomio indissolubile» ha affermato Rosario Crocetta,&lt;br /&gt;sindaco di Gela, dopo aver appreso la notizia che la mafia stava&lt;br /&gt;organizzando un attentato nei suoi confronti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno&lt;br /&gt;scoperto infatti, grazie a delle intercettazioni telefoniche, che i boss&lt;br /&gt;gelesi di Cosa Nostra avevano pianificato l'omicidio del sindaco Crocetta.&lt;br /&gt;Tutto era pronto per uccidere il sindaco del Pdci, da anni in prima linea&lt;br /&gt;nella lotta alla mafia e l'illegalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Francesco Forgione, ha espresso la propria solidarietà al sindaco di Gela: «Crocetta è da&lt;br /&gt;tempo uno dei simboli migliori della Sicilia che vuole cambiare e la&lt;br /&gt;sua gestione della città di Gela ha rappresentato un duro colpo contro gli interessi delle cosche in quel territorio».&lt;br /&gt;E ancora: «L'attentato che era in preparazione contro di lui è l'ulteriore dimostrazione che provvedimenti seri nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose nelle attività pubbliche sono molto temuti dalle cosche. Fortunatamente le capacità investigative delle forze di polizia e della magistratura hanno messo in crisi tutto il&lt;br /&gt;sistema di Cosa Nostra ed anche questo progetto è stato bloccato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3213735682643819250?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3213735682643819250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3213735682643819250&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3213735682643819250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3213735682643819250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/solidariet-crocetta.html' title='solidarietà a crocetta'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7bqqTsBz8I/AAAAAAAAAMo/b1xLKJgjdlA/s72-c/crocett--200x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3046944258315365770</id><published>2008-02-14T16:37:00.003+01:00</published><updated>2008-02-14T16:41:52.389+01:00</updated><title type='text'>Campania, è Ganapini il nuovo assessore all'ambiente</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7RgWzsBz6I/AAAAAAAAAMY/a-0eHTcL1QE/s1600-h/Ganapini.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166860617449066402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7RgWzsBz6I/AAAAAAAAAMY/a-0eHTcL1QE/s320/Ganapini.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Antonio Bassolino presidente della Regione Campania chiama il presidente di Greenpeace Italia, Walter Ganapini, come assessore all’Ambiente. Il rimpasto delle diverse cariche è avvenuto ieri sera.&lt;br /&gt;La squadra vede in totale 5 “new entry”, come dire tra la creme de la creme degli esperti e cervelloni: l’economista Mariano D´Antonio, che va al Bilancio, il sociologo Domenico De Masi, docente alla Sapienza di Roma, e presidente della Fondazione Ravello (da pochi mesi nominato anche alla guida del Parco Nazionale del Cilento), che gestirà Turismo e Beni culturali, alle Politiche sociali Alfonsina De Felice, ordinario di sicurezza sociale alla Federico II di Napoli, all’Università e ricerca Nicola Mazzocca, ordinario dei sistemi di elaborazione dati alla facoltà di ingegneria dello stesso ateneo.&lt;br /&gt;Ma è la figura di Ganapini a scatenare una bufera di polemiche. Le prime in seno a Greenpeace. In una nota del direttore comunicazione, Andrea Pinchera, sottolinea che il nuovo incarico di assessore regionale campano affidato a Walter Ganapini è incompatibile con quella attualmente ricoperta di presidente del movimento ambientalista.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3046944258315365770?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3046944258315365770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3046944258315365770&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3046944258315365770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3046944258315365770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/campania-ganapini-il-nuovo-assessore.html' title='Campania, è Ganapini il nuovo assessore all&apos;ambiente'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7RgWzsBz6I/AAAAAAAAAMY/a-0eHTcL1QE/s72-c/Ganapini.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-3560207015325995737</id><published>2008-02-14T13:45:00.001+01:00</published><updated>2008-02-14T13:46:47.074+01:00</updated><title type='text'>Morto Michele Greco, il "Papa" della mafia,era all'ergastolo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7Q4KDsBz5I/AAAAAAAAAMQ/Kr1d6UnByEk/s1600-h/michelegreco2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166816417940623250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7Q4KDsBz5I/AAAAAAAAAMQ/Kr1d6UnByEk/s320/michelegreco2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;È morto mercoledì in una clinica romana, dove era ricoverato da alcune settimane il boss mafioso Michele Greco, 84 anni, detto "il Papa" della mafia. Il capomafia di Ciaculli, prima del ricovero in ospedale, era detenuto a Rebibbia dove stava scontando alcuni ergastoli definitivi. Greco era una figura storica di Cosa nostra ed era ritenuto fra i mandanti di alcuni delitti eccellenti.&lt;br /&gt;Greco è morto, a quanto si apprende, per un tumore ai polmoni: il 22 dicembre scorso la magistratura di sorveglianza del tribunale di Roma aveva rigettato l'istanza di differimento provvisorio della pena avanzata dai suoi legali. Greco, detto "il Papa" per la sua abilità a mediare tra le varie famiglie mafiose, si trovava in carcere a Rebibbia, nel quale stava scontando l'ergastolo al quale era stato condannato il 16 dicembre 1987, all'età di 63 anni, perché ritenuto colpevole dell'omicidio del magistrato antimafia Rocco Chinnici, delle sue due guardie del corpo e di un civile, tutti uccisi nel 1983 da un autobomba. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-3560207015325995737?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/3560207015325995737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=3560207015325995737&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3560207015325995737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/3560207015325995737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/morto-michele-greco-il-papa-della.html' title='Morto Michele Greco, il &quot;Papa&quot; della mafia,era all&apos;ergastolo'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7Q4KDsBz5I/AAAAAAAAAMQ/Kr1d6UnByEk/s72-c/michelegreco2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-4422272471512790</id><published>2008-02-13T12:52:00.002+01:00</published><updated>2008-02-13T12:53:32.556+01:00</updated><title type='text'>Mafia: arrestato assessore Calabria</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7LaIDsBz4I/AAAAAAAAAMI/fF3uE8v3cNc/s1600-h/381b8fae6d7c27310219019489aa3e19.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166431554511163266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7LaIDsBz4I/AAAAAAAAAMI/fF3uE8v3cNc/s320/381b8fae6d7c27310219019489aa3e19.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oltre 50 arresti tra Umbria e Calabria&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'assessore al Turismo della Regione Calabria Pasquale Tripodi (Udeur) e' stato arrestato in un'operazione anti mafia. L'inchiesta punta su un presunto sodalizio di tipo mafioso collegato al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca della 'ndrangheta dei Morabito - Palamara - Bruzzaniti. Tripodi e' accusato di associazione mafiosa. I carabinieri stanno eseguendo in diverse regioni italiane, in particolare in Umbria e Calabria, oltre 50 ordinanze di custodia cautelare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-4422272471512790?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/4422272471512790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=4422272471512790&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4422272471512790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4422272471512790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-arrestato-assessore-calabria.html' title='Mafia: arrestato assessore Calabria'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7LaIDsBz4I/AAAAAAAAAMI/fF3uE8v3cNc/s72-c/381b8fae6d7c27310219019489aa3e19.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8177208012177845567</id><published>2008-02-13T12:51:00.000+01:00</published><updated>2008-02-13T12:52:21.398+01:00</updated><title type='text'>Caserta, 40 arresti per mafia</title><content type='html'>I carabinieri fanno luce sul clan La Torre e sulle estorsioni ai danni dei commerciantiCoinvolti nell'inchiesta poliziotti della Stradale e della Penitenziaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono anche agenti tra le 40 persone arrestate per associazione mafiosa dai Carabinieri di Caserta. Colpito il clan La Torre, egemone nella zona di Mondragone. Le indagini condotte dall'Arma hanno fatto luce su numerose estorsioni consumate ai danni dei commercianti della zona, sull'imposizione di videogiochi agli esercizi pubblici, sul traffico della droga e sulle dinamiche di gestione del sodalizio criminale. Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato numerosa documentazione che proverebbe una sorta di "onorata previdenza" per sostenere i parenti del clan rinchiusi in carcere. Tra gli arrestati anche due agenti della Stradale di Mondragone accusati dalla procura di dissuadere gli imprenditori che avevano intenzione di denunciare il racket. Inquisito anche un agente della polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Secondigliano, in provincia di Napoli. Come i colleghi della Stradale, anche l'agente penitenziario è stato sospeso dal servizio. "Imponevano anche l'assunzione di amici del clan - spiega il comandante provinciale dei carabinieri Carmelo Burgio - perchè i commercianti sono costretti a pagare il pizzo anche in questa maniera".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8177208012177845567?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8177208012177845567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8177208012177845567&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8177208012177845567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8177208012177845567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/caserta-40-arresti-per-mafia.html' title='Caserta, 40 arresti per mafia'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6971830836431712363</id><published>2008-02-12T13:32:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T13:36:54.727+01:00</updated><title type='text'>Telejato non si ferma</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7GSAjsBz3I/AAAAAAAAAMA/l5Cxvbl12O4/s1600-h/ManiaciTelejato.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166070785848233842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7GSAjsBz3I/AAAAAAAAAMA/l5Cxvbl12O4/s320/ManiaciTelejato.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Alcuni giorni fa, il direttore e volto di Telejato Pino Maniaci è stato brutalmente aggredito e picchiato con calci e pugni. L’aggressione nei confronti di Maniaci, che da anni lotta contro i poteri forti, distorti e delinquenziali e informa i telespettatori attraverso l’emittente di controinformazione e denuncia partinicese, è stata perpetrata da due giovani, tra i quali uno dei figli del boss Vito Vitale che, è stato sottoposto ad interrogatorio da parte delle forze dell’ordine. Il boss Vitale, padre del sedicenne che ha messo in atto il pestaggio, si trova agli arresti sotto regime di 41 bis dopo che una sentenza definitiva lo ha indicato come boss mafioso. L’emittente Telejato ha sempre dato informazioni e notizie in merito attraverso numerosi servizi, gli ultimi riguardanti l’abbattimento delle stalle abusive di contrada Valguarnera di proprietà della famiglia Vitale. Da qui probabilmente l’origine dell’insano gesto messo in atto dai due giovani. Pino Maniaci ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere per i numerosi colpi subiti. La prognosi dell’ospedale è stata di otto giorni ma non per questo il noto giornalista si è sottratto al suo quotidiano, seguitissimo telegiornale.Pino è andato comunque in onda, raccontando l’accaduto, con numerose ecchimosi, lividi e una vistosa contusione all’occhio. I due aggressori adesso sono indagati dalla Procura della Repubblica del tribunale dei Minori di Palermo per ingiurie, minacce e lesioni aggravate ma, mentre Vitale è stato trattenuto, le forze dell’ordine sono ancora alla ricerca dell’altro ragazzo. Su ricostruzione dello stesso Pino Maniaci, tra l’altro, il giovane Vitale ha anche tentato di strangolare il giornalista usando la sua stessa cravatta. Fatti inquietanti che non dovrebbero accadere ma che, tristemente, accadono e che hanno una forte aggravante: i presenti che hanno assistito alla vigliacca aggressione, avvenuta in piena via Di Benedetto a Partinico (strada trafficatissima), non hanno mosso un dito, né chiamato i soccorsi. Nessuno dei presenti è corso in aiuto del giornalista. Per contro in migliaia hanno aderito all’ondata di messaggi, fax, e-mail e telefonate di solidarietà e l’emittente intera, con Maniaci in testa.La coraggiosa emettente non si è lasciata fermare:  Telejato in tv e su &lt;a href="http://www.telejato.it/"&gt;www.telejato.it&lt;/a&gt; continua a fare informazione chiara e limpida , in un terra dove ( a quanto pare ) ancora ci sono persone che prediligono la strada dell' omertà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6971830836431712363?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6971830836431712363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6971830836431712363&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6971830836431712363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6971830836431712363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/telejato-non-si-ferma.html' title='Telejato non si ferma'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7GSAjsBz3I/AAAAAAAAAMA/l5Cxvbl12O4/s72-c/ManiaciTelejato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5218547702030914956</id><published>2008-02-12T13:29:00.001+01:00</published><updated>2008-02-12T13:31:08.604+01:00</updated><title type='text'>Agguato di mafia, due morti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7GRVzsBz2I/AAAAAAAAAL4/qt-woO876lc/s1600-h/carabinieri1_sera_inf--200x150.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166070051408826210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7GRVzsBz2I/AAAAAAAAAL4/qt-woO876lc/s320/carabinieri1_sera_inf--200x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;a partinico, vicino palermo&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vittime Giuseppe e Giancarlo Riina, di 33 e 29 anni, figli di Salvatore Riina, omonimo del boss di Cosa Nostra&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;È un agguato di stampo mafioso quello in cui sono state uccise due persone e una terza è rimasta ferita a Partinico, un paese a 30 chilometri da Palermo. Le vittime dell'agguato sono Giuseppe e Giancarlo Riina, rispettivamente di 33 e 29 anni. I due uomini avevano una piccola impresa nel settore del movimento terra. Il padre dei Riina, Salvatore, è stato assassinato nel '98 dai capi mafia della zona, i Vitale, con cui era entrato in contrasto per ragioni di controllo delle attività illecite del territorio. L'agguato è scattato nella stessa zona dove era stato assassinato il padre, nei pressi di un bar in piazza Santa Caterina. Ieri a Partinico si era svolta una manifestazione di solidarietà nei confronti del responsabile dell'emittente televisiva Tele Jato, bersaglio di aggressioni e intimidazioni mafiose. All'iniziativa avevano partecipato il presidente dell'ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, e il segretario dell'Unci, Guido Columba. LA DINAMICA - L'agguato è scattato poco dopo le 7 davanti al Bar «Le goloserie» nella piazza Santa Caterina omonima della chiesa che vi si affaccia a poca distanza dal luogo dove nel '98 venne ucciso Salvatore Riina, il padre delle vittime di oggi. Un cadavere si trova proprio davanti l'ingresso del bar mentre l'altro è ad una decina di metri vicino ad un' automobile. Secondo le testimonianze in piazza stamattina si trovavano pochissime persone e le uniche che potrebbero aver visto qualcosa erano nel bar. Il ferito è stato portato nell'ospedale di Partinico e le sue condizioni non sarebbero gravi. Giuseppe e Giancarlo Riina gestivano una piccola impresa edilzia e di movimento terra e avevano ottenuto appalti, non di grossa entità, anche da enti pubblici come i comuni di Partinico e Giardinello. Proprio in una villetta nel territorio di Giardinello vennero arrestati, il 5 novembre scorso, i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo insieme ad altri due capimafia. IL FERITO - L'uomo ferito, un collaboratore dei Riina, si chiama Fulvio Giordano ed è di Giardinello (Pa). Giuseppe Riina, di 37 anni, e il fratello Giancarlo, di 31, erano apena usciti da casa, in via Merla, quando è scattato l'agguato. I tre uomini hanno tentato di fuggire ma sono stati raggiunti dai colpi dei sicari che erano almeno due.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/cronache/379612035/Bottom1/default/empty.gif/35373063663737353437623139306430" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5218547702030914956?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5218547702030914956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5218547702030914956&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5218547702030914956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5218547702030914956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/agguato-di-mafia-due-morti.html' title='Agguato di mafia, due morti'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7GRVzsBz2I/AAAAAAAAAL4/qt-woO876lc/s72-c/carabinieri1_sera_inf--200x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-7447320842106564779</id><published>2008-02-12T07:50:00.001+01:00</published><updated>2008-02-12T07:52:13.181+01:00</updated><title type='text'>Rifiuti in Campania, il Wwf: "Un'emergenza creata ad arte"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7FB2zsBz1I/AAAAAAAAALw/l1hwWPUXaQQ/s1600-h/rifiuti02G.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165982657414287186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7FB2zsBz1I/AAAAAAAAALw/l1hwWPUXaQQ/s320/rifiuti02G.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tra pochi giorni si apre il maxi-processosulla gestione dei rifiuti in cui Wwf sarà anche Parte civile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa è accaduto in questi 14 anni di gestione dei rifiuti in Campania, cosa ha prodotto l’emergenza che sta sconquassando la regione? Molte risposte arriveranno dal primo processo sulla gestione politica centrale e regionale dell’emergenza rifiuti in Campania. Il maxi-processo si aprirà il 14 gennaio presso il Tribunale di Napoli, 28 gli imputati tra cui i massimi responsabili delle strutture di commissariamento dei rifiuti e delle imprese che hanno gestito i rifiuti in Campania negli ultimi anni. Le imputazioni riguardano prevalentemente reati contro la Pubblica Amministrazione (dalla truffa aggravata al falso ideologico, dall’abuso d’ufficio a gravi forme di inquinamento) e la fede pubblica, una fede ancor più tradita visto che la Campania è una delle regioni che produce meno rifiuti pro-capite in Italia (nel 2005 appena 485 kg, al livello delle regioni più virtuose come Veneto, Trentino Alto Adige).«Quello di questi giorni è il frutto di una strategia dell’emergenza creata ad arte per arrivare a soluzioni estreme, quali l’incenerimento, soluzioni già "decise" in partenza perché in grado di garantire l’’affare rifiuti’ – dichiara il WWF – In questi anni abbiamo assistito ad una totale mancanza di volontà di gestire l’intero ciclo dei rifiuti secondo regole che vengono applicate con successo in molte regioni e persino nella stessa Campania, come accade nel virtuoso Comune di San Michele di Serino, in Irpinia, che ha raggiunto il 70,5% di raccolta differenziata adottando il sistema porta a porta. Invece in questi anni i responsabili si sono fatti affascinare da soluzioni impiantistiche pesanti, come l’incenerimento, dimenticando quante cose si possono fare prima di incenerire per arrivare alla riduzione della quantità dei rifiuti da smaltire».Ma cosa si sarebbe dovuto fare, e non si è fatto, per non trovarsi con le montagne di "monnezza" lungo le strade della Campania? Oltre alla raccolta porta a porta, che avrebbe potuto portare al riciclaggio di almeno il 60% dei materiali, sarebbe stato necessario attivare un mercato dei materiali riciclati attraverso gli acquisti pubblici (arredi urbani, etc.) e incentivare la realizzazione degli impianti di produzione di oggetti realizzati a partire da materiali riciclati. Queste iniziative previste dalla normativa nazionale ed europea, se affiancate progressivamente da provvedimenti per la prevenzione dei rifiuti avrebbe portato all’esigenza di smaltimento di quantità talmente ridotte da non costituire un problema e rendere facile la scelta tecnologica per lo smaltimento finale (discarica, incenerimento, trattamento biomeccanico, etc.). In queste condizioni di emergenza serve comunque una terapia d’urto: quella che il WWF propone per l’immediato prevede anche un forte coinvolgimento della cittadinanza, giustamente preoccupata per la salute del proprio territorio ma che non trova risposte adeguate dalla macchina amministrativa.Ecco le sei proposte da applicare in forma straordinaria e immediata da parte del Prefetto di Napoli o del Sindaco (entrambe figure responsabili della salute pubblica) che possono scongiurare il peggioramento di questa emergenza: - Da subito applicare il divieto di utilizzare materiali non riciclabili per almeno 3 mesi- Da subito il divieto di utilizzare materiali monouso per almeno 3 mesi- Da subito la divisione della parte secca-umida dei rifiuti, per utilizzare al meglio la parte organica e semplificare il recupero dei materiali- Da subito la raccolta porta a porta- Da subito in funzione gli impianti di compostaggio pronti- Da subito un piano straordinario di raccolta cartoni e imballaggi &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; che cosa ne pensate della proposte del WWF?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-7447320842106564779?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/7447320842106564779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=7447320842106564779&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7447320842106564779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7447320842106564779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-in-campania-il-wwf-unemergenza.html' title='Rifiuti in Campania, il Wwf: &quot;Un&apos;emergenza creata ad arte&quot;'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7FB2zsBz1I/AAAAAAAAALw/l1hwWPUXaQQ/s72-c/rifiuti02G.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-7637829760927417465</id><published>2008-02-11T22:20:00.001+01:00</published><updated>2008-02-11T22:21:19.901+01:00</updated><title type='text'>MAFIA: "OLD BRIDGE", RICERCATO SI COSTITUISCE A PALERMO</title><content type='html'>Arrestato circa un'ora fa Giovanni Adelfio, 69 anni, di Palermo, non rintracciato ieri dai poliziotti durante l'imponente operazione "Old Bridge". L'uomo si e' costituito al carcere Pagliarelli. Determinante la pressione esercitata dai poliziotti della Squadra mobile nelle fasi della sua ricerca. Giovanni Adelfio viene indicato nel provvedimento di fermo emesso dalla Procura Distrettuale antimafia del Tribunale di Palermo, come esponente di spicco di Cosa nostra, gestore di profitti e affari, in grado di fare pressioni sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione. Il tutto in concorso con personaggi del calibro di Bernardo Provenzano, Antonino Rotolo, Francesco Bonura, Salvatore Lo Piccolo, Alessandro Mannino, Vincenzo Marciano', Vincenzo Brusca, Giuseppe Sansone, Francesco Pastoia (deceduto), Nicola Mandala', Rosario Inzerillo, Tommaso Inzerillo, Francesco Inzerillo. L'arrestato viene ritenuto responsabile, tra l'altro, di avere ricoperto funzioni direttive nella famiglia mafiosa di Villagrazia di Palermo e di avere posto in essere, insieme ad altri soggetti indiziati di mafia, una serie di contatti volti alla gestione degli affari illeciti con esponenti di altre famiglie mafiose.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-7637829760927417465?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/7637829760927417465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=7637829760927417465&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7637829760927417465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7637829760927417465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-old-bridge-ricercato-si_11.html' title='MAFIA: &quot;OLD BRIDGE&quot;, RICERCATO SI COSTITUISCE A PALERMO'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5824673583042103808</id><published>2008-02-11T22:20:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T22:21:19.403+01:00</updated><title type='text'>MAFIA: "OLD BRIDGE", RICERCATO SI COSTITUISCE A PALERMO</title><content type='html'>Arrestato circa un'ora fa Giovanni Adelfio, 69 anni, di Palermo, non rintracciato ieri dai poliziotti durante l'imponente operazione "Old Bridge". L'uomo si e' costituito al carcere Pagliarelli. Determinante la pressione esercitata dai poliziotti della Squadra mobile nelle fasi della sua ricerca. Giovanni Adelfio viene indicato nel provvedimento di fermo emesso dalla Procura Distrettuale antimafia del Tribunale di Palermo, come esponente di spicco di Cosa nostra, gestore di profitti e affari, in grado di fare pressioni sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione. Il tutto in concorso con personaggi del calibro di Bernardo Provenzano, Antonino Rotolo, Francesco Bonura, Salvatore Lo Piccolo, Alessandro Mannino, Vincenzo Marciano', Vincenzo Brusca, Giuseppe Sansone, Francesco Pastoia (deceduto), Nicola Mandala', Rosario Inzerillo, Tommaso Inzerillo, Francesco Inzerillo. L'arrestato viene ritenuto responsabile, tra l'altro, di avere ricoperto funzioni direttive nella famiglia mafiosa di Villagrazia di Palermo e di avere posto in essere, insieme ad altri soggetti indiziati di mafia, una serie di contatti volti alla gestione degli affari illeciti con esponenti di altre famiglie mafiose.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5824673583042103808?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5824673583042103808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5824673583042103808&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5824673583042103808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5824673583042103808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-old-bridge-ricercato-si.html' title='MAFIA: &quot;OLD BRIDGE&quot;, RICERCATO SI COSTITUISCE A PALERMO'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-5722439383186558657</id><published>2008-02-11T15:22:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T15:29:13.833+01:00</updated><title type='text'>Per Bassolino si apre la via del Parlamento</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BamDsBz0I/AAAAAAAAALo/zIghlLnw_po/s1600-h/bas2--180x140.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165728382465462082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BamDsBz0I/AAAAAAAAALo/zIghlLnw_po/s320/bas2--180x140.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La caduta del governo Prodi e unì'imminente chiamata alle urne potrebbe velocizzare il ricambio anche del governo regionale&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che ricaduta avrà in Campania la fine del Governo Prodi? Un dato è certo: non influenzerà il voto sulla mozione di sfiducia al governatore Antonio Bassolino in programma oggi nell'aula del Centro direzionale. Bassolino, forte di un'ampia maggioranza, supererà agevolmente l'ostacolo anche se l'Udeur si sfilerà (i cinque consiglieri dovrebbero uscire prima dell'apertura del seggio). Il governatore si ritroverà comunque ad affrontare una situazione politica sfilacciata. Nel centrosinistra si sono infatti moltiplicate le voci critiche sull'operato della giunta, peraltro attualmente ridotta a dieci assessori dopo l'arresto dei due rappresentanti mastelliani Andrea Abbamonte e Luigi Nocera. Ancora ieri la Sinistra democratica gli chiesto di prendere atto «della chiusura di una fase politica» e di «aprirne una nuova che segni un cambio di passo con un ricambio dell'esecutivo », coinvolgendo «le migliori intelligenze e le migliori esperienze». Anche lo Sdi ha chiesto a Bassolino di varare una nuova squadra «che dia a tutti la certezza di un cambiamento ». Paradossalmente, il voto romano potrebbe mettere Bassolino nella condizione ideale per operare la rivoluzione invocata. Questo, naturalmente, a patto che si torni alle urne con l'attuale sistema elettorale. In questo caso, infatti, il governatore campano, in evidente calo di popolarità, potrebbe candidarsi al Parlamento nel cappello di una lista bloccata, senza doversi preoccupare delle preferenze. L'articolo 122 della Costituzione, infatti, si limita a sancire la sola incompatibilità tra la carica di presidente di Regione e l'appartenenza ad una delle due Camere. In altre parole, Bassolino non sarebbe ineleggibile, ma avrebbe sei mesi di tempo per scegliere tra le due cariche istituzionali. In caso di elezioni politiche ad aprile, insomma, il governatore potrebbe restare in sella alla Regione fino all'autunno. A questo punto, dopo lo scioglimento del Consiglio si arriverebbe alle elezioni regionali all'inizio del 2009. Insomma, Bassolino, prima di lasciare la scena campana (con la garanzia acquisita del seggio parlamentare), avrebbe a disposizione otto, nove mesi per dare il senso di una svolta. L'impegno a termine, piuttosto che trasformare il governatore in un'anatra zoppa, lo renderebbe impermeabile alle pressioni dei partiti a partire dalla scelta dei nuovi assessori. Ma se a Roma dovesse prendere corpo l'ipotesi di un nuovo Governo, l'onorevole via di fuga per l'inquilino di Palazzo Santa Lucia diventerebbe inevitabilmente più stretta.Personalmente mi auguro che il Pd decida di non candidare Antonio Bassolino al Parlamento ( credo sia una vana speranza ).Spererei anche che l' Udc non presenti Totò Cuffaro come capolista nella Regione Sicilia ( speranza per questo caso assolutamente vana dato che da solo riuscì a portare nella lista dove era presente circa un milione e mezzo di voti!!!!!!Un bel sacco di voti.....&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-5722439383186558657?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/5722439383186558657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=5722439383186558657&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5722439383186558657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/5722439383186558657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/per-bassolino-si-apre-la-via-del.html' title='Per Bassolino si apre la via del Parlamento'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BamDsBz0I/AAAAAAAAALo/zIghlLnw_po/s72-c/bas2--180x140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-1635718953423930007</id><published>2008-02-11T15:21:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T15:22:41.527+01:00</updated><title type='text'>Rifiuti, il processo resta a Napoli.No al trasferimento a Roma</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BaGTsBzzI/AAAAAAAAALg/iPnN5Sxckzs/s1600-h/1414010.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165727837004615474" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BaGTsBzzI/AAAAAAAAALg/iPnN5Sxckzs/s320/1414010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Napoli non è la sede adatta per giudicare gli imputati coinvolti nell'inchiesta sulle irregolarità nel ciclo di smaltimenti dei rifiuti in Campania. Il processo deve pertanto essere trasferito al tribunale di Roma, perchè potenziali parti offese dall'emergenza ambientale potrebbero essere tutti i cittadini della regione, compresi quindi i magistrati.E', in sintesi, la richiesta sottoscritta oggi nell'aula bunker di Poggioreale da parte del collegio di difesa dei 28 imputati, una eccezione respinta, al termine di circa due ore di camera di consiglio, dal gup Marcello Piscopo.Il giorno fissato per le prime arringhe degli avvocati doveva essere l'occasione per un colpo a sorpresa, studiato da tempo a tavolino, per spostare da Napoli il procedimento, che vede imputati, tra gli altri, il governatore Antonio Bassolino e i vertici dell'Impregilo. L'avvocato Augusto De Caro ha illustrato l"eccezione che fa riferimento innanzitutto a una presunta incompatibilità funzionale dei magistrati di Napoli, e quindi dello stesso gup Piscopo a giudicare. Ciò in quanto il gup, nella ordinanza in cui ammetteva come parte civile anche singoli cittadini, aveva sostenuto che tutti i cittadini della regione possono essere considerati come danneggiati dall'inquinamento dell'ambiente. Il legale ha sottolineato che pertanto anche i magistrati napoletani possono essere considerati come danneggiati e quindi la sede competente è quella del tribunale di Roma.Nell'eccezione è stato evidenziato inoltre che tra le parti civili è stata ammessa una associazione, il Comitato Giuridico di difesa ecologica dell'Assise di Palazzo Marigliano di cui è vice presidente un magistrato del distretto di Napoli. Numerosi avvocati si sono associati alla richiesta, ma non i legali dell'Impregilo e quelli di Bassolino. Il gup Piscopo, dopo una lunga camera di consiglio, ha respinto l'eccezione scrivendo nell'ordinanza che il presunto danno "non deve essere potenziale ma concreto" e che, per quanto riguarda il Comitato giuridico, si è costituita parte civile una associazione e non una singola persona. Prossimi appuntamenti il 19, 23 e 29 febbraio, sempre nell'aula bunker del carcere di Poggioreale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-1635718953423930007?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/1635718953423930007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=1635718953423930007&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1635718953423930007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/1635718953423930007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-il-processo-resta-napolino-al.html' title='Rifiuti, il processo resta a Napoli.No al trasferimento a Roma'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BaGTsBzzI/AAAAAAAAALg/iPnN5Sxckzs/s72-c/1414010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2453168112313819339</id><published>2008-02-11T15:20:00.001+01:00</published><updated>2008-02-11T15:21:23.225+01:00</updated><title type='text'>Rifiuti tossici da Venezia alla Campania, 13 anni di carcere</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BZ2jsBzyI/AAAAAAAAALY/HVCj3EkenQU/s1600-h/rifiuti_porto%20napoli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165727566421675810" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BZ2jsBzyI/AAAAAAAAALY/HVCj3EkenQU/s320/rifiuti_porto%2520napoli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Amianto, solfuri, idrocarburi per migliaia di tonnellate di rifiuti tossici sono stati trattati in modo illecito a Venezia e spedite in discariche di mezza Italia, soprattutto in Campania. Per questa attivita' illegale il tribunale di Venezia ha condannato quattro persone, tra responsabili ed addetti di due societa', a poco meno di 13 anni complessivi di carcere.   L'inchiesta condotta dai carabinieri del nucleo ambientale coordinati da Pm Giorgio Gava, ha riguardato l'attivita' ritenuta illecita della Nuova Esa di Marcon (Venezia) e della Servizi Costieri di Mestre (Venezia).&lt;br /&gt;Il collegio presieduto da Sergio Trentanovi ha condannato Gianni Giommi, legale rappresentante della Nuova Esa, a sei anni, e, per l'attivita' della Servizi Costieri, Carlo Valle a tre anni e quattro mesi, Giuliano Gottard a due anni e tre mesi e Gianni Gardenal ad un anno e 11 mesi, pena sospesa.&lt;br /&gt;I quattro sono stati condannati anche al ripristino dello stato dell'ambiente mentre a vario titolo dovranno risarcire le varie parti civili, tra comuni, enti ed associazioni, per una somma che si aggira intorno al mezzo milione di euro. &lt;br /&gt;I rifiuti tossici trattati sono finiti, tra l'altro, a Bacoli (Napoli) dove dell'alluminio e' finito in una normale discarica, ad Acerra (Caserta) dove un terreno e' stato inquinato da idrocarburi; mentre a Modugno (Bari) sono finite 61 tonnellate di solfuri, a Bomarzo (Viterbo) due tonellate di rifiuti vari e a Paese (Treviso) e' stato trovato dell'amianto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2453168112313819339?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2453168112313819339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2453168112313819339&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2453168112313819339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2453168112313819339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-tossici-da-venezia-alla.html' title='Rifiuti tossici da Venezia alla Campania, 13 anni di carcere'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BZ2jsBzyI/AAAAAAAAALY/HVCj3EkenQU/s72-c/rifiuti_porto%2520napoli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2457421183859658006</id><published>2008-02-11T15:15:00.001+01:00</published><updated>2008-02-11T15:20:26.987+01:00</updated><title type='text'>RIFIUTI: ALLARME PER VILLARICCA, PROTESTE E POLEMICHE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BYiTsBzxI/AAAAAAAAALQ/gYJbrPwi8UY/s1600-h/de_gennaro_gianni--200x150.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165726119017697042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BYiTsBzxI/AAAAAAAAALQ/gYJbrPwi8UY/s320/de_gennaro_gianni--200x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Proteste a Villaricca, nel napoletano, davanti al sito di Cava Riconta scelto per allocare altre 35mila tonnellate di frazione organica stabilizzata proveniente dagli impianti di combustibile da rifiuti della Campania, dopo essere stato chiuso appena nel luglio scorso. Alcune decine di manifestanti hanno presidiato l'ingresso alla discarica. Oggi il quotidiano locale "Il Mattino" riportava la segnalazione contenuta in una lettera firmata dal direttore generale del ministero dell'Ambiente, Gianfranco Mascazzini, e inviata al sindaco di Villaricca, Raffaele Topo, e all'ex concessionario per lo smaltimento Fibe per tracce di arsenico e di floruri al di sopra dei parametri di legge in una falda acquifere a 40 metri sotto Cava Riconta. "Come riconosciuto dallo stesso commissario Gianni De Gennaro la Direzione per la Qualita' della Vita del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sta fornendo tutto il supporto tecnico, nel rispetto delle leggi, all'attivita' del Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania", si legge in una nota inviata dal ministero. "La Direzione - continua la nota - fornisce, infatti, su precisa richiesta del commissario, la piu' totale, piena ed operosa collaborazione per tutelare l'ambiente e la salute, attivita' importante per rassicurare i cittadini e per evitare ulteriori problemi. Sorprendono alcune informazioni di stampa che confondono un atto dovuto della Direzione e richiesto dallo stesso commissario con un inesistente ostacolo.Pur comprendendo la grave e difficile situazione che gran parte degli abitanti della Campania stanno ormai vivendo sulla propria pelle da anni ritengo che il Commissario Gianni De Gennaro debba portare in tempi molto stretti a compimento il suo piano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2457421183859658006?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2457421183859658006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2457421183859658006&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2457421183859658006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2457421183859658006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/rifiuti-allarme-per-villaricca-proteste.html' title='RIFIUTI: ALLARME PER VILLARICCA, PROTESTE E POLEMICHE'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R7BYiTsBzxI/AAAAAAAAALQ/gYJbrPwi8UY/s72-c/de_gennaro_gianni--200x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-8173138042450155207</id><published>2008-02-11T15:12:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T15:13:45.890+01:00</updated><title type='text'>MAFIA: ARRESTI ITALIA-USA, DA OGGI GLI INTERROGATORI DEI FERMATI</title><content type='html'>IL GIP DI PALERMO DOVRA' DECIDERE SE CONVALIDARE LA CATTURA DEI 23 INDAGATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizieranno oggi gli interrogatori dei ventitre' presunti affiliati ai boss mafiosi fermati due giorni fa a Palermo nell'abito dell'operazione antimafia 'Old Bridge' condotta tra la Sicilia e gli Stati Uniti, che ha portato in carcere complessivamente novanta persone. Il gip del Tribunale di Palermo interroghera' i fermati che devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, omicidio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-8173138042450155207?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/8173138042450155207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=8173138042450155207&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8173138042450155207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/8173138042450155207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-arresti-italia-usa-da-oggi-gli.html' title='MAFIA: ARRESTI ITALIA-USA, DA OGGI GLI INTERROGATORI DEI FERMATI'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-7548118220180819315</id><published>2008-02-10T18:24:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T15:12:18.869+01:00</updated><title type='text'>Campagna di adesione 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R68z7TsBzwI/AAAAAAAAALI/RT21qN7s21E/s1600-h/libera.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165404391607488258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R68z7TsBzwI/AAAAAAAAALI/RT21qN7s21E/s320/libera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1300 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi diformazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera.Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale; e come associazione con Special Consultative Status dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc).L’adesione a Libera significa un impegno diretto nella costruzione una rete locale forte, capace di diffondere e sostenere le tematiche della legalità, del contrasto alla violenza criminale, partecipare al grande progetto sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, condividere un percorso con le molte realtà territoriali, associative, individuali che si spendono in continuamente nello scuotere la società civile dal torpore dell’oppressione mafiosa. Un piccolo contributo per un grande progetto…..Possono aderire a Libera scuole, classi, associazioni, cooperative, singoli cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTATTACI ALL'INDIRIZZO E-MAIL arezzo@libera.it oppure al numero 339\8642573&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-7548118220180819315?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/7548118220180819315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=7548118220180819315&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7548118220180819315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7548118220180819315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/campagna-di-adesione-2008.html' title='Campagna di adesione 2008'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R68z7TsBzwI/AAAAAAAAALI/RT21qN7s21E/s72-c/libera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6028662082505581433</id><published>2008-02-10T18:21:00.001+01:00</published><updated>2008-02-10T18:22:24.191+01:00</updated><title type='text'>I cento passi verso la XIII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R68yvzsBzvI/AAAAAAAAALA/JuQIOXu8Xhw/s1600-h/thumb_arca%20di%20paceI(56).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165403094527364850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R68yvzsBzvI/AAAAAAAAALA/JuQIOXu8Xhw/s320/thumb_arca%2520di%2520paceI(56).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oltre cento iniziative per portare l'Italia verso il 15 marzo&lt;br /&gt;Tra la casa di Peppino Impastato e quella del boss di Cosa Nostra Gaetano Badalamenti c'erano cento passi di distanza. Cento passi che rappresentavano l'ipocrisia di una società che fingeva di non sapere e non vedere. Da tredici anni a questa parte i cento passi rappresentano un percorso di speranza e di cambiamento che attraversando le oltre cento iniziative che vengono organizzate in tutta Italia prepara la &lt;a href="http://www.libera.it/news.aspx?s=10&amp;amp;id=428"&gt;giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie&lt;/a&gt;. Iniziative di sensibilizzazione che dalla Sardegna al Piemonte, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia, toccando tutte le regioni costruiscono un percorso di affermazione della legalità e dell'impegno&lt;br /&gt;Affinché nessun nome venga dimenticato, affinché nessun sacrificio sia stato vano, perché la legalità e la giustizia possano marciare insieme alla memoria.&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni visita il blog &lt;a href="http://www.memoriaeimpegno.it/" target="_blank"&gt; www.memoriaeimpegno.it&lt;/a&gt;&lt;a href="http://%20www.memoriaeimpegno.it/" target="_blank"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6028662082505581433?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6028662082505581433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6028662082505581433&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6028662082505581433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6028662082505581433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/i-cento-passi-verso-la-xiii-giornata.html' title='I cento passi verso la XIII giornata della memoria e dell&apos;impegno in ricordo delle vittime delle mafie'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R68yvzsBzvI/AAAAAAAAALA/JuQIOXu8Xhw/s72-c/thumb_arca%2520di%2520paceI(56).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-4367521390665933659</id><published>2008-02-09T11:08:00.000+01:00</published><updated>2008-02-09T11:15:13.586+01:00</updated><title type='text'>Mafia: sventato un attentato contro il sindaco di Gela</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R619FjsBzuI/AAAAAAAAAK4/Dp7do69PTNk/s1600-h/stor_10380471_42580.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164921882096553698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R619FjsBzuI/AAAAAAAAAK4/Dp7do69PTNk/s320/stor_10380471_42580.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La famiglia gelese di Cosa Nostra voleva uccidere il sindaco Crocetta. Lo hanno accertato la polizia e la direzione distrettuale antimafia, nel corso di serrate indagini su elementi delle cosche di Gela. Il piano stava per essere preparato nei minimi dettagli. Lo hanno sventato gli agenti della “squadra catturandi” della questura nissena, durante le indagini riguardanti la cattura di Daniele Emmanuello, il boss di Cosa Nostra ucciso, il 3 dicembre dello scorso anno, dalla polizia, che lo ha colpito mentre tentava di fuggire dal covo in cui si nascondeva, nelle campagne di Enna . In particolare, gli investigatori avrebbero intercettato alcune telefonate di personaggi sospetti, subito dopo la morte di Emmanuello. Tra gli inquirenti più impegnati in questa indagine c’è il sostituto procuratore Nicolò Marino, che, raggiunto telefonicamente, non ha inteso rivelare le modalità di esecuzione studiate dai malviventi per l’agguato programmato. Ha semplicemente confermato l’esistenza del piano, per averlo accertato tramite intercettazioni telefoniche e per averlo dedotto da un attento studio dei pizzini rinvenuti nel covo di Daniele Emmanuello. La notizia, lanciata dall’agenzia Ansa, intorno a mezzogiorno, ha suscitato clamore. Contrariato il sindaco, Crocetta, che avrebbe preferito non si sapesse in giro di questo grave episodio. Crocetta era già a conoscenza dello sventato agguato perchè era stato informato dalla DDA e dalla prefettura, che su di lui ha potenziato il servizio di vigilanza. Non è la prima volta che la mafia tenta di uccidere il sindaco, Crocetta. Già nel 2003, la polizia scoprì che la “Stidda” stava preparando un agguato, utilizzando un killer venuto dalla Lituania, Minius Marius Denisenko, che avrebbe dovuto uccidere il sindaco durante la processione dell’Immacolata, l’8 di dicembre. Ma non c’erano prove sufficienti. Il lituano fu rimpatriato con provvedimento della questura, mentre al sindaco fu assegnata la scorta. Alcuni mesi dopo scatto l’operazione antimafia, Imperium, con una ventina di arresti. Da allora, Crocetta ha ricevuto una serie infinita di minacce e di intimidazioni. Davanti al municipio fu rinvenuto un coltello nascosto dietro uno dei tubi di scarico dell’acqua piovana, vicino all’ingresso secondario, utilizzato dal sindaco. In un’altra circostanza, fu trovata forzata la porta del terrazzo sovrastante gli uffici del sindaco, a palazzo di città. Nello scorso anno, una lettera di sedicenti NAR (nuclei armati rivoluzionari) pervenne al corrispondente Ansa di Gela con evidenti minacce per Crocetta. Al sindaco di Gela è stata rafforzata la scorta. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-4367521390665933659?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/4367521390665933659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=4367521390665933659&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4367521390665933659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/4367521390665933659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-sventato-un-attentato-contro-il.html' title='Mafia: sventato un attentato contro il sindaco di Gela'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R619FjsBzuI/AAAAAAAAAK4/Dp7do69PTNk/s72-c/stor_10380471_42580.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6983422492638038780</id><published>2008-02-08T18:21:00.001+01:00</published><updated>2008-02-08T18:22:11.605+01:00</updated><title type='text'>'Ndrangheta, controlli a San Luca</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6yPrhHgAgI/AAAAAAAAAKo/tH5LQRumUTU/s1600-h/C_0_articolo_399805_immagine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164660850474091010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6yPrhHgAgI/AAAAAAAAAKo/tH5LQRumUTU/s320/C_0_articolo_399805_immagine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si cercano latitanti, scoperti bunker&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria stanno effettuando numerosi controlli a San Luca, nel Reggino, per la ricerca di latitanti e di luoghi dove si nascondono. L'indagine nasce nell'ambito della faida di San Luca che vede contrapporsi le famiglie dei Nirta-Strangio contro Pelle-Vottari. Nel corso delle ricerche i carabinieri hanno già trovato alcuni bunker in una zona del centro abitato del paese.&lt;br /&gt;Un primo rifugio è stato scoperto nel pieno centro di San Luca, ricavato in un sottoscala. Un altro è stato individuato poco distante dal primo. Già a fine agosto, &lt;a href="javascript:articolo("&gt;dopo la mattanza di Duisburg dove furono uccisi sei italiani originari di San Luca&lt;/a&gt;, 32 presunti affiliati alle cosche coinvolte nella faida locale vennero fermati nell'ambito di una maxi-retata di polizia e carabinieri. La scoperta del primo bunker è stata fatta in casa di un familiare di Francesco e Giuseppe Nirta, ricercati nell'ambito di una inchiesta sulle faide calabresi. Il proprietario dell'abitazione e i due latitanti, secondo quanto si è appreso, avrebbero rapporti di parentela con Giovanni Strangio, a sua volta ricercato da alcuni mesi perché ritenuto uno degli autori della strage in Germania.Il bunker è stato realizzato in una delle stanze della casa. L'accesso era nascosto da una parte correvole. Nella piccola struttura, di tre metri per quattro, i carabinieri hanno trovato materiale che verrà analizzato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6983422492638038780?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6983422492638038780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6983422492638038780&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6983422492638038780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6983422492638038780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/ndrangheta-controlli-san-luca.html' title='&apos;Ndrangheta, controlli a San Luca'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6yPrhHgAgI/AAAAAAAAAKo/tH5LQRumUTU/s72-c/C_0_articolo_399805_immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-2499185810011975231</id><published>2008-02-08T18:19:00.001+01:00</published><updated>2008-02-08T18:20:58.106+01:00</updated><title type='text'>Gela, pronto attentato a sindaco</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6yPIxHgAfI/AAAAAAAAAKg/3H76UBaku1U/s1600-h/C_0_articolo_399861_immagine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164660253473636850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6yPIxHgAfI/AAAAAAAAAKg/3H76UBaku1U/s320/C_0_articolo_399861_immagine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scoperto il piano delle cosche&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Tutto era pronto per uccidere con un attentato il sindaco di Gela, Rosario Crocetta (Pdci). La notizia è emersa durante indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. I magistrati hanno accertato dell'esistenza del piano da intercettazioni effettuate negli ultimi mesi nei confronti di esponenti di cosche della zona. Subito informato il prefetto e il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.&lt;br /&gt;Crocetta che si era apertamente schierato contro la mafia e il clan Emmanuello licenziando perfino la moglie del boss dal comune.&lt;br /&gt;Il capo del clan, Daniele Emmanuello, è stato ucciso il 3 dicembre scorso mentre tentava di sfuggire alla cattura nelle campagne dell'ennese.&lt;br /&gt;Il progetto di attentato è emerso da un'intercettazione, effettuata dalla squadra mobile di Caltanissetta nell'ambito delle indagini sulla cosca gelese e col ritrovamento di alcuni "pizzini". L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto, Renato Di Natale, e dal pm della Direzione distrettuale antimafia, Nicolò Marino.&lt;br /&gt;Crocetta: "Continuerò la mia battaglia"''Ho incontrato il prefetto e i magistrati della Dda che mi hanno parlato di questo piano della cosca Emmanuello per uccidermi. E' il mio compleanno, compio 57 anni, e proprio in questa giornata apprendo una simile notizia. Davvero un bel regalo della mafia''. ''Gela è stata la capofila - ha aggiunto - di un prcesso di rottura dei vecchi schemi in cui politica e mafia andavano a braccetto ed ha cominciato la lotta al racket delle estorsioni. Io continuerò la mia battaglia come ho sempre fatto''. ''E' allucinante. Fare il proprio dovere e sapere di essere nel mirino della mafia e una cosa impensabile. E' da cinque anni che vivo scortato con la paura per me e gli uomini che mi proteggono'', ha aggiunto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A nome del Coordinamento di Libera Arezzo voglio esprimere totale solidarietà nei Confronti di Rosario e nei confronti degli uomini che compongono la sua scorta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-2499185810011975231?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/2499185810011975231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=2499185810011975231&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2499185810011975231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/2499185810011975231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/gela-pronto-attentato-sindaco.html' title='Gela, pronto attentato a sindaco'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6yPIxHgAfI/AAAAAAAAAKg/3H76UBaku1U/s72-c/C_0_articolo_399861_immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-7766611637159039623</id><published>2008-02-08T15:37:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T15:40:22.920+01:00</updated><title type='text'>MAFIA/ AMATO: OGGI DUE GRANDI SUCCESSI CONTRO CRIMINE ORGANIZZATO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6xprhHgAdI/AAAAAAAAAKQ/CuZI-EHjoTM/s1600-h/qerwt.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164619069032235474" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6xprhHgAdI/AAAAAAAAAKQ/CuZI-EHjoTM/s320/qerwt.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con arresto boss camorra Licciardi e operazione 'Old Bridge'&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;"La giornata di oggi ha coronato con due grandi successi un anno che ha rappresentato una svolta nella lotta alla criminalità organizzata". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, dopo aver ricevuto al Viminale, con il viceministro Marco Minniti, il capo della Polizia, Prefetto Antonio Manganelli, il Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, il Procuratore Capo della Repubblica di Palermo, Giuseppe Messineo, e tutti gli autori dell'operazione "Old bridge".&lt;br /&gt;"E' stato arrestato - ha detto il ministro Amato - uno dei principali boss del napoletano ed è stata eseguita nei confronti della mafia una delle più grosse operazioni congiunte tra noi e l'Fbi. Dopo l'arresto di Provenzano e grazie alla particolare continuità dell'impegno degli ultimi mesi, ad una ad una le famiglie della mafia palermitana e di altre province sono state decapitate".&lt;br /&gt;"Meritano per questo un apprezzamento congiunto la magistratura palermitana e le forze di polizia che lavorano fianco a fianco. Quando un capomafia come Francesco Inzerillo invita i nipoti a lasciare l'Italia vuol dire - ha concluso Amato - che qualcosa sta davvero cambiando". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-7766611637159039623?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/7766611637159039623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=7766611637159039623&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7766611637159039623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/7766611637159039623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-amato-oggi-due-grandi-successi.html' title='MAFIA/ AMATO: OGGI DUE GRANDI SUCCESSI CONTRO CRIMINE ORGANIZZATO'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6xprhHgAdI/AAAAAAAAAKQ/CuZI-EHjoTM/s72-c/qerwt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-6143631285077605835</id><published>2008-02-08T15:33:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T15:37:19.905+01:00</updated><title type='text'>Grasso-Cuffaro, scontro a distanza.«Favorì i singoli». «Ha letto la sentenza?»</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6xovRHgAcI/AAAAAAAAAKI/TLfkZoZczbU/s1600-h/SALVA--180x140.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164618033945117122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6xovRHgAcI/AAAAAAAAAKI/TLfkZoZczbU/s320/SALVA--180x140.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;la replica del presidente della regione in un'intervista a sky&lt;br /&gt;Grasso-Cuffaro, scontro a distanza«Favorì i singoli». «Ha letto la sentenza?»&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;«HA LETTO LA SENTENZA» - «Probabilmente il procuratore non ha letto la sentenza per intero. È stata studiata dai miei avvocati e sostiene che non solo non è stato favorito l'intero sistema mafioso ma neanche il singolo mafioso. Non ho motivo di non credere ai miei avvocati» dice il governatore, replicando alle parole del procuratore nazionale antimafia. Sul verdetto emesso venerdì Grasso non ha dubbi: &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_19/sentenza_cuffaro_procuratore_grasso_rivendica_sua_linea_18fbcdc6-c662-11dc-9f4d-0003ba99c667.shtml" target=""&gt;«I giudici hanno ritenuto provato il favoreggiamento a singoli mafiosi come Guttadauro, Aragona o Miceli—insiste il superprocuratore —, ma evidentemente per attribuire il favoreggiamento dell’intera organizzazione serve una prova diabolica, complicata da trovare».&lt;/a&gt; Ma Cuffaro non ci sta: «Certamente cinque anni sono tanti» dice, annunciando che nei prossimi giorni «quando avremo letto per intero le motivazioni che la Corte darà, io e i miei avvocati sosterremo le ragioni del mio comportamento», ma, replicando a Grasso, il governatore non perde occasione per ribadire che sa di non «aver violato alcun segreto d'ufficio» perchè non aveva «nessun segreto e nessuna notizia da dare».&lt;br /&gt;«CHIEDO RISPETTO, NON HO MAI FESTEGGIATO» - Nella lunga intervista rilasciata a Sky il governatore sottolinea di aver preso la decisione di presenziare alla lettura della sentenza «per rispetto nei confronti della magistratura e della Corte che mi ha giudicato» e perchè, per il ruolo ricoperto, «devo dare l'esempio». «È stato un processo che ho voluto affrontare - dice - avrei potuto scegliere rimanere al Parlamento europeo o al Senato dove sono stato eletto ma ho preferito rimanere a lavorare per i siciliani e affrontare il processo rispettando il lavoro dei magistrati. Adesso questo rispetto lo chiedo io da parte di tutti. La sentenza dice che non ho favorito Cosa nostra ed io ero certo di non aver fatto niente per favorire la mafia perchè l'ho sempre combattuta con tutte le mie forze. Spero - afferma davanti alle telecamere di Sky Tg24 - che per onestà molti politici e politologi da questo momento comincino a prendere posizioni più chiare su questo delicatissimo tema. So quanto sia difficile lavorare per questa terra ma è un impegno che non rinnego». «Non ho mai pensato di festeggiare e non l'ho fatto ha poi aggiunto presidente della Regione siciliana -. Non lo hanno fatto le persone che mi vogliono veramente bene e nemmeno i miei amici politici. Ho soltanto dettoche mi sento un po' più confortato nel sapere che anche la corte che mi ha giudicato abbia certificato che non ho mai favorito la mafia nè singoli mafiosi. Mi dispiace che qualcuno tenti di strumentalizzare i sentimenti più veri»&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che ne pensate?&lt;/div&gt;&lt;a href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/cronache/567976636/Bottom1/default/empty.gif/35373063666130613437616336383430" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-6143631285077605835?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/6143631285077605835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=6143631285077605835&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6143631285077605835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/6143631285077605835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/grasso-cuffaro-scontro-distanzafavor-i.html' title='Grasso-Cuffaro, scontro a distanza.«Favorì i singoli». «Ha letto la sentenza?»'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6xovRHgAcI/AAAAAAAAAKI/TLfkZoZczbU/s72-c/SALVA--180x140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-475052324571482035</id><published>2008-02-08T15:31:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T15:33:04.886+01:00</updated><title type='text'>RACKET/ SCONTRO IN CONFINDUSTRIA SICILIA SUI MODI DI COMBATTERLO</title><content type='html'>Tomasello:non siamo ass. antimafia.Artioli:sviluppo in legalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui modi e le strategie di lottare il racket delle estorsioni sembra si siano aperte differenti vedute tra gli industriali siciliani. A discostarsi dalla linea che sino oggi ha dettato Confindustria è stata Margherita Tomasello, presidente palermitano dei giovani industriali che, a margine di un convegno organizzato da Sicindustria e dal Comitato Provinciale della Piccola Industria sulla Finanza Innovativa, ha dichiarato: "Siamo un'associazione di imprenditori e non di antimafia. Credo che dovremmo parlare meno di certi temi e più di sviluppo", ed ha ricordato che "ognuno di noi ha un ruolo specifico. L'etica e la moralità sono qualità già intrinseche negli imprenditori".&lt;br /&gt;Frasi che non sono piaciute al vicepresidente nazionale di Confindustria con delega al Mezzogiorno, Ettore Artioli, e a Nino Salerno, presidente di Confindustria Palermo, che hanno replicato nettamente alla Tomasello, ribadendo la posizione di Confindustria. "Credo - ha sottolineato Artioli - che si debba fare sviluppo in un contesto in cui la mafia diventi estranea alle nostre imprese. Non illudiamoci che le aziende possano investire in Sicilia senza garanzie di sicurezza e che la mafia possa essere sconfitta se non creeremo opportunità di occupazione".&lt;br /&gt;Più netta la presa di posizione di Salerno che ha rimarcato che "la legalità è la prima delle infrastrutture che servono per lo sviluppo dell'economia siciliana. Occorre - ha precisato - parlare di antimafia e occorre agire d'antimafia. La battaglia di Confindustria contro il racket è prima di tutto una battaglia di sviluppo e civiltà, di coscienza, di coraggio. Solo dopo tutte queste conquiste si potrà parlare di sviluppo vero. E questo momento storico di svolta delle culture anche nel mondo dell'impresa - ha concluso Salerno - è tra i più alti che abbiamo vissuto in Sicilia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAFIA/ VENTURI: CONFINDUSTRIA SOSPENDA LA CALCESTRUZZI SPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ha fatto bene la magistratura a colpirla"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La Calcestruzzi spa andrebbe subito sospesa da Confindustria". Lo dice ad Apcom, Marco Venturi, presidente regionale della Piccola industria di Confindustria Sicilia, commentando l'operazione della dda nissena che ha portato all'arresto dell'Ad della Calcestruzzi ed al sequestro della società. Venturi che è stato fra i primi promotori della modifica del codice etico dell'associazione degli industriali siciliani dice inoltre che "ha fatto bene la magistratura a colpire questa impresa che in passato aveva avuto rapporti non chiari con soggetti della mafia locale". "Da noi - conclude Venturi che è anche vice presidente di Confindustria Caltanissetta - non è socia, ma l'avremmo sospesa".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-475052324571482035?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/475052324571482035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=475052324571482035&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/475052324571482035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/475052324571482035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/racket-scontro-in-confindustria-sicilia.html' title='RACKET/ SCONTRO IN CONFINDUSTRIA SICILIA SUI MODI DI COMBATTERLO'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4174826210787605170.post-454659825985122091</id><published>2008-02-08T10:10:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T10:12:12.573+01:00</updated><title type='text'>Mafia: arrestati con 10 kg cocaina.Blitz dei carabinieri a Palermo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6wc2hHgAbI/AAAAAAAAAKA/8nw3YeWeqkg/s1600-h/806090586d4dfa65d6640a995ef34be4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164534595615457714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6wc2hHgAbI/AAAAAAAAAKA/8nw3YeWeqkg/s320/806090586d4dfa65d6640a995ef34be4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; I carabinieri di Palermo hanno arrestato 3 persone, ritenute affiliate a Cosa nostra e sequestrato oltre 10 kg di cocaina purissima. Il blitz e' scattato la notte scorsa e gli indagati farebbero parte della famiglia mafiosa di Brancaccio. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, rientra nelle indagini dirette a reprimere il finanziamento del narcotraffico realizzato da Cosa nostra col denaro proveniente soprattutto da racket e usura.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4174826210787605170-454659825985122091?l=liberarezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberarezzo.blogspot.com/feeds/454659825985122091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4174826210787605170&amp;postID=454659825985122091&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/454659825985122091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4174826210787605170/posts/default/454659825985122091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberarezzo.blogspot.com/2008/02/mafia-arrestati-con-10-kg-cocainablitz.html' title='Mafia: arrestati con 10 kg cocaina.Blitz dei carabinieri a Palermo'/><author><name>libera arezzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06326569097167922843</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.libera.it/public/Image/libera_logo_nero.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_660oAdFw0Yo/R6wc2hHgAbI/AAAAAAAAAKA/8nw3YeWeqkg/s72-c/806090586d4dfa65d6640a995ef34be4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
